Ieri, a Paola, si sono riuniti i rappresentanti delle aree che all’interno del Partito democratico rappresentano l’ex Margherita e il sindacato, nonchè «altre sensibilità politiche », al fine di valutare la situazione delle trattative
politiche in atto nel centro sinistra, allo stato spaccato. «Il rischio concreto è che, con le lacerazioni presenti tra uomini e partiti, si possa intravedere l’affermazione del centro-destra», spiegano in una nota Lello Grassia e
Corrado Iula. «Tale rischio evidente – aggiungono – è da ricercare nelle responsabilità di chi ha voluto privilegiare la trattativa solo ed unicamente sulle candidature a sindaco, e non ha mai voluto discutere di idee e programmi capaci di unire le forze politiche del centro-sinistra e settori della società civile, affinché assieme si possa fare uscire la città da una profonda crisi politica ed amministrativa. Constatato ormai che il nostro
silenzio non è stato apprezzato nella consapevolezza di agevolare la riunificazione del centro-sinistra; considerato che le trattative fino ad oggi non hanno prodotto risultati positivi; rivolgiamo un appello accorato a tutte le
forze politiche e sociali, e principalmente a coloro che hanno determinato l’attuale spaccatura, di fare un passo indietro per recuperare ed agevolare un rapporto unitario e costruttivo per elaborare , fin da subito, un programma comune ed individuare i criteri di scelta del nuovo candidato a sindaco capace di valorizzare ed assicurare l’attuazione del programma politico». Bordate, dunque, a Graziano Di Natale ed a Gerardo Carnevale.
I dissidenti aggiungono: «A chi si intestardisce, ancora una volta, a definirsi legale rappresentante del Pd, gli ricordiamo che la sua nomina è quella di coordinatore e non di segretario o commissario del partito, né tantomeno tale investitura è stata decisa nell’ultima assemblea di partito, che non ha proposto né votato candidature a sindaco né tanto meno ha deciso la linea politica da seguire.
Tutto questo è talmente vero, che lo stesso ha prontamente nominato un coordinamento di sette membri che rappresentassero tutte le anime del partito per intraprendere iniziative atte unire queste forze per traghettarlo
al prossimo congresso ». Lello Grassia e Corrado Iula concludono precisiamo che: «Le scelte unilaterali del coordinatore riguardanti la linea politica ha determinato le dimissioni di due rappresentanti del coordinamento.
A tutt’oggi il coordinatore non ha inteso mai discutere di tali dimissioni né tanto meno ha cercato di aprire un confronto e una discussione all’interno dell’intero partito per decidere programmi, alleati e candidati».
g. s.

SBIRCIATO su CALABRIA ORA del 27/01/2012

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