Problematiche Ici

Il Psdi: ci si confonde con quanto è previsto nel Piano strutturale
Gaetano Vena

PAOLA

Le problematiche dell’Ici? Una palla al collo per l’amministrazione comunale, perché di difficile comprensione per il cittadino, nonostante varie iniziative in atto e in itinere. Il sindaco Roberto Perrotta, accompagnato dall’assessore Roberto Cataldo, dal presidente della commissione Ambiente e territorio Pino D’Andrea e da altri due funzionari dell’Ufficio tecnico, è andato al quartiere S. Miceli, poi a San Salvatore e quindi a Sotterra per spiegare agli abitanti come si articolerà il pagamento dell’Ici.
Più comunicati sono stati emessi anche dal Psdi, in tal senso, che da mesi ha interrotto i rapporti con il Psi, partito del sindaco ed ex principale alleato. Ecco in sintesi la lunga nota del Psdi: «Nonostante sull’Ici –aree fabbricabili si sia tenuto un consiglio comunale e il sindaco si sia dichiarato soddisfatto per l’andamento dei lavori e sulle conclusioni da lui tratte, questo partito dice ancora alla cittadinanza che non ci siamo! Il sindaco (e non solo lui per la verità) ancora una volta confonde, o vuole confondere, il buon lavoro del Piano strutturale comunale (Psc) con i provvedimenti che recentemente sono stati adottati sull’imposizione dell’Ici delle aree fabbricabili. Non c’è dubbio che il nuovo strumento urbanistico generale ha sancito la possibilità per i cittadini di realizzare l’unità abitativa per sé e la propria famiglia. Di questo si deve dare atto a questo Amministrazione, anche con il nostro modesto contributo, e soprattutto a tutte quelle persone (tecnici e politici) che concretamente e con grande spirito di sacrificio hanno intensamente lavorato per raggiungere questo significativo obiettivo. Certamente non bisogna confondere il buon risultato raggiunto con il Psc con il cattivo risultato che produrrà l’imposizione dell’Ici a causa delle recenti determinazioni assunte (contro il parere di questo partito…), soprattutto sulle cosiddette aree fabbricabili che in tanti casi fabbricabili effettivamente e concretamente non sono».
Il Psdi chiarisce «che un’area, per essere considerata fabbricabile e quindi soggetta ad imposizione Ici, deve essere “effettivamente” e “concretamente fabbricabile” e si fa riferimento alla legge specifica (articolo 2 lettera b del decreto legislativo n. 504/929.). «Solo perché qualcuno a livello nazionale – si evidenzia – ha inventato il concetto di “astratta edificabilità dei suoli”, il Comune si è innamorato di questo concetto e ha messo sullo stesso piano i termini “astratto” e “concreto”, dimenticando che i due termini sono l’uno il contrario dell’altro e dimenticandosi soprattutto che la principale legge in materia (art. 2 lettera b del D.lgs n. 504 /92) parla invece di “.ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione.”. In altri termini e per fare un esempio di quello che si vuole dire: il Psc impone che nella stragrande maggioranza dei casi, si può costruire se, a monte del progetto del fabbricato da realizzare, sia stato approvato un Piano attuativo unitario (Pau): per approvare un Pau c’è bisogno almeno che un terreno abbia una superficie di 6 mila mq».
Seguono analoghi particolari. «Da questi esempi è facilmente dimostrabile – prosegue il Psdi – che detti terreni, presi singolarmente, sono solo “astrattamente edificabili”: anzi sono di fatto “attualmente inedificabili”. Per essi, pertanto, è ingiusto, iniquo e illogico andare a pagare l’Ici per aree fabbricabili».
SBIRCIATO su GAZZETTA DEL SUD del 24/01/2012
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