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Cetraro, l’accusa per i sanitari è di omicidio colposo.

CETRARO (CS)

Ventidue avvisi di garanzia per l’ipotesi di reato di cui all’omicidio colposo in concorso sono stati notificati tra martedì e ieri ad altrettanti sanitari dell’ospedale civile “Iannelli” di Cetraro in relazione al decesso sospetto della neonata paolana figlia dei coniugi Giancarlo Pastore e Caterina Guido, residenti a Fuscaldo. La procura della Repubblica di Paola ha già disposto l’esame autoptico sulla salma della piccolina, tenutosi l’altro ieri pomeriggio ed il cui esito non è ancora noto in quanto i periti di parte si sono riservati di elaborare un responso completo e puntiglioso, mentre i carabinieri della locale compagnia, agli ordini del capitano Luca Acquotti, hanno acquisito cartelle mediche, verbali di interrogatorio e versioni di parte sui fatti oggetto di indagine.

Gli indagati

In poche parole, la magistratura paolana sta indagando sull’operato dei seguenti sanitari, tra dirigenti, medici e paramedici di vari reparti del nosocomio Iannelli di Cetraro:

Anna Mistorni, Gianfranco Amoroso, Angelo Cannizzaro, Bianco Rosa Cozza, Giancarlo D’Agostino, Francesco De Santo, Angela Falbo, Domenico Introini, Simona Mantuano, Ottavio Notaro, Fiorella Panebianco, Liberato Soranna, Filippina Longo, Angela Romano, Loretta De Biase, Ester Mappa, Maria Carmen Smarra, Irene Sanna, Lucia Caracciolo, Franca Spinicelli, Vito Cianni, Francesco Liporace.

Solo alcuni giorni fa sulla vicenda il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, aveva ricevuto a Palazzo Alemanni a Catanzaro, il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, Giancarlo Scalpelli, il direttore generale del dipartimento Tutela della Salute Orlando, il dirigente dello stesso dipartimento, Scaffidi, il capo dipartimento Materno-Infantile, Pirillo e il primario del reparto di Ostetricia dell’ospedale di Cetraro, Anna Mistorni, per discutere del presunto caso di malasanità che ha portato al decesso di una neonata presso il nosocomio Iannelli di Cetraro. Il fatto è stato registrato il giorno dell’Immacolata, allorquando i carabinieri hanno acquisito una querela di parte sottoscritta dai familiari della  neonata, i quali sostengono che la piccola sia nata morta a causa del ritardo in atto e del contestuale diniego da parte dei sanitari ad intervenire con un parto cesareo l’8 dicembre scorso, ossia quando la puerpera stava accusando ormai da diverse ore fortissimi dolori. Dirigenti e medici dell’Asp, durante i lavori, hanno consegnato relazioni ed atti a loro discolpa, riferendo al governatore della Calabria di essersi comportati secondo legge ed in ossequio ai protocolli ministeriali. Secondo i medici, insomma, è stato fatto tutto quando era necessario per portare a conclusione il parto in modo regolare. «Abbiamo già avviato un’indagine interna per chiarire l’accaduto – aveva dichiarato il direttore generale dell’Asp, Scarpelli, all’indomani del decesso – e dai primi accertamenti, non sono emerse negligenze, né si è rilevato il mancato rispetto delle procedure». Il padre della bimba, Giancarlo Pastore, dal canto suo denuncia ritardi e omissioni.

Stefania Sapienza
Maria Fiorella Squillaro

SBIRCIATO da CALABRIA ORA del 15/12/2011

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