prima e dopo

Paola, la baita-ufficio inghiottita dalle fiamme. Non si esclude il dolo

La notte scorsa un incendio presumibilmente doloso ha distrutto parte del Centro sperimentale dimostrativo dell’Arssa di Paola provocando danni economici consistenti. Sono andati inghiottiti dalle fiamme, infatti, una grande baita-ufficio in legno pregiato (rubner) e diverso costoso materiale posto sia all’interno della struttura sia nelle immediate vicinanze.
Fortunatamente le fiamme non si sono propagate ai numerosi ricoveri di animali selvatici allevati del centro pilota della Calabria (cavalli, suini neri, lepri, cinghiali e daini), aperto nel 2000 dall’allora presidente Arssa Tonino Pizzini ed al cui interno lavorano dieci tra professionisti e tecnici. Il fattaccio si è verificato in contrada San Miceli e precisamente nella zona collinare denominata “La Stara – Sipala – Montagna Grande – Valle della Noce”, nella notte di venerdì scorso.
Erano da poco trascorse le 23.30 quando un vigile del fuoco del distaccamento di Paola, in quel momento fuori servizio, ha segnalato l’incendio ai colleghi. Il gruppo del capo squadra Giuseppe Sabato si è portato sul posto ma per il cottage era ormai troppo tardi, ridotto a cenere.
L’incendio in quella zona montana era divampato alcune ore prima, ma nessuno se n’era reso conto.
Sul posto, per i rilievi del caso, sono giunti anche i carabinieri della Compagnia di Paola, comandata dal capitano Luca Acquotti. Nessuna ipotesi è stata scartata: non si esclude il dolo, ma la tesi più accreditata resta la causa accidentale.
A spingere i militari dell’Arma in questa direzione il fatto che animali, fienili, altri mezzi di valore dell’Arssa presenti sul posto, non sono stati toccati, così come è stata risparmiata la stazione di rilevazione metereologica
al servizio delle imprese agricole. Nella baita distrutta dal fuoco era presente la sala cucina, uno studio e un’altra sala operativa.
La Cisl: struttura da rilanciare
La Cisl di Paola, vicina ai lavoratori, si è detta preoccupata del futuro del Centro sperimentale. Il sindacato sollecita quindi il sindaco di Paola e tutte le forze politiche ad attivarsi per chiedere alla Regione Calabria provvedimenti immediati per ricostruire quanto distrutto. Gerardo Calabria, segretario Confederale Cisl – presenti il segretario generale della Fai di Cosenza Mario Ammerata e il delegato Cisl Pietro Di Blasi – dichiara: «Il Centro sperimentale rimane una struttura da difendere. Il Centro è stato completamente dimenticato dai vertici Arssa, che, invece di investire le risorse già previste per il completamento del progetto, il quale prevedeva una strada di accesso percorribile, la nascita di aree di eccellenza con laghetti per l’allevamento della trota indigena, ippovie e percorsi didattici per le scuole, se ne sono dimenticati. Fino ad oggi sono stati conseguiti risultati solo grazie alla disponibilità, competenza e professionalità dei lavoratori, i quali hanno manifestato alla Cisl la piena disponibilità ad offrire la loro manodopera per la ricostruzione del Centro. La Cisl chiederà in settimana un incontro urgente all’Arssa per affrontare con determinazione la ricostruzione ed il rilancio del Centro.

GUIDO SCARPINO

SBIRCIATO su CALABRIA ORA del 22/01/2012

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