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L’intervista.

di FRANCO PAGNOTTA
ZUNGRI – Amarezza e rabbia. Questi i sentimenti dello scultore Michele Zappino alla notizia della sparizione della statua di “San Francesco degli abissi”, opera che gli era stata commissionata dal sindaco di Paola, Roberto Perrotta, in occasione del quinto centenario del Santo. La statua in bronzo, alta due metri e venti centimetri e del peso di tre quintali e mezzo, era stata calata in mare, a venti metri di profondità e a circa mille metri dalla battigia, il 25 marzo del 2007 dal gruppo subacqueo paolano guidato da Piero Greco, con una solenne cerimonia alla quale aveva preso parte tanta gente, tra cui molti pescatori e subacquei.
«Non so farmi una ragione di questa sparizione – dice l’artista – Difficile pensare ad un furto, considerato che sarebbe difficile rimetterla in commercio. L’ipotesi di una imbarcazione che abbia per sbaglio trascinato la statua del Santo e dopo l’abbia scaricata in un’altra zona di mare mi lascia ugualmente perplesso, l’opera infatti era stata fissata su fondale con tutte le misure di sicurezza, compresa una grande gabbia in acciaio. Davvero non so cosa dire.
Mi sento come se mi avessero strappato dalle viscere una mia creatura. Sono molto amareggiato ». La statua di San Francesco, da quanto riferisce lo stesso scultore, era simbolo di protezione per tutta la gente di mare, soprattutto per i subacquei disabili, ciechi e down.
La sparizione, dice Zappino è «una notizia che non avrei mai voluto apprendere. Chiunque abbia notato qualcosa o in questi giorni riesca ad avere qualche indizio si faccia vivo. Sarebbe davvero un bel regalo, per me e per tutti i calabresi, se si potesse ritrovare la statua ».

SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 4/01/2012

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