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Finalmente qualcuno ci ha pensato e, cosa più importante, l’ha detto pubblicamente.

In una città dove le imposizioni dall’alto sono ormai all’ordine del giorno, dove non è dato sapere il perchè delle decisioni pubbliche, dove la partecipazione della cittadinanza è richiesta solo in prossimità delle campagne elettorali, qualcuno fa una proposta concreta e la fa a mezzo stampa.

Dopo i botta e risposta tra la minoranza in Consiglio e gli uffici del Comune riguardo l’ici, dal nulla spunta una contestazione suffragata da considerazioni tecniche e quindi concrete.  “Che siano prese in considerazione, caso per caso, tutte quelle aree che mai in nessun caso potranno essere edificate“, propone il Psdi.

Alleluia è l’esclamazione che noi di SBIRCIAPAOLA abbiamo esternato appena lette queste righe, e aggiungiamo: che NON venga preso in considerazione, nel pagamento dell’ici e quindi nell’aumento del valore del terreno chi, avendo in origine un terreno agricolo e/o non edificabile, si è trovato senza chiederlo e senza volerlo, un indice di fabbricabilità e quindi un cambio di destinazione d’uso che gli permette di edificare. In parole povere, la signora Maria che ha sempre coltivato fave e vuole continuare a farlo, se prima il suo terreno valeva 10 e pagava le tasse in proporzione, perchè deve accettare che qualcuno, più in alto di lei, dia un valore più alto al suo terreno e le faccia pagare 100 anche se l’intenzione è lungi dall’edificare? A quanto dovrebbe vendere le sue fave la signora Maria dopo tali variazioni?

 

«Ridurre i terreni su cui è possibile costruire»

Il Psdi contesta l’Ici e presenta una proposta

PAOLA –«Un’area per essere fabbricabile deve avere la possibilità di essere edificata ». Il Psdi di Paola contesta la voce di bilancio già approvata relativa all’applicazione dell’Ici e presenta una proposta molto tecnica. Il dissenso potrebbe essere letto in chiave politica come l’ennesima divergenza tra i gruppi del sindaco e i socialdemocratici, un tempo asse portante dell’amministrazione e oggi in totale rottura.
Tornando sull’aspetto prettamente tecnico il Psdi, nella proposta da presentare in comune scrive che «l’art. 2, lettera b) del decreto legislativo n.504/92 definisce come “area fabbricabile” quella “area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione”». In sintesi un’area per essere fabbricabile dovrebbe essere inserita come tale in uno strumento
urbanistico generale o altrimenti «c’è bisogno di uno strumento attuativo (Pau approvato – Piani attuativi urbanistici) e comunque in tutti i casi, un’area per essere definita fabbricabile deve avere la possibilità effettiva di essere edificata».
Quindi vengono rilevati i dubbi: «Riportando questi semplici concetti nell’ambito del nostro Comune, alla luce del fatto che recentemente è stato approvato il Psc ma che ancora non è stato approvato nemmeno un Pau (né pubblico né privato!) non si capisce come mai in generale si possa parlare di aree fabbricabili e quindi di relativa imposizione, su di esse, ai fini Ici».
Quindi il Psdi propone«i valori dei terreni, senza Pau approvati, inseriti nell’avviso comunale del 21/11/2011 e nella delibera del Consiglio comunale n. 31 del 7/11/2011, vengano ridotti ad 1/5 ovverosia vengano ridotti dell’80 percento fino alla approvazione dei relativi strumenti attuativi e/o comunque del riconoscimento dell’edificabilità concreta, fermo restando però che siano presi in considerazione, caso per caso, tutte quelle aree che mai in nessun caso potranno essere edificate, come per esempio terreni già espropriati dall’Anas, in occasione della costruzione della Ss 18 e della Ss 107, che ancora catastalmente sono in carico ai proprietari originari;
terreni che ricadono nell’ambito del rispetto stradale o ferroviario; terreni che ricadono nell’ambito di elettrodotti ad alta tensione dell’Enel o Ferrovie. Solo se questi terreni saranno oggetto di Pau approvati, si potranno considerare a tutti gli effetti “aree fabbricabili” e quindi per essi – si legge in coda al contenuto della proposta – sarà possibile applicare l’imposizione ai fini Ici».
p. v.

SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 21/12/2011

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