Problemi con la ditta. Che fine faranno i locali realizzati?

PAOLA – Opere pubbliche mal concepite e obbrobri. Nel viaggio che affrontiamo sul territorio di Paola non poteva mancare la struttura concepita su largo sette canali. Non solo perché si tratta di una costruzione che con il centro storico paolano non centra nulla, ma anche perché stante alle ultime notizie raccolte in questi giorni la ditta che aveva vinto l’appaltato dei lavori è fallita. Adesso pare che i locali dovrebbero andare all’asta. Ma ci sono sul tappeto alcuni problemi. Innanzitutto alla ditta che ha avuto in subappalto l’opera toccherebbe un locale e poi c’è “l’intoppo” del proprietario del terreno, allo stesso ne toccherebbero due. L’amministrazione avrebbe infatti prima dovuto espropriare, ma non lo ha fatto. Ad opera iniziata si è quindi presentato il proprietario rivendicando quanto di diritto. Adesso al comune a quanto pare non rimarrà nulla. E pertanto anche se aveva pensato di usufruire di questi locali e di destinarli ad attività culturali o altro non potrà più farlo. Al momento i locali della struttura posta nel piazzale sette fontane nel centro storico di Paola sono utilizzati come magazzino. I lavori erano già iniziati male. Con la polemica del progettista e quella del direttore dei lavori che si dimise constatate le tante anomalie presenti.

Un vero e proprio peccato se si considera che i lavori di restyling presentati in pompa magna dovevano servire da volano e da rilancio per l’area urbana. La “Città che sale” era stato denominato l’ambizioso progetto. Ma Paola non è salita, non è progredita, anzi. Nel progetto complessivo delle opere anche la rampa posta nelle vicinanze del sette canali. Vale a dire il cavalcavia che congiunge via Mulino a via Duomo. Tante le polemiche anche in questo caso ma nonostante tutto si è andati avanti inaugurando anche una pizzetta sotto la rampa che ancora non si è capito né a cosa serva né che utilità abbia.

Francesco Storino

SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 14/01/12

SBIRCIAPAOLA, come fatto nel post del 12/01/2011 sulle “opere pubbliche disastrose” volute e condotte da questa amministrazione, approfondirà anche il caso SETTE CANALI e RAMPA IN CEMENTO ARMATO NEL CENTRO STORICO, con dovizie di particolari oscuri ai più.

Per l’occasione, SETTE CANALI, anticipiamo le parole pronunciate dall’assessore Condino (Verdi), durante un incontro voluto dai cittadini, alle ACLI, alla presenza di ITALIA NOSTRA (Associazione nazionale per la salvaguardia e la conservazione dell’ambiente e del patrimonio storico e artistico), nel periodo di “sommossa popolare” per lo scempio che si stava compiendo cantierando l’area, ricordiamolo, con una gettata di calcestruzzo sulla scalinata in pietra. L’incontro era stato voluto perchè il sindaco relazionasse sui lavori, s’è guardato bene dall’essere presente mandando un suo rappresentante. L’assessore avrebbe etichettato l’area di Sette Canali come “un mammellone lasciato lì dalla seconda guerra mondiale”. No comment, per ora. Abbiamo già SBIRCIATO sul caso e molti SBIRCIATORI ci hanno già fornito informazioni che pubblicheremo presto.

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