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Francesco Storino

PAOLA – Stazione di Paola. Inizia alle 6 e 30 il viaggio tra i pendolari della Paola-Cosenza. La sveglia per molti di loro suona molto presto. C’è chi giunge da Guardia, da Cetraro e persino da Praia a Mare. Lasciano le autovetture nei parcheggi antistanti e iniziano l’avventura. Parliamo di avventura per un semplice motivo. Tra soppressioni e ritardi giornalmente si giunge a destinazione dopo diverse ore. Eppure il tragitto da Paola-Cosenza e viceversa da 25 anni a questa parte è un battito di ciglia. La realizzazione di quella galleria che costò la vita a tantissima gente consente di coprire rapidamente il percorso.

A Cosenza  e Castiglione ci si reca per motivi di studio e di lavoro. Una volta arrivati spostarsi con i mezzi cittadini non è difficile. Ma bisogna arrivare. Ed è qua il problema.

«La situazione – ci dice Tonino Marino – che giornalmente si reca a Cosenza per motivi di lavoro – nonostante le proteste non cambia. E adesso che il tempo è inclemente diventa tutto più difficile. Ci dicono che ci sono guasti per la neve e per le temperature basse di questi giorni. Però molti di noi non possono fare diversamente. Prendere l’autovettura e passare la Crocetta per recarsi nel capoluogo Bruzio è difficoltoso».

Ci raccontano che ci sono giornate in cui l’attesa è infinita. «Di soppressioni – spiega Candida Monterosso – che avvengono una dopo l’altra. E che soprattutto vengono annunciate all’ultimo minuto quando ormai è troppo tardi per cercare altra soluzione».

Lunedì scorso ad esempio è stata una giornata infernale. Un treno dopo l’altro veniva cancellato. Sia all’andata (da Paola) che al ritorno (da Cosenza). E per finire una volta preso ci siamo fermati per oltre un’ora in galleria. «Naturale – ci riferisce Alessandro Pagliaro – che chi aveva coincidenze per il Nord le abbia perse. Succede sempre così».

E puntualmente anche ieri è accaduto. Il treno da Cosenza per Paola delle 7 e 20 è stato soppresso. E chi dal capoluogo doveva prendere la coincidenza, l’intercity per Roma delle 8:00, l’ha persa. Da Paola invece non è partito il treno delle 8 e 30 per Cosenza. Mentre quello delle 6 e 30 e delle 7 sono partiti puntuali e regolarmente. «Un altro problema sorge – evidenzia Tonino Lio – quando siamo costretti a causa delle soppressioni a prendere tutti insieme un solo treno. Con solo due vagoni siamo costretti a viaggiare quasi uno sopra l’altro».

Ci sono persone davvero infuriate che non sanno a quali santi rivolgersi per mutare lo stato di cose. Ma non sono rassegnati. Anzi. Lamentano una carenza di indicazioni.  I pannelli sono inaffidabili. Non è possibile che nelle stazioni non si riesca quanto meno a dare ai passeggeri informazioni corrette.

A dicembre poi si sono registrati tanti problemi a causa della persistente  soppressione del treno (per guasti tecnici) da Sapri.

Questa è Trenitalia in Calabria e nel Mezzogiorno. Un servizio di trasporto con tutti i suoi limiti, che non è rappresentato solo dalla Paola-Cosenza. Soprattutto sullo Ionio si tocca con la mano il fatto di essere figli di un Dio minore. I figli del Sud.

SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 17/02/2012

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