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I cantieri dei lavori pubblici in corso nel territorio paolano sono figli di una gestione disastrosa degli stessi da parte dell’amministrazione uscente. Come scritto da Francesco Storino nell’articolo che segue, “la fretta e l’idea di risolvere i problemi in altro modo sono state cattive consigliere”.

SBIRCIAPAOLA, coglie l’occasione, grazie all’articolo pubblicato su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA di ieri 11/01/2012, per soffermarsi, per ora, su due opere pubbliche con i lavori in corso d’opera: è constatabile agli occhi di molti cittadini (tra cui alcuni SBIRCIATORI che hanno segnalato la questione nei giorni scorsi, esortandoci a SBIRCIARE su ciò) che Paola sia stata deturpata da un’edilizia selvaggia sia privata ma anche, e la cosa è ancora più grave, pubblica.

Nei prossimi giorni saremo in grado di pubblicare un post riguardo la ferita inferta al centro storico negli ultimi anni, con dettagli che pochi conoscono. Lo faremo anche e soprattutto per cercare di erudire i non addetti ai lavori riguardo la logica del decoro urbano e la prassi “legale” per intervenire in tali contesti.

Riguardo i due cantieri di opere pubbliche che vedono Paola invasa da camion a tutte le ore, senza una regolamentazione del traffico di tali mezzi, facendoci respirare polvere e sporcando le strade di terriccio e pietre, analizzeremo sinteticamente le abnormi anomalie riscontrate.

  • POLIFUNZIONALE SUL LUNGOMARE. Pare che sia un progetto che prevede un parallelepipedo di cemento armato e vetro fronte mare: un piano interrato (sotto il livello del mare), un piano terra per attività artigianali, un piano primo per uffici, sala convegni, … Si dice (in quanto la trasparenza nelle cose dell’amministrazione comunale uscente è arduo farla emergere) che sia un progetto affidato all’impresa giunta terza nella graduatoria della gara d’appalto in quanto la prima (paolana) è stata costretta a rinunciare, la seconda ha rifiutato l’incarico per evidenti carenze progettuali, la terza, sta realizzando l’opera a singhiozzo. I dubbi degli SBIRCIATORI che hanno segnalato il caso riguardano più ambiti: il piano garage sotto il livello del mare creerà costanti problemi di allagamenti e deterioramento alle strutture, senza considerare i disagi alle auto parcheggiate e alle persone. L’edificio, da come si evinceva dal cartello di cantiere ormai portato via dal vento, pare abbia grandi superfici vetrate: chiunque si chiederà come si possa concepire ciò in Calabria, in riva al mare, col sole cocente che lo surriscalderà da maggio a novembre. Altri approfondimenti cercheremo di fornirli successivamente.
  • TEATRO ALL’APERTO. Chi, da ragazzino, negli anni passati, nelle afose serate d’estate non ha goduto della fresca brezza della Fiumarella, andandosi a incontrare con gli amici nei pressi della scalinata monumentale (salita George Gissing). Ancora oggi, basta passare con l’auto a finestrini abbassati d’estate per accorgersi del brusco cambio di temperatura che si riscontra in corrispondenza del varco della Fiumarella. E’ immaginabile, nel futuro (speriamo prossimo), nelle afose serate d’estate, una platea di spettatori con i baveri alzati e i cappelli di lana, assistere a spettacoli con attori e musicisti in balìa del freddo e del baccano delle auto circolanti sulla strada limitrofa. Ben poca cosa questa considerazione legata al micro clima dell’area scelta per realizzare un teatro, con la più disastrosa analisi che siamo obbligati a fare riguardo l’aver deciso di realizzare un’opera del genere sul letto naturale di un torrente. Sono ancora recenti le immagini degli ultimi alluvioni in Sicilia e Liguria. Paola, negli anni, ha ristretto sempre più le fiumare e i torrenti consentendo un’edilizia selvaggia e spesso abusiva. Realizzare un’opera pubblica in quel preciso luogo è da incoscienti. Una fiumara, vi invitiamo a SBIRCIARE il link legato alla parola, come la Fiumarella, in periodi di copiosa precipitazione potrà creare seri problemi al teatro e alle opere che si stanno realizzando a tergo, quindi sperpero di fondi pubblici, soldi nostri. Ancor più grave se eventi climatici del genere dovessero provocare danni alle persone presenti (si ricordi la sciagura del Camping Le Giare di Soverato del 2000, 8 minuti di video che vi consigliamo di vedere). Ancora più incosciente è l’ardito progetto che si sta realizzando pochi metri più a monte (zona sottomercato) con la creazione del canale interrato per la Fiumarella: un “imbuto” che, viste le condizioni della fiumara a monte dello stesso, è facile che si possa occludere con arbusti, alberi e detriti, come successe a Soverato, per poi rischiare di provocare danni ingenti a persone e cose. La Fiumarella, come si evince dal vetusto cartello di cantiere posto in prossimità dei due ponti (via Nazionale), doveva essere oggetto di riqualificazione naturalistica ad oggi mai effettuata (progetto pubblico anche questo).

Attenzione quindi, non è tutto oro quello che qualcuno vorrebbe far luccicare, SBIRCIAMO tutti, forse un giorno chi governerà si renderà conto che una splendida cittadina come Paola non può permettersi un ufficio tecnico sottostimato e un’amministrazione “frettolosa”, poco competente in tanti ambiti e presuntuosa come quella che i nostri SBIRCIATORI continuamente dipingono.

Sperando d’aver fatto cosa gradita SBIRCIANDO per voi nei meandri dei alcune opere pubbliche che stanno deturpando Paola, continueremo a “socchiudere gli occhi, acciocchè l’angolo della vista fatto più acuto possa osservare con più facilità le cose minute” e vi rimandiamo ai prossimi approfondimenti ricordando che siamo pronti ad essere smentiti se le notizie scritte non dovessero corrispondere al vero.

Il rudere non si può abbattere

Paola. Difficoltà ad attuare il programma di recupero urbano avviato dall’amministrazione
Una vecchia struttura a ridosso dell’anfiteatro fa parte di una proprietà privata
di FRANCESCO STORINO
PAOLA –Programma di recupero urbano, ancora intoppi.
Il Pru, relativo alla Fiumarella, è ancora oggetto di scontro con i privati. Non solo con l’avvocato Luigi Cavagnoli (che aveva fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale) ma adesso anche con gli eredi Mellone.
Sui terreni di proprietà degli stessi insiste una vecchia struttura che nonostante la vicinanza con l’anfiteatro non è stata abbattuta.
E pare non sia possibile farlo adesso. La situazione non è facile. Perché il comune non ha notificato nulla al proprietario (che è stato espropriato a metà). Vale a dire solo per quella parte di terreno che riguardava l’anfiteatro. I lavori per la realizzazione del teatro all’aperto e delle altre opere nelle adiacenze continuano lo stesso.
La situazione di pericolo relativa al rudere potrebbe sorgere nel caso in cui il comune non proceda alla messa in sicurezza dell’area (e non è detto possa farlo senza il consenso del proprietario) considerato che proprio questa vecchia casa che si affaccia sull’anfiteatro resta in condizioni precarie. L’ente adesso si trova in conflitto con il proprietario. Allo stesso infatti non sarebbe stato notificato nulla dal comune e nei giorni scorsi ha diffidato coloro i quali stanno lavorando nella zona a mettere le mani sul vecchio edificio.
Ha proceduto pertanto ad affiggere un cartello sul vecchio portone e ha quindi invitato coloro i quali avessero intenzione di violare la proprietà di rivolgersi alle forze dell’ordine. È comunque tutto lo stabile a essere inagibile, e non se ne può abbattere neanche un pezzetto per mettere in sicurezza l’area. Mancano le procedure per l’abbattimento. Senza il consenso del proprietario il comune può fare poco. Avrebbe infatti dovuto procedere con ordine. Ma la fretta e l’idea di risolvere i problemi in altro modo sono state cattive consigliere.
Il proprietario sta agendo in questi giorni per vie legali ed è pronto alla denuncia che a quanto pare sarà inevitabile. Ma c’è di più. Al rudere che dovrebbe essere abbattuto il comune avrebbe allacciato le tubature necessarie per creare il pozzetto per i servizi igienici dell’anfiteatro. Le stesse allaccerebbero a vecchi condotti realizzati in eternit. Nel Programma di recupero urbano sono concentrati gli sforzi dell’amministrazione comunale paolana
per uno sviluppo sostenibile della zona centrale cittadina. Tra l’altro è prevista la realizzazione di un parcheggio a tre livelli nelle adiacenze di viale delle Libertà. Nell’area sottostante, quella della Fiumarella, si sta avviando il risanamento con la pulizia degli argini del torrente. Dopodiché saranno creati percorsi ecologici e sarà realizzato un ascensore che porterà dalla zona sottostante al centro. Molte delle opere cementizie (tra le quali un anfiteatro) sono quasi ultimate. Questi sforzi dell’amministrazione comunale rischiano però di essere vani se l’ente non riuscirà a risolvere i problemi sorti con i proprietari delle strutture interessate nelle aree dove è in atto il Programma di recupero.

SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA dell’11/01/2012

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