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Paola, Peschiulli: confermato il danno accidentale di un peschereccio

PAOLA (CS) «Il ritrovamento della Statua di San Francesco di Paola è il risultato di una raffinata attività di raccolta informazioni». È questo il commento a caldo del tenente di vascello Gabriele Peschiulli, comandante dell’ufficio circondariale marittimo di Cetraro, all’indomani del ritrovamento della scultura marina del taumaturgo calabrese, realizzata in lega di bronzo, scomparsa nel nulla verso la fine di dicembre del 2011. La statua, alta due metri e pesante 480 chili, realizzata dal noto artista Zappino, è stata individuata l’altro ieri nei fondali del mare di Paola a circa 33 metri di profondità e a 200 metri di distanza dal luogo dove, quattro anni addietro, era stata posizionata. «Ritengo opportuno – ha poi proseguito il comandante Gabriele Peschiulli – alla luce anche delle prime frammentarie notizie apparse sugli organi di stampa nell’immediatezza del ritrovamento, precisare
alcuni aspetti della vicenda». Vediamo di cosa si tratta. «Sin dall’inizio – ha sottolineato Peschiulli – eravamo convinti che la rimozione della scultura bronzea del Santo fosse il frutto accidentale dell’attività di un peschereccio intento a strascicare nella zona e che lo stesso, una volta resosi conto del danno provocato, avesse rilasciato in mare la statua; in questi casi, oltre alle risorse tecnologiche a disposizione della Guardia Costiera, utili ad individuare le unità presenti nella zona ma non ad attribuire la responsabilità specifica della rimozione, bisogna ricorrere a metodi di indagine tradizionali. In questo senso ho la fortuna di avere alle mie dipendenze militari che sono profondi conoscitori delle persone, dei luoghi e delle situazioni locali. Attraverso la loro capillare attività di intelligence sono stati raccolti gli elementi necessari a fare pressione sugli involontari e ancora ignoti autori della rimozione, già sicuramente spaventati dal clamore anche mediatico suscitato dalla vicenda, affinchè agevolassero il ritrovamento».
E, ancora, il comandante aggiunge: «Conosciamo bene la devozione per San Francesco di Paola che, tra l’altro, è anche il Patrono della Gente di Mare e sappiamo quanto fosse importante per la comunità paolana e non solo vedersi restituire questo simbolo, rinvenuto su un fondale di 32 metri a circa 200 metri dal sito originario e avvolto da un frammento di rete a strascico». Ed infine i doverosi ringraziamenti ai subacquei paolani: «Vorrei ringraziare gli esponenti della marineria locale che seguendo le nostre indicazioni hanno messo a disposizione imbarcazioni e attrezzi da pesca per individuare la statua del Santo e il Gruppo Subacqueo paolano con in testa il suo presidente, prof. Piero Greco, il quale anche in questa occasione ha dimostrato la consueta sensibilità sociale e la tradizionale vicinanza alla Guardia Costiera». La statua in bronzo di San Francesco di Paola, patrono della
gente di mare, era stata calata negli abissi del mar Tirreno per “guardare” e proteggere i pescherecci e le flotte dei marinai. La statua è stata dedicata al comandate della marina Francesco Oddo di Paola, a Ruggiero Iannuzzi di Fuscaldo ed a tre ragazzi che hanno perso la vita in mare: Fabio Coscarella di Amantea, Chico Muraca di Crotone e Gerardo Carsico di Cosenza.

GUIDO SCARPINO

SBIRCIATO su CALABRIA ORA del 20/01/2012

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