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SBIRCIAPAOLA crede, che far saltare questo momento di grande partecipazione e democrazia, le primarie, sia il modo di far prevalere le logiche di alcune segreterie di partito e di alcuni signori della politica, agli interessi dei tantissimi altri che le avrebbero volute, anche solo per dire la loro. 

Di seguito, prima dell’articolo apparso oggi sulla Gazzetta del Sud riguardo l’abolizione delle primarie voluta da Perrotta, vi sottoponiamo piccole pillole di democrazia. Aiuteranno gli SBIRCIATORI a digerire ciò che segue. 

“Le malattie della democrazia possono essere curate solo con più democrazia”. Queste le parole di John Dewey, forse il più importante esponente intellettuale del progressismo. L’ambiente sociale che Dewey identifica come il mezzo costruttivo per lo sviluppo delle energie individuali è la società democratica. In democrazia, infatti, è richiesta la collaborazione di tutti per il bene della società, in quanto i sistemi democratici hanno il vantaggio di essere in perenne stato di crisi e necessitano, quindi, di una continua disponibilità al cambiamento. Per Dewey, una persona per partecipare ad una Democrazia deve avere questi quattro requisiti:

  • alfabetizzazione: secondoDewey il saper leggere e scrivere poteva fornire le stesse possibilità anche alle classi meno abbienti;
  • competenze culturali e sociali le quali portano ad un maggior interesse per la vita pubblica;
  • pensiero indipendente, requisito fondamentale della democrazia che non può vivere con un pensiero unico (indottrinamento);
  • predisposizione a condividere con gli altri.

Per questi motivi, l’Educazione ha un ruolo preponderante nella creazione della società democratica.

E ancora.

Dall’introduzione al libro “Alle origini delle primarie. Democrazia e direttismo nell’America dell’età progressista. Di Enrico Melchionda. Ediesse 2005.

Tra le riforme volute dai progressisti, quella prediletta fu certamente l’istituzione delle elezioni primarie. … essa fu il loro principale cavallo di battaglia per molte ragioni, ma fondamentalmente perché univa alla facile fattibilità e alla sua portata apparentemente modesta una capacità distruttiva senza pari. Da un punto di vista formale, infatti, le primarie sono uno strumento proprio — per quanto accessorio — della democrazia rappresentativa, nel senso che si limitano a intervenire sul modo in cui gli elettori scelgono i propri rappresentanti. Ma, dal momento che strappano dalle mani delle organizzazioni politiche il compito di nominare i candidati alle elezioni, esse realizzano integralmente e in un punto nevralgico il principio direttista per eccellenza, che è quello dell’investitura plebiscitaria dei leader politici.

Il 31/01/2012 SBIRCIAPAOLA scriveva.

I navigati della politica locale avranno sposato le osservazioni di Testi e Magri sull’italianizzazione dell’istituto delle primarie (leggi il post),  ”senza un sistema certo e generale di regole, …, le primarie non sono una cosa seria”, e ricalandoci nel contesto locale l’ennesimo passo indietro, sembra definitivo, del PD paolano, conferma ciò.

Su Calabria Ora del 18/01/2012, Guido Scarpino riportava le parole del coordinatore del PD Gerardo Carnevale: «Elezioni primarie o andremo da soli» (leggi il post). Carnevale ancora sottolineava: «Non avendo nulla da eccepire sulla persona del dott. Gravina, per quanto riguarda il Pd, la scelta su una sua eventuale designazione alla carica di sindaco deve avvenire necessariamente dal confronto con le altre candidature per il tramite
delle primarie di coalizione, dando la possibilità ai cittadini che sottoscrivono il programma elettorale ed amministrativo di giudicare e sostenere la eventuale scelta che alla guida di una coalizione caratterizzata per la presenza di partiti di centrosinistra, possa esserci una guida amministrativa e di conseguenza politica, di provenienza, storia e cultura diversa». Poi conclude: «Spero che venga recepita dagli altri partiti e movimenti la necessità del Pd, diversamente il percorso ci vedrà protagonisti su strade diverse». Credulone!

 

SBIRCIANDO su GAZZETTA DEL SUD di oggi, 03/02/2012, Gaetano Vena scrive.

Il centrosinistra rompe gli indugi e candida a sindaco Carlo Gravina

Artefice della manovra il primo cittadino Perrotta che ha virato su un ex esponente del centrodestra

Il candidato a sindaco della coalizione che fa capo al primo cittadino, Roberto Perrotta, dovrebbe essere il medico di base Carlo Gravina. La notizia è ufficiosa e ieri sera l’avrebbero comunicata al diretto interessato. Ufficialmente sarà resa nota domani o domenica prossimi. Dopo una lunga trattativa politica, il centrosinistra finalmente scende in campo per le amministrative della prossima primavera unito e non più separato. Anche se molti compagni del Pd riflettono per capire qual è il senso dell’operazione e non riescono tutti a mettersi d’accordo. La vittoria che può vantare il Pd è che dopo tanto tempo, dalle dimissioni di Vittorio Crocicchio, in pratica, il centrosinistra si è riunificato con la nomina di responsabile di Gerardo Carnevale. E anche se ancora non ufficiale il sindaco Roberto Perrotta è riuscito a riunire il centrosinistra, scegliendo con un strategia tutta particolare un candidato a sindaco centrista (ex centrodestra) che si proponeva con un movimento civico: Carlo Gravina, medico stimato in città, è il fondatore del movimento civico “Paola al centro” assieme all’imprenditore commerciale Pasquale Di Blasi. La notizia è certamente clamorosa. In due si contendevano la candidatura. Gravina, appunto, e Graziano Di Natale del Pd o per meglio dire di Paola democratica che assieme al sindaco e sotto la regia dell’europarlamentare on. Mario Pirillo il 29 maggio del 2010 avevano dato vita in coniglio comunale al gruppo consiliare “Socialisti & Democratici” con la condivisione anche del Psdi con il quale il primo cittadino avrebbe rotto i rapporti pur facendo parte sino alla fine della consiliatura della stessa maggioranza. A Paola come in qualsiasi altro comune, la politica non segue più regole comune e condivise. La politica prende esempio, come dice Perrotta, dal Governo nazionale. Quindi il candidato a sindaco di Paola per le prossime amministrative è Carlo Gravina e della coalizione fanno parte: Psi, Pd, Idv, Sel, Federazione della sinistra, Mpa, Api, Fli, e i movimenti “Vivere Paola” e “Paola al Centro”, circa 8 partiti e 2 movimenti e lo schieramento resta sempre aperto per chi vuol dare il proprio contributo per la crescita e l’emancipazione socio-economico, culturale e i vari settori del miglioramento della vita della cittadinanza sul percorso già avviato da tempo. Come si è pervenuti alla scelta del candidato Gravina. A conclusione dell’ultima riunione (la nona) sono stati posti sul tavolo della discussione una serie di metodi, criteri, regole, primarie, primarie rivedute, non primarie, comitato partitario, commissione di saggi e altri con disquisizioni di ore e ore che non erano condivisi da tutti. Sono seguiti pure momenti di tensioni e dure polemiche. Dopo una proposta di Sel sulle eventuali primarie, il Pd dichiarandosi favorevole, ha chiesto 48 ore di tempo per consultare il proprio direttivo. Ma solo la corsa domenica sera si è riunito nella propria sezione. Discussione a non finire. Per porre la parola fine, Di Natale avrebbe fatto un passo indietro anche se non sono pochi coloro i quali sono rimasti sulle proprie posizioni. «Il Partito democratico – ha detto Carnevale – ha scelto la strada più difficile, ma che non divide il centrosinistra». Il segretario del Psi Franco Caruso: «Sono almeno soddisfatto per aver salvato con il nostro lavoro l’unità del centrosinistra».

Un diktat (…) è sia una dura condizione non negoziale imposta sulla parte soccombente in un confronto (…) sia un decreto o ordine autoritario indiscutibile emanato da un potere rappresentativo.

diktat vengono imposti storicamente richiedendo soluzioni drastiche ed imponendo aut-aut. (Wikipedia).

Digitando la parolina su Google appaiono circa 5.250.000 risultati, dopo  Wikipedia, prossimamente in coda ai risultati apparità anche il nome del nostro caro sindaco.

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