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Gli atti attesterebbero che ricevette incarichi incompatibili col ruolo pubblico

Paola. Il consigliere: «Solo una pagliacciata preparata ad arte. Difenderò la mia onorabilità»

di PAOLO VILARDI
PAOLA – «Solo una pagliacciata preparata ad arte da chi è politicamente allo sbando completo, in cerca di visibilità e legittimazione ergendosi a difensore della legalità. Difenderò la mia onorabilità».
E’ quanto asserisce in una nota l’ingegnere Pino D’Andrea, consigliere comunale del Psi, quindi di maggioranza, che con toni polemici e amarezza commenta la vicenda del plico con le delibere da cui si evincerebbero incompatibilità tra alcuni incarichi che lo stesso avrebbe ricevuto dal Comune e il suo ruolo in seno alla massima assise cittadina.
I fatti si riallacciano al consiglio comunale di mercoledì scorso, quando nelle comunicazioni iniziali il presidente Ferruccio Fedele diceva che in mattinata la moglie aveva ritrovato, nella propria macchina, il plico contenente delibere e determine con cui il Comune avrebbe affidato a D’Andrea la direzione dei lavori per la messa in sicurezza di due scuole cittadine.
Fedele aveva poi chiesto di accertare la veridicità di quanto contenuto negli atti ed eventuali incompatibilità del professionista con il suo ruolo pubblico. «Mio malgrado sono diventato un caso – riprende D’Andrea – che potrebbe mettere in crisi tutto il lavoro fatto da questa Amministrazione ed eventualmente invalidare atti deliberati in consiglio.
Innanzitutto esprimo la vicinanza alla consorte del presidente che si è vista implicata in una vicenda che sicuramente avrebbe evitato volentieri». Il consigliere manifesta quindi tutti i suoi dubbi e stigmatizza il comportamento di Ferruccio Fedele: «Personalmente sono rimasto perplesso non tanto per il contenuto del plico ma per le modalità del ritrovamento e per come è stata gestita l’intera operazione; si sarebbero dovute impedire le riprese televisive, come è stato fatto in altre occasioni, trattandosi di fatti che implicavano personalità ben identificate; ma il signor presidente non ha avuto esitazione alcuna a fare nome e cognome». Sempre D’An

drea esprime poi le sue riflessioni: «I dubbi sulla vicenda mi assalgono e mi fanno pensare. Il plico ritrovato è stato introdotto nella macchina in modo forzoso? È stato rotto qualche vetro? Il ritrovamento è stato prontamente denunciato all’autorità giudiziaria trattandosi di un’autovettura riconducibile al presidente del Consiglio? Aprire un plico anonimo oggigiorno è operazione rischiosissima visti gli ultimi inviati ad Equitalia e a politici vari. Mi auguro che il tutto sia stato attenzionato da chi di dovere».

In merito al contenuto e alle eventuali incompatibilità ecco come replica il consigliere del Psi: «Mi rimetto sia alla legge che alle determinazioni del segretario comunale; registro che trattasi di documenti datati e riscontrabili, da chiunque, sul sito del Comune attraverso lo strumento dell’albo on – line, che fatalmente escono in un determinato periodo. Certo sarebbe opportuno ed interessante sapere come mai la determina rinvenuta nel plico sia stata fotocopiata integralmente visto che nell’albo viene riportato unicamente l’oggetto. Chi di dovere accerti, presso l’ufficio competente, penso la segreteria comunale, come sia stato possibile una leggerezza (voluta?) simile.
Mi auguro che l’argomento sia messo all’ordine del giorno di un consiglio comunale che riguardi l’intera problematica e tutte le professioni compresi gli incarichi legali con relativi prestanomi e studi professionali ». In chiusura, il presentimento che sia stato sferrato un mirato attacco politico in vista delle comunali del prossimo anno: «La campagna elettorale inizia nel peggiore dei modi, delegittimando l’avversario. Qualcuno, sentendosi
con l’acqua alla gola, per non affogare completamente usa tutti i mezzi, in primis quelli della denigrazione per rifarsi un’identità politica inficiata da insuccessi e traversie varie. Dimenticano di aver votato atti che suscitano malcontento facendo clamorose retromarce accampando scuse, quelle di non aver letto bene le carte, sterili, puerili, infantili che denotano la pochezza dei personaggi ».SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 15/01/2012

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