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Il Ministro Severino dice che i criteri utilizzati sono quelli di una maggiore efficienza della giustizia, che ad ogni modo le circoscrizioni giudiziarie risalgono ai tempi dell’Unità d’Italia, e che comunque sono state salvaguardate le sedi con gravi problemi di criminalità organizzata, così come previsto del resto nei criteri contenuti nella delega ricevuta. Aggiunge anche che non sarà qualche decina di chilomentri in più di percorrenza a pregiudicare il funzionamento della giustizia nell’epoca dell’alta velocità rispetto ad una distribuzione delle sedi giudiziarie che faceva riferimento all’epoca delle carrozze.
Io non so se il Ministro Severino sia mai stato in Calabria. Nella nostra bellissima Calabria. Non so se sia arrivata in treno piuttosto che in autostrada, non so se abbia mai percorso la S.S. 18, la 107 , la S. S. 106.
Bene Ministro Severino, la nostra è una regione meravigliosa, dotata di bellezze naturali uniche, popolata da uomini e donne orgogliosi e dignitosi. E però Ministro Severino, l’Alta velocità non l’abbiamo, l’autostrada Salerno Reggio Calabria risale anch’essa all’Unità d’Italia, motivo per cui le circoscrizioni giudiziarie di quell’epoca si adattano perfettamente alle nostre vie di comunicazione. Inoltre, Ministro Severino, mi piacerbbe potere sostenere il contrario, ma purtroppo per noi, cittadini, avvocati, forze di polizia e magistrati, la criminalità organizzata in Calabria esiste ed imperversa in tutte le sedi giudiziarie.E qualora ci fossero Tribunali in Calabria ove non pendono procedimenti di Ndrangheta, Ministro Severino, non significherebbe che la Ndrangheta non c’è, ma che si nasconde bene. Purtroppo quotidianamente oltre che dalle piaghe realmente esistenti dobbiamo anche subire la valanga di luoghi comuni sulla nostra terra, sulla nostra gente, sulla nostra laboriosità ed onestà. L’unica volta in cui il nostro triste primato doveva essere giustamente e ragionevolmente tenuto in considerazione da chi ha il ruolo di garantire la presenza dello STATO e la predominanza della presenza dei suoi uomini e dei suoi presidi su quelli della andrangheta Lei ci ha costretto ad una grottesca competizione tra sventurati: la gara a chi dimostrava la maggiore presenza di Nddrangheta sul territorio per ottenere la salvezza del Tribunali. Siamo stati quindi costretti a mettere in vendita i nostri organi, come i poveri disperati di cui si legge a volte nelle cronache dei giornali. Allora per un paradosso tutto italiano noi calabresi accusati di omertà siamo dovuti andare a Roma per urlare al Ministro che la ndrangheta esiste e purtroppo esiste anche quando non si vede, pertanto la Calabria tutta deve rappresentare un eccezione. Ma io mi chiedo se la riorganizzazione risponde a criteri di efficenza perchè mai si dovrebbe fare eccezione laddòve esistono problemi di criminalità organizzata. Chiudeteli tutti dimodochè la lotta sarà ancora piu efficente. Mi sembra invece Ministro che le Sue parole siano una contradictio in terminis.
Ministro Severino noi le strade, autostrade e l’allta velocità non li abbiamo. Bisogna adottare soluzioni diverse a realtà diverse, diversamente si violerebbe il principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione.P per questo le proprongo un patto con i calabresi: rinviare la soppressione delle nostre sedi giudiziarie sino a quando non sarà completata la salerno reggio calabria, l’alta velocità, e le SS.SS. 18 e 106 saranno messe in sicurezza. Ma sopratutto le chiedo di rinviarla sino a quando si potrà sostenere che la Ndrangheta in calabria non esiste più. Allora saremmo tutti felici di comprendere le sue ragioni. Sino ad allora Ministro Severinio è importante vendere la presenza fisica delle Stato anche mediante la presenza fisica dei luoghi in cui l’esistenza delle Stato si riafferma su quella dell’antistato. Anche se rappresentasse un costo e non una economia. Perchè la Calabria Ministro Severino, da questo punto di vista è terribilmente diversa e noi abbiamo bisogno di vedere il cemento armato dei Palazzi di Giustizia, di vedere le Bandiere della Repubblica sventolare da quegli edifici, anche se non vi è un immediato riorno economico. Veda in terre come la nsotraa quei simboli significano che lo Stato c’è e continua a lottare a nostro fianco. Almeno sino a quando la presenza della ndrangheta si continuerà a percepire, sino a quando non saremo una terra normale, dal punto di vista delle infrastrutture e della criminalità organizzata, per cui mi auguro non per sempre perchè mi fido di quanto affermava Giovanni Falcone.
Infine Ministro Severino ho un ultima preghiera da rivolgerle. Dal momento che stavo concordando con i vertici dell’Arma dei Carabinieri della mia città e della provincia la possibilità di intitolare il 3 settembre prossimo il piazzale del Tribunale di Paola, che già insiste in Via Falcone e Borsellino, al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, glielo spieghi lei ai Carabinieri, a me riesce difficile.
Sindaco di Paola.

Leo ha detto:
Caro Bersani,
“Città come Lamezia Terme, Rossano, Castrovillari, Paola, tutti territori ad alta densità criminale, non possono chiudere i battenti lasciando il territorio e gli avamposti senza la certezza del diritto alla Giustizia solo perché questo Governo deve garantire due punti percentuali di IVA che, badate bene, andrebbero congelati e non definitivamente accantonati; i tagli lineari previsti colpiranno la geografia giudiziaria in maniera sommaria e indiscriminata mentre i risparmi previsti dalla rimodulazione, a nostro parere, non saranno quelli reali visto che i costi aggiuntivi che l’intera operazione provocherebbe, tra cui nuove strutture per i dipendenti trasferiti, nuovi cablaggi strutturali, nuove utenze,ulteriori carichi di lavoro in seno a strutture giudiziarie già collassate dal blocco del turn-over, saranno di gran lunga superiori.
Per non parlare di un territorio, quello Calabrese, che si aprirebbe a spiragli di illegalità sino ad ora sottomessi grazie all’esistenza di quei deterrenti istituzionali che oggi si vuole smantellare. Per questi motivi la mia O.S. ha formalmente chiesto una deroga al riassestamento previo studio di fattibilità sul territorio e non un semplice taglio lineare, esercitato su una cartina geografica, con superficialità ed incompetenza.
Nel merito più vasto della manovra economica in atto non si può pensare a tagli lineari sulle tredicesime, sui buoni pasto e sugli stipendi senza ricordarci che al Ministero della Giustizia non si può continuare a lavorare per due ed a volte anche per tre. Da 52.000 unità si è scesi a 38.000, a tutto questo fa di riscontro un notevole aumento di carichi di lavoro, tant’è che solo grazie al nostro senso di responsabilità si è continuato a garantire risposte adeguate.
Non abbiamo alcuna voglia di accettare passivamente il trasferimento coatto del personale, la riduzione del nostro reddito (che si chiami buono pasto, tredicesima o altro) senza aver toccato prima i punti fondamentali di equità e di giustizia sociale, senza la quale questa resta solo un’operazione di cassa che poteva effettuare l’ultimo ragioniere d’Italia … ricordandoci di un certo Fantozzi !
Non ci spaventano i tagli quanto l’ingiustizia sociale che regna in questo paese, dove si parla tanto solo per salvare la forma, ma alla fine decidono in pochi e sempre per tutelare i propri privilegi, vedi per esempio discussione parlamentare sulle pensioni d’oro improvvisamente sparita dall’ordine del giorno. Che fine ha fatto ?
Ecco, concordiamo sui tagli alle spese inutili ma iniziando a tagliare gli spazi privilegiati al fine di raggiungere un livello di equità sociale ragionevole per tutti e che dia la possibilità a tutte le famiglie, sin’ora tartassate da un Governo tecnico ma politicamente sostenuto (ndr), di poter sopravvivere.
Disarmare i territori significherebbe dare vigore e fiducia alla illegalità e questo non è certo un buon punto di partenza per la nostra Calabria” .
Leopoldo Lombardo – tesserato del P.D. di Paola (CS)