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di FRANCESCO STORINO

SE ne è andato su una strada. Al ciglio del chilometro 31 dell’A3 Salerno-Reggio Calabria. Un’altra strada che si tinge di sangue. Strade destinate a rimanere nei ricordi più tristi. Quelle dove gli incidenti capitano troppo spesso e spezzano giovani vite. E nascono quei drammi ai quali non riusciamo né ad abituarci né a capire.
In un freddo e uggioso giorno di febbraio, Fedele De Luca, 35 anni, ci ha lasciati. Amico di tutti, benvoluto, amato. Difficile da dimenticare questo ragazzo che lascia un vuoto incolmabile nei cuori della gente della sua città. Fedele avrebbe dovuto diventare papà per la seconda volta. Proprio ieri. Ma se né andato ieri, così all’improvviso. Lascia una moglie che tanto lo amava, lascia tanti amici e una famiglia bellissima che lo circondava di affetto,
composta oggi da due bambini di cui uno che non conoscerà mai il suo papà. Quell’affetto che lui ricambiava e che non mancava di dare giornalmente anche ai suoi studenti.
Insegnava all’ alberghiero Epicarmo Corbino di Contursi Terme. Lo adoravano a scuola, i colleghi e gli alunni. Tanti i messaggi che i suoi ragazzi gli hanno voluto mandare, per salutare per l’ultima volta il professore e l’amico.
Fedele De Luca è stato per tanti l’amico d’infanzia, l’amico di giochi, l’amico dell’azione cattolica di Don Pietro De Luca.
A Paola tornava nelle feste e l’estate. Appena poteva, anche se per pochi giorni, non aveva certo dimenticato le sue radici.
Gli piaceva circondarsi da tante persone, stare con tutti.
Ragazzo semplice, senza pretese, amava il calcio, la cucina e soprattutto la vita.
Oggi tutta la città di Paola è rimasta attonita per una tragedia che resta indescrivibile ma come una metafora ci insegna che in fondo, nonostante tutto, Fedele De Luca la vita continua.

SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 9/02/2012

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