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Alla luce del consiglio comunale che domani, mercoledì 11/01/2012, si terrà con all’ordine del giorno l’ICI, SBIRCIANDO nell’operato degli altri (perchè crediamo che mettere il naso fuori dal proprio orticello spesso arricchisce chi ha senso critico e voglia di fare), SBIRCIAPAOLA ha elaborato nei giorni scorsi un mini vademecum al quale molti Comuni hanno attinto, ognuno con le proprie varianti.

Sperando di fare cosa gradita a chi ci segue, ormai la media degli SBIRCIATORI è di circa 290 visite al giorno sul solo blog, con picchi di 405 (senza contare i contatti via social web), dopo solo un mese di vita, e a chi opera e/o vorrebbe operare “per il bene della città” , riportiamo alcuni consigli per una corretta e virtuosa gestione della tassazione ICI che è diventato lo spauracchio di molti cittadini.

Potrebbe apparire tedioso il corpo del post, vi assicuriamo che però è interessante capire come funziona la “macchina pubblica” in altri ambiti. A voi/noi SBIRCIATORI il non tanto arduo compito di evidenziare le differenze, se riscontrate.

CRITERI

I criteri normalmente utilizzati dai Comuni per determinare l’importo dovuto come I.C.I. l’imposta comunale sugli immobili per i terreni edificabili sono spesso inesatti e soprattutto abbondantemente sottostimati. Ciò si traduce molto spesso, in gravi e ripetute perdite economiche per i Comuni stessi ed in palesi ingiustizie per i Cittadini. L’esperienza di molti Comuni che hanno analizzato il caso insegna che ciò è dovuto in parte (minoritaria) al normale fenomeno delle evasione fiscale e in parte (maggioritaria) alla oggettiva difficoltà da parte dei Comuni di determinare l’esatto dovuto. Nei casi in cui si avviassero sistemi virtuosi per la gestione del territorio, le Amministrazioni Comunali potrebbero:

  • recuperare velocemente l’entrata mancante (spesso valori importanti che si ripetono ovviamente ogni anno),
  • stabilire in maniera precisa ed equa gli importi dovuti ed i Soggetti di imposta.
  • Eliminare i contenziosi con i cittadini interessati.

Il servizio che un’Amministrazione coscienziosa e lungimirante, di primo impianto, dovrebbe condurre, comprende, oltre al controllo e verifica con precisione dei dati, la produzione di documenti amministrativi snelli per l’applicazione dell’I.C.I. relativi ai terreni edificabili e il fornirsi di strumenti informatici adatti per gestire, presso gli uffici comunale preposti, le attività di front-office per i Cittadini interessati.

AZIONI PRELIMINARI

Sinteticamente, ogni Comune dovrebbe censire tutte le particelle catastali soggette alla tassazione I.C.I. e assegnare loro l’ importo dovuto sulla base dei valori medi di mercato stabiliti dalla/e specifica Deliberazione (tenendo pure conto delle esenzioni ed eccezioni eventualmente indicate nella stessa delibera, per esempio, aggiungiamo noi SBIRCIATORI, applicare una Ici ridotta sulle abitazioni date in comodato d’uso a disabili). L’importo totale per ogni particella catastale considera le destinazioni urbanistiche di Piano vigenti e di competenza (distinguendo eventuali destinazioni parziali e/o diverse in carico ad una stessa particella).

L’ufficio preposto dovrebbe effettuare la lettura del Partitario Catastale e di altre fonti per identificare i soggetti obbligati e comunicare con essi. Dal Partitario vengono desunte le quote di proprietà per ogni particella catastale riguardante il soggetto obbligato. Sulla base di queste viene assegnata la quota parte per ciascun avente titolo. L’importo totale della imposta l’I.C.I. viene calcolato per ogni avente titolo sommando i vari importi delle quote-parte di proprietà rilevate.

Una volta organizzato l’ufficio, il servizio nei confronti del cittadino dovrà comprendere la fornitura di un modulo di consultazione grafica di tipo semplificato (molto efficace ed utile anche per i responsabili dell’Ufficio Tributi). Questo permetterà di verificare a monitor ed eventualmente stampare sia i dati tabellari che gli estratti cartografici richiesti. L’operazione più complessa è quella di confrontare la cartografia catastale con le cartografie della zonizzazione urbanistica vigente (anche se in fase di redazione di PSC questa operazione dovrebbe essere stata già effettuata, almeno approntata). E’ quindi necessario procedere, preliminarmente, alla conversione dei due sistemi di coordinate in unico sistema. Questo lavoro preliminare è importante per i controlli con la Carta Tecnica e con le Ortofoto.

Dopodiché si potrà procedere con la lettura automatica informatizzata delle cartografie catastali e di Piano urbanistico per sovrapposizione onde ricavare, per ogni mappale, i valori delle superfici con relativa destinazione urbanistica .

Questo sistema organizzativo risulterà equo per tutti, sarà sempre riproducibile e quindi ogni Cittadino lo potrà riverificare in qualsiasi momento ed in maniera molto semplice in quanto applica procedure informatiche verificabili. Per rendere operativo il servizio però, si dovrà prevedere l’utilizzo dei seguenti dati cartografici ed alfanumerici informatizzati:

  • Cartografia Catastale
  • Carta Tecnica Regionale
  • Ortofotocarta
  • Carta della Zonizzazione Urbanistica di riferimento

Tali dati, solitamente propedeutici alla redazione di un PSC, permetteranno l’informatizzazione delle tavole cartacee nel pieno rispetto delle specifiche richieste/vigenti: CTR e Ortofoto, per esempio sono cartografia catastale in formato CXF fornita dal Dipartimento dell’Agenzia del Territorio insieme ai dati censuari sempre forniti dalla stessa.

Il lavoro preliminare che gli uffici tecnici, cosiddetti tali, dovrebbero condurre prevede quindi:

1. Acquisizione della cartografia catastale informatizzata fornita dal dipartimento del Territorio. Questo permette di operare sui dati ufficiali e mappe aggiornate;

2. Acquisizione della C.T.R. vettoriale e delle ortofotocarte raster a supporto delle operazioni di georeferenziazione della cartografia catastale;

3. Trasposizione di ogni foglio catastale da coordinate Cassini-Soldner a Gauss-Boaga fuso Ovest;

4. Associazione di ogni mappale ai dati del partitario acquisito in modo automatico con un software dedicato;

5. Acquisizione, nel caso non si disponga già di una base informatizzata, da supporto cartaceo dell’impianto cartografico-urbanistico comunale (PSC) con la zonizzazione soggetta ad I.C.I.;

6. Analisi, mediante operazioni di intersezione dati geografici tra le aree relative alle zone del PSC/ICI e le aree relative alle particelle catastali;

7. Fornitura di un elenco dati tabellare, su base excel, relativo a tutte le particelle soggette ad ICI con indicata la percentuale di appartenenza alle varie zone e il nominativo del soggetto obbligato desunto dai dati censuari.

8. Predisposizione della lettera – con dati identificativi ed economici personalizzati automaticamente – da inviare ad ogni interessato, desunti dall’archivio anagrafico e tributi del Comune.

Tutti i dati fin qui esposti, se la struttura Comunale non è in grado di fornirli per carenza d’organico e/o di mezzi, potrebbero essere “appaltati” a terzi, restando a carico del Comune il solo onere per l’invio delle comunicazioni e l’apertura di uno sportello al quale gli interessati possano rivolgersi per delucidazioni. Il tutto è naturalmente fattibile prevedendo alla base l’istruzione del personale comunale alla predisposizione del lavoro preliminare descritto in precedenza o al solo uso dell’applicativo di consultazione cartografica e alfanumerica (nel caso di lavoro espletato da società terze).

Tutto ciò che è stato “freddamente” esposto è, in altre parti d’Italia, propedeutico all’emissione di qualsiasi tributo ai fini ICI da parte dell’Amministrazione.

AREE POTENZIALMENTE EDIFICABILI

Caso a parte, ma non meno importante, anzi primario e contestuale all’indagine conoscitiva e preliminare precedentemente esposta, sono i proprietari di aree potenzialmente edificabili che debbano pagare dette imposte. All’origine si dovrà garantire loro la concreta possibilità di edificare sui terreni potenzialmente tali. Sono tantissimi i cittadini proprietari di lotti potenzialmente edificabili, ma lo sono solamente sulla carta. Sono costretti a pagare imposte e tasse dalle leggi vigenti ma se si rivolgono agli Uffici del Comune con il desiderio di mettere a frutto i loro beni si vedono chiusa ogni possibilità, pur a fronte di una lunga ed estenuante procedura burocratica non poco onerosa (vedi assenza di piani attuativi).

La politica dei soldi a tutti i costi, duole dirlo, non paga, specie in piena campagna elettorale. Nessuno ha mai messo in dubbio che la dissestata situazione finanziaria del Comune di Paola necessiti di una politica di rigore e di riprogrammazione delle azioni politiche ed amministrative. È chiaro che il Comune ha bisogno di recuperare e regolarizzare entrate a fronte di uscite sempre maggiori e, diciamolo sotto voce, sempre più necessarie ( ma, a detta di molti, non sempre trasparenti). Ciò che si condanna è l’intenzione di fare cassa a tutti i costi alle spalle dei cittadini, che in cambio non hanno servizi proporzionati a quello che pagano. Non è solamente attraverso l’imposizione di tasse, canoni, imposte, multe e tributi vari che si risanano le casse di un ente locale. È soprattutto attraverso l’attivazione di circuiti virtuosi che si pongono in essere i presupposti per nuove entrate, ed i cittadini devono essere i protagonisti di questi circuiti. Purtroppo però l’attuale amministrazione non ha saputo cogliere questa sfida prettamente politica, ed ha solamente pensato a lavorare sull’applicazione di imposte e tasse con fredde manovre di bilancio.

Riguardo la protesta dei proprietari per la nuova tassazione Ici per i terreni agricoli che il Psc ha reso edificabili, la risposta degli uffici Comunali è stata che non è emersa “… nessuna lagnanza dai cittadini paganti”. E poi, “questa Amministrazione è estremamente rammaricata nel prendere nota del malcontento provocato dalla disinformazione circa la dovuta imposizione fiscale, tenuto conto anche delle centinaia di osservazioni presentate dai cittadini, prima della definitiva approvazione del Psc, tendenti quasi tutte a richiedere possibilità edificatorie in tutto il territorio comunale, e dal fatto che per i pochi terreni edificatori contemplati nel vecchio Prg comunale, soggetti al pagamento dell’Ici, nessuna lamentela è stata mai sollevata”. Sarà, ma l caso dei terreni resi edificabili ma non esenti da vincoli (servitù, lotto minimo, …) è stato sollevato solo dopo la disapprovazione dei proprietari. Come suggerito dal gruppo del PSDI, ultimamente svegliatosi dopo la rottura col sindaco, “Un’area per essere fabbricabile deve avere la possibilità di essere edificata”. E ancora “… che siano presi in considerazione, caso per caso, tutte quelle aree che mai in nessun caso potranno essere edificate”.

PEEP

Rispettando le motivazioni addotte dai proprietari dei terreni resi edificabili “d’ufficio” contro i loro voleri, SBIRCIAPAOLA propone al Comune di acquistarli ad un prezzo “equo”, urbanizzarli e tornare alla strategia delle aree Peep (Piano per l’Edilizia Economico Popolare). Questo sarebbe il modo di agevolare una edilizia non speculativa.

SBIRCIAPAOLA, nell’essere solo un blog, nel suo piccolo s’impegna, grazie alla sinergia tra diverse professionalità, per fare in modo che Paola possa al più presto assaporare l’idea di far parte dei comuni virtuosi, non per l’etichetta data loro da qualche ente, ma per il pragmatismo virtuoso che si attua gestendo la cosa pubblica.

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