I capi settore Vigliotti e Sarpa contestano duramente la società: «disservizi e inefficienze»

L’amministrazione incarica un legale: «sussistono le condizioni di decadenza del contratto»

PAOLA – La Giunta municipale guidata da Roberto Perrotta ha deliberato di risolvere il contratto con la Smeco. Le accuse che vengono formulate nel merito alla società dall’esecutivo sono molto dure. Com’è noto la Smeco nei giorni scorsi ha pubblicamente accusato l’ente di essere insolvente (27 mesi di arretrato non pagato). L’amministrazione “in risposta” ha dato incarico legale all’avvocato Ermanna Grossi in considerazione «dei numerosi inadempimenti attuati nella gestione del servizio idrico integrato dalla ditta affidataria Smeco Cosenza S.r.l., nonché in considerazione del venir  meno del rapporto fiduciario con la medesima società, conseguente ai recenti avvenimenti giudiziari, che l’hanno vista indagata per gravi reati ambientali». Il legale incaricato ha altresì fatto pervenire al comune la consulenza richiesta in forma di memoria scritta. Dalla quale si evince che: «Nel caso di specie possono ritenersi sussistenti le condizioni per l’applicazione diretta della “decadenza” da parte del concedente, ai sensi dell’art. 49, lett. b n. 1 del capitolato d’oneri».

Pesanti sono altresì le relazioni dei dirigenti comunali contro la società. Antonio Vigliotti scrive: «ultimamente, si sono verificati casi di assoluta e totale inefficienza dell’acquedotto, che trasporta l’acqua dalle sorgenti Ceraselle al serbatoio idrico di Castagnelle, a datare dal 4/10/2011 e permanenti a tutt’oggi, per cui il sindaco ha dovuto emettere l’ordinanza n.53/2011 inibendo l’utilizzo dell’acqua per scopi potabili. Inoltre analoga situazione si è verificata per l’utenza idrica servita dal serbatoio di Serricella con conseguente emissione di ordinanza sindacale n.59/2011 e di non potabilità dell’acqua a datare dal 24/11/2011 ed a tutt’oggi, ancora, permanente». A ciò devono aggiungersi le ulteriori e numerose contestazioni di disservizi formulate sempre dall’ingegnere Vigliotti, lo scorso anno, concernenti la rete fognaria e l’acquedotto. Il capo settore del Quintino Sarpa, l’11 gennaio 2011, ha contestato alla Smeco «totale inefficienza del servizio di bollettazione dell’acquedotto, da cui è derivato e continua a derivare un ingentissimo danno per il comune di Paola, a causa del mancato introito da parte dell’utenza dei proventi per il servizio idrico».

Il sindaco quindi poiché è imminente la scadenza naturale del contratto da risolvere (prevista per il prossimo 30 giugno 2012) ritiene che la procedura più celere per addivenire allo scioglimento anticipato del contratto è quella della risoluzione su diffida prevista dall’art. 49.

Il legale incaricato ha pertanto durante la riunione di Giunta delineato il corretto procedimento per la risoluzione del rapporto. La giunta ha dichiarato la delibera immediatamente esecutiva e ha condiviso appieno la proposta dell’avvocato Grossi la in merito all’interruzione dei rapporti con la Smeco. Ha quindi deciso di fornire apposito indirizzo amministrativo al dirigente del settore tecnico manutentivo comunale per attuare le azioni individuate dal consulente legale al fine di pervenire alla risoluzione in danno del contratto  in essere con la Smeco.

Francesco Storino

SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 2/02/2012

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