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Diceva un vecchio motto, calunniate calunniate qualcosa resterà, nel senso che le cose basta ripeterle sempre e con convinzione e anche se sono cose inesistenti qualcuno ci crederà.  A questo punto della mia vita dopo tante udienze, sentite sul mio conto, ebbene comincio a crederci anch’io. Sono un diffamatore. Potrei essere malato a questo punto. Avrei bisogno di cure. Scrivo cazzate insomma. Punto una persona o qualcosa e mi ci diverto a scriverne male. Giustamente la povera persona colpita dal mio scritto, persona per bene naturalmente, si sente offeso, diffamato, va in crisi, vede la sua onorabilità in pericolo, e corre subito da un avvocato suo fiducia. Il quale avvocato , naturalmente, accontenta subito il suo cliente e corre subito in tribunale. Al tribunale più vicino. E si rivolge subito da un giudice. Lo trova un giudice che non ha niente da fare. Le cose vere nella nostra Calabria sono tutte risolte. La stampa nazionale, quella che ci vuole male e parla sempre male di noi, e ci diffama, scrive degli omicidi, delle donne sciolte nell’acido, degli attentati ai parroci, agli amministratori onesti, agli imprenditori che non pagano il pizzo, parla dei veleni sotterrati, delle navi affondate piene di rifiuti tossici, delle vallate piene di rifiuti industriali, dei morti di tumore. Calunnie, calunnie, calunnie. Andrebbero denunciati uno per uno per diffamazione continua e molesta ad una regione intera ed ai suoi abitanti. Dovrebbero pagare una finanziaria intera di risarcimento alla nostra terra. Quindi il nostro giudice è lì, solo nella sua stanza vuota, dietro una scrivania, vuota, senza nemmeno una carta. Sulla sua sinistra c’è la foto della sua famiglia. La moglie ed i suoi due bambini che lo guardano. A destra un calamaio di cuoio che gli è stato regalato alla laurea, , davanti a se, un porta carte grande che fa pandant col calamaio. Dentro ci tiene i bollettini del gas e della luce che deve pagare. Si annoia quel giudice. Si alza nervosamente dalla sua sedia, va alla finestra e guarda quello scalone del tribunale vuoto, deserto, senza nessuno e si eccita quando vede arrivare quell’avvocato che in mano ha un foglio di protocollo. Il suo istinto felino gli dice che sta andando da lui. Lo segue gradino per gradino, ne sente quasi il fiato greve da vecchio fumatore. E si, gli avvocati fumano tutti. Sono nervosi sempre. Ed ecco bussare alla sua porta. E’ lui. “ Signor giudice,- fa l’avvocato entrando con la sua voce tonante-  è inconcepibile che si dicano queste parole offensive sul mio assistito, persona per bene e degna “. Ed il giudice subito annuisce ed eccolo immediatamente preparare l’atto di accusa , l’ingiunzione, il rinvio a giudizio, la convocazione, l’ordinanza . Funziona così da noi. Si fanno processi per passare il tempo, chiacchierare simpaticamente. Io sono in questo giro. Conosco quasi tutti i tribunali della Calabria, per aver diffamato persone di ogni luogo. Il 21 febbraio sarò a Scalea. Nella Pretura. Avete presente il film cult di Steno con Peppino de Filippo, “Un giorno in pretura”, ? ebbene è quella.  Dovrebbe esserci la sentenza per un mio articolo inchiesta su una operazione di finanziamento avvenuta una decina di anni fa ad una organizzazione che si occupava di turismo nella costa tirrenica. Arrivarono da parte dell’Europa una serie di finanziamenti per il turismo per un totale di dieci miliardi del vecchio conio. Indagando fra verbali di riunioni di questa associazione venni a scoprire una serie di cose interessanti. Che erano state stampate delle guide turistiche per il valore di 350 milioni di lire, che queste guide erano state buttate in discarica, che i tecnici si erano auto fatturati 700 milioni di vecchie lire, che la sede costava 200 milioni di lire,e  che alle strutture turistiche , destinatarie di questi finanziamenti erano andati più o meno 500 milioni distribuiti in modo clientelare, e che alla fine la commissione europea ritirò gli ultimi tre miliardi non spesi per inadempienze. Il processo venne fatto a me piuttosto che a questi scriteriati personaggi ed il 21 febbraio vedremo che ne pensano al tribunale. Chiaramente le richieste di risarcimento per il danno è astronomica. Il 23 febbraio vado a Roma, ho il processo per cui venni arrestato il 16 novembre del 2002, per i fatti avvenuti a Genova e Napoli contro i vertici che annunciavano la catastrofe economica in Italia ed in Europa. Ci sono andato insieme a 500 mila persone. Venni accusato insieme ad altri militanti di essere l’organizzatore occulto di tutto, escluso dell’ assassinio di Carlo Giuliani. Sono stato assolto in corte d’assise a Cosenza, poi in corte d0’appello a Catanzaro ed ora vediamo che dice la cassazione. Il processo è durato 6 anni, ci sono state ben 56 udienze. Il povero Fiordalisi, pm che si prese per conto del Ros quest’onere dell’accusa, ci è quasi impazzito in tutte quelle carte e volumi, parliamo di ben 36 mila pagine ed una mole enorme in filmati e intercettazioni. Mettetevi nei suoi panni. Ora il poveretto è in Sardegna, a Lanusei, promosso, procuratore capo e si occupa di rifiuti tossici in una zona militare. Il 27 marzo sarò a Cosenza, per aver diffamato il prete di santa Domenica Talao. Il prete ha litigato con il sindaco, se ne sono detti di tutti i colori. Io ho riportato un intervista del sindaco ed ecco il prode prete che si è sentito diffamato. La causa dura da tre anni.  Il 2 aprile vado a Rossano. Qui c’era una discarica, chiusa e aperta per vari motivi. Una popolazione in lotta per farla chiudere. Denunce da parte del WWF e un Comitato di cittadini. E chi finisce in tribunale ? Il sottoscritto, per aver riportato quello che il WWF aveva scritto in una denuncia fatta alla procura stessa di Rossano ! Il 4 luglio invece sarò a Cosenza insieme ad altri 8 imputati. Avremmo occupato un vecchio palazzo con dei senza tetto, poi sgomberati dalla polizia. E mi fermo qui. Ne ho altre in arrivo ed altre che sono state ritirate. Per esempio è stata ritirata la querela da un noto medico, ex assessore regionale  che era stato arrestato per traffico di rifiuti tossici. Poi il suo processo venne archiviato, ma il mio no, perché ne avevo scritto. Poi ci avrà ripensato e ritirò la denuncia. Qualcuno gli consigliò bene di non farlo, perché avrebbe di nuovo attirato l’attenzione su quella brutta storia , ancora aperta nel cassanese. Una settimana fa accompagnando un povero cristo davanti ad una commissione invalidità, lo trovai seduto nella commissione. Ecco come si fa carriera ! Altro che giornalista o scrittore ! me lo diceva sempre mio padre. Ed aveva ragione. Attendo la causa per diffamazione fatta dall’ex presidente della Somalia per il mio libro sulle navi dei veleni. Lì ci sarà da divertirsi credo, anche perchè vorrei vederlo testimoniare a questo signore della guerra. Una causa vinta. E’ quella che mi fece la società Messina per i miei articoli sulla Jolly Rosso. Il giudice ha detto che è stato un mio diritto scriverne e che non avevo offeso nessuno. Un’altra causa vinta fu per il gioco di società inventato nel 1990. Avevo offeso con una vignetta l’ex sindaco di Altomonte , Costantino Belluscio . “la vignetta non offende” scrisse nella sentenza. Invece per una frase scritta sul farmacista Santoro, proprietario del porto di Diamante , ho dovuto pagare 500 euro. Condanna immediata senza appello. Paga e basta ! E questo  è tutto. Tirate voi le conclusioni…senza diffamare !

SBIRCIATO su facebook: nota pubblicata da Francesco Cirillo il giorno sabato 11 febbraio 2012 alle ore 9.24 ·

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