A ritmo sostenuto i lavori di restauro dell’ex collegio dei padri Gesuiti

Antonio Storino
PAOLA
Proseguono i lavori di restauro dell’ex collegio dei padri Gesuiti, edificio monumentale fra i più prestigiosi del centro storico che costituisce elemento urbano di alta valenza storica, culturale ed architettonica.
Il recupero e la rifunzionalizzazione che si stanno concretizzando, a partire dall’adeguamento antisismico che ha interessato l’intero edificio, valorizzeranno tanto l’intero complesso conventuale con l’annessa chiesa del SS. Rosario, quanto l’interesse collettivo sullo spazio urbano che, è bene ricordare, ricomprende anche la storica piazzetta dei “sette Canali” con l’omonima fontana monumentale.
Il riuso di questo prestigioso presidio del patrimonio culturale pubblico, finora in stato di degrado, migliorerà la qualità insediativa del nucleo storico e della vita collettiva con rafforzamento della coesione sociale.
Il “Collegio dei Gesuiti”, che com’è noto ha avuto varie destinazioni d’uso e nel recente passato quella di palazzo di Città, è costituito da un seminterrato, un pianoterra e ulteriori due piani; presenta pianta ad “L” e facciata principale con ampio portale ad arco sormontato da una cornice con decorazioni a rilievo. La forma e gli elementi di tale portale d’accesso su Corso Garibaldi, scolpito in pietra tufacea ed attribuibile ad ignoto scalpellino locale del XVII secolo, sono rafforzati dalle scanalature che ne sottolineano la valenza architettonica e la rigorosa composizione. Da poco restaurato, unitamente al portone in legno massiccio, attende di essere di nuovo varcato, ma più liberamente, per rivitalizzare l’androne del Palazzo e restituirlo all’uso pubblico con l’auspicio che diventi sede di attività culturali, estemporanee e ricreative, luogo di sosta ma anche di transito pedonale tra Corso Garibaldi e Via Nazionale, valendo anche come oggetto d’intervento di ristrutturazione urbanistica per un’ulteriore occasione di relazione nella città “entro e fuori le mura” originarie. «L’opera di restauro – spiega il progettista e direttore dei lavori, l’architetto Antonio Lamberti – attraverso le proprie principali caratteristiche e componenti, consentirà all’edificio di diventare attrattore di potenzialità culturali, con sedi per istituzioni, per attività di studio, di ricerca e formazione, laboratori artigianali, botteghe, cantieri-scuola per la cultura e per il visiting sulla storia e sulle iniziative di maggiore interesse della città, prefigurandovi anche l’auspicabile offerta informativa nell’accoglienza turistica».
L’intervento tecnico-architetturale ha riguardato in particolare la valorizzazione degli elementi storico-architettonici esistenti .
SBIRCIATO su GAZZETTA DEL SUD del 27/12/2011
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