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Paola. Tante strutture e conquiste possono essere a rischio eliminazione
L’ex sindaco Antonio Eboli denuncia le numerose soppressioni

di FRANCESCO STORINO
PAOLA –La città e il comprensorio perdono definitivamente un altro servizio.
La Comunità montana dell’Appennino paolanochiude ibattenti conl’approvazione del bilancio 2010 da parte dell’ente montano di Verbicaro a cui era stata accorpata.
L’ex sindaco Antonio Eboli saluta con rammarico la chiusuradell’ente rimarcando però che: «Abbiamo poco da rimpiangere per quanto ha fatto a Paola l’ente, ma soprattutto non ha fatto. A parte l’acquisto di un vecchio fabbricato nella marina, costato un miliardo di vecchie lire e gli stipendi corrisposti ai suoi dipendenti, oltre le spese per il funzionamento degli uffici e per le cariche degli amministratori, è stato un teatro di contrapposti schieramenti per gli incarichi remunerati negli organi esecutivi.
La nostra montagna – aggiunge – non ne ha avuto alcun giovamento. La distribuzione dei boschi per incendi e tagli indiscriminati; i pascoli abusivi e le manomissioni varie; l’abbandono agli sterpi e la scomparsa della fauna
tradizionale, hanno continuato la loro corsa colpevole per la distruzione di un patrimonio prezioso». Ma è pursempre un altro servizio che viene cancellato.
«Dopo la soppressione dello smistamento postale, il trasferimento della dogana, il ridimensionamento della stazione Fs e la riduzione dei treni, il trasferimento di alcuni reparti del nostro nosocomio a Cetraro, la probabile chiusura del tribunale e di conseguenza delle carceri giudiziarie, niente più preoccupa le consorterie elettorali cittadine».
Sussiste a dire dell’ex sindaco un colpevole silenzio assenso. «C’è solo da pensare – sottolinea – prima di ogni cosa, a come occupare la sede municipale per assicurarsi potere e prebende e, per qualcuno occupazione visto il fenomeno dilagante della disoccupazione. E nel mentre i professionisti di ogni specie, discutono come collocarsi nelle varie coalizioni elettorali. E i debiti del Comune, il dissesto finanziario? Si continuerà a farne per restare a galla».
Ciò che amareggia l’ex sindaco è il fatto che: «tutto quello che le generazioni hanno saputo fare fra mille ostacoli dal dopoguerra alla fine del secolo scorso sta per essere perduto. Dall’inizio del secolo abbiamo perso nel
settore postale, ferroviario, statale in genere. Ospedale e tribunale conquiste importanti; doppio binario, nuova strada per Cosenza; nuova statale 18; sdoppiamento ed istituzioni nuove scuole e costruzioni edifici scolastici.
Ma oggi tante altre cose sono in pericolo di soppressione». Ma nonostante ciò «a Paola si continua a cantare in piazza e nelle processioni; si festeggia nei rioni; si spende e si dilaga nei debiti; si vive nella pericolosità dei servizi e della sicurezza pubblica. Insomma si va verso il degrado continuo e definitivo».

SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 28/12/2011

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