don Ennio Stamile

Un nostro attento SBIRCIATORE ci sollecita, anzi sollecita le istituzioni locali.

Sapendovi sensibili al problema , penso concordiate con me che anche da Paola , in termini istituzionali (sopratutto) e non, debba esprimersi la adeguata vicinanza a Don Emilio Stamile , parroco di Cetraro, vittima in pochi giorni del secondo atto intimidatorio (testa di maiale mozzata , davanti casa, con una stoffa in bocca) da parte della ‘ndrangheta locale.
Cosa si aspetta? Sollecitiamo?

G. M.

 

Macabra intimidazione a casa del parroco di Cetraro

Secondo atto intimidatorio, a distanza di soli sette giorni, all’indirizzo di don Ennio Stamile, parroco di San Benedetto di Cetraro, presidente dell’osservatorio sulla legalità e delegato regionale della Caritas diocesana.
Nella notte a cavallo tra venerdì e sabato, infatti, ignoti sono entrati di nascosto nel cortile della casa canonica, dove alloggia don Stamile, conficcando sul cancello esterno una testa di maiale con uno straccio arrotolato
dentro la bocca.
Il messaggio appare chiaro: il prete deve parlare meno. Si, ma di cosa? È questo l’interrogativo a cui, in queste ore, i carabinieri della compagnia di Paola, comandata dal capitano Luca Acquotti, stanno cercando di
dare una risposta, anche perché si tratta della seconda intimidazione consecutiva.
Gli inquirenti stanno analizzando il contenuto dell’omelìa di domenica scorsa, pronunciata durante la santa messa proprio da don Ennio.
Il sacerdote, infatti, sollecitava i suoi parrocchiani a denunciare qualsiasi atto di violenza alle forze dell’ordine, e chiedeva di non essere omertosi, ma coraggiosi. Un monito che qualcuno potrebbe avere interpretato come
una provocazione. Tant’è che, proprio il giorno successivo a questo fatto, don Ennio Stamile ritrova la sua vettura, un’Audi A4, parcheggiata nel centro storico, danneggiata con un chiodo. Tale vicenda, inoltre, aveva spinto il
prefetto di Cosenza, due giorni addietro, a tenere un vertice sulla sicurezza proprio in seno al Comune di Cetraro, alla presenza di politici e delle forze dell’ordine.
Incontro al quale avrebbe dovuto presenziare anche il presidente della Provincia, Mario Oliverio, ma impossibilitato da altri impegni improrogabili aveva fatto giungere in città una missiva per manifestare la propria vicinanza a don Stamile, al consiglio comunale ed alla cittadinanza tutta.
Ma, ritornando all’attentato dell’altra notte, le indagini, portate avanti dai carabinieri, viaggiano a trecentosessanta gradi. Nulla viene escluso, anche se l’ipotesi più accreditata sarebbe quella del dispetto da parte di qualche
cetrarese violento, non necessariamente a sfondo mafioso.
Intanto, il presidente della commissione regionale contro la ’ndrangheta, Salvatore Magarò, appreso del primo atto intimidatorio perpetrato al religioso, ha annunciato che sarà al fianco di don Ennio, a Cetraro, durante la celebrazione della funzione religiosa delle 17.30 di domenica: «Abbiamo il dovere – ha spiegato Magarò – di stare al fianco di chi quotidianamente si impegna contro la ’ndrangheta e continua a diffondere, senza paura, i valori dell’onestà e della non violenza. Don Ennio Stamile è un sacerdote di prima linea, nel contrasto ad ogni forma di sopruso e nel denunciare la ’ndrangheta che mina la convivenza serena nella cittadina del Tirreno».
«Don Ennio Stamile – ha proseguito Magarò – è una testimonianza coraggiosa di una nuova cultura che si sta affermando. La resistenza alle mafie si concretizza se siamo in grado di costruire e irrobustire la rete dei movimenti
antimafia, costituiti da realtà diverse, nati nei comuni, nei quartieri, nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro. Solo così saremo in grado di opporre ad una ’ndrangheta senza confini, una comunità senza paura.
Don Ennio è tra coloro che praticano e credono nella forza della persuasione. L’augurio – ha concluso Magarò – è che Cetraro possa trovare la forza di reagire».
STEFANIA SAPIENZA

SBIRCIATO su CALABRIA ORA del 29/01/2012

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