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24/01/2012

24/01/2012

Chiazza sospetta SBIRCIATA il 24/01/2012. Depuratore?

La stagione balneare è ancora lontana ma ciò non significa che il mare debba essere trattato come una cloaca pronta ad accogliere i fanghi fecali non depurati.

Ci chiediamo ancora e se lo chiedono da tante estati bagnanti, turisti, operatori turistici, bambini, … voi che ci amministrate in quali spiagge mandate i vostri figli? Le vostra famiglie?

Come sempre restiamo in attesa di smentite, magari ci verrà detto che non è fogna, che è cioccolato al latte, forse Nesquik, e non avremo i mezzi per contraddirvi (per ora), abbiamo però i mezzi per SBIRCIARE sulle malefatte di chi amministra.

E infatti, SBIRCIANDO tra le righe dell’ultimo numero del CORRIERE DELLA CALABRIA n°32, fanno capolino due belle pagine dedicate a Paola e al suo depuratore.

“Depuratore farlocco” titola il giornalista Roberto De Santo, come farlocca si è dimostrata l’amministrazione che per cercare di sopire il malcontento degli operatori turistici ha convocato, lo ricorderete, un consiglio comunale ad hoc.

Terminata anzitempo la stagione turistica balneare, segnata dai vergognosi liquami in mare, e dalla bandiera nera consegnata alla Regione Calabria per la depurazione delle acque, a Paola la stagione è stata all’insegna di vaste chiazze di schiuma marrone che hanno lambito la spiaggia del lungomare. La schiuma, nelle sue manifestazioni più estreme, presentava un insolito e spesso strato di liquami oleosi maleodoranti, testimonianza di presenza di una o più fonti inquinanti. Le chiazze che hanno fatto inorridire i cittadini di Paola, gli operatori turistici e i pochi turisti, nonchè, ribadiamo, anche le famiglie di coloro che amministrano la città, è ipotizzabile siano state causate da scarichi diretti in mare e privi di depurazione efficace.

Il consiglio comunale straordinario del 6 settembre 2011, convocato dal Comune di Paola, alla luce delle indagini fin qui condotte dalla Procura di Paola citate dal CORRIERE DELLA CALABRIA, è definito da SBIRCIAPAOLA farlocco anch’esso. Vi spieghiamo perchè.

Roberto De Sanso racconta che il depuratore è corredato da apparecchiature malfunzionanti e impianti istallati ma mai entrati in funzione.

Nella relazione presentata il 4 gennaio scorso dall’ing. Alfredo Marocchino al nuovo amministratore unico della SMECO Cosenza, Raffaele Romeo, emerge che già dal marzo dell’anno scorso il Comune fosse al corrente della situazione. In particolare in una verifica dell’impianto trasmessa ai tecnici comunali, l’ingegnere avrebbe comunicato la sottodimensione dell’impianto per la portata che si registra in estate e durante le piogge. E, nonostante l’appunto e un successivo intervento tecnico effettuato dall’ufficio del commissario per l’emergenza ambientale, la situazione anche ad agosto non era mutata.

Queste in sintesi le anomalie tecniche e le ipocrisie di chi amministra Paola: ricordiamo ai tanti assenti, le belle parole dell’assise consiliare incensanti il moderno depuratore di Paola e le accuse al giornalista Vilardi de IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA, per aver pubblicato in prima pagina, proprio il giorno del consiglio, una foto del mare di Paola “travestito” da fogna a cielo aperto. Ipocrisie perchè, come si evince dalla relazione dell’ingegnere Marocchino, in quella data il Comune di Paola era a conoscenza del “ridicolo” sottodimensionamento del depuratore.

Inoltre, nel contatto di gestione e poi nei successivi atti di proroga dell’affidamento del servizio idrico integrato della rete fognaria della città verrebbero “imposti” alla SMECO dei vincoli: sia l’utilizzo della ditta locale per la manutenzione ordinaria e straordinaria-nel primo rinnovo la CODESER srl, mentre nell’ultimo contratto l’Andrea Presta Edilizia srl (entrambe di Paola)- sial’obbligo di sponsorizzazione delle manifestazioni locali. In primis la festa patronale in onore di San Francesco. Dalle carte della società emerge anche l’acquisto da parte della SMECO di una TAC da destinare all’ospedale cittadino. Tutto questo mentre il Comune di Paola -nonostante solleciti e obblighi di legge- è arrivato a cumulare ben 26 mensilità di ritardo nei pagamenti dovuti all’azienda. Un buco nero che però non riguarda gli otto dipendenti della società residenti nella cittadina costiera: sempre grazie ad una clausola interna al contratto è il Comune a provvedere a saldare i loro salari.

Così avviene il miracolo, ma non per tutti: dipendenti paolani pagati, Patrono onorato e depurazione saltata.

SBIRCIAPAOLA non si ferma qui, come sempre approfondirà l’argomento ed esorta tutti gli utenti SBIRCIATORI a contribuire: diteci la vostra, mandateci foto, video e considerazioni sul caso. 

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