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Non vogliamo crederci ma le foto che ci hanno inoltrato alcuni SBIRCIATORI, parlano chiaro e verificheremo.

La Calabria continua ad essere preda dei suoi stessi calabresi, dei suoi amministratori scellerati.

Questo lo scandalo paesaggistico che pare si stia consumando ad Intavolata di Acquappesa (CS), un istmo che collega lo SCOGLIO DELLA REGINA alla terra ferma.

Evidentemente non sa nuotare chi ha deciso un’opera del genere, come non era amante del bello e del rispetto paesaggistico chi chiamò l’esimio architetto Fuksas a realizzare, sempre nello stesso Comune ma nel centro storico, una “splendida” piazza in acciaio, vista mare.

Il gusto dell’orrido imperversa sulla costa tirrenica cosentina, non bastano gli abusi privati, le amministrazioni pubbliche, già colpevoli dei primi, si concedono il lusso di continuare a deturpare il paesaggio come fossero proprietari di beni inalienabili.

E non ci venissero a dire che l’opera serve per proteggere la costa, è a costa che dev’essere protetta da loro.

Per chi non lo conoscesse, di seguito una sua breve storia SBIRCIATA su intavolata.com.

Maestoso e circondato da acque cristalline, eccoci al famoso e leggendario scoglio della Regina, reso ancora più suggestivo da quell’alone di mistero e di leggenda che lo circonda, secondo la quale una coppia di giovani sposi di una grande dinastia reale, navigando su di una nave a vela per il mare Tirreno, diretta in Oriente per consultare dei maghi sulle cause della sterilità della Regina, giunta nello specchio di mare antistante lo scoglio dovette sbarcare sulla spiaggia di quella località per un improvviso cambiamento di direzione dei venti, che ostacolarono la navigazione.
La coppia reale scese a terra e trovò rifugio in una piccola grotta rocciosa scavata in un caratteristico grosso scoglio, immerso per metà nell’acqua del mare e per l’altra metà poggiato sulla terraferma.
Durante la forzata sosta la Regina passeggiando un giorno su quella spiaggia, notò che vi scorreva un fiumicello, le cui acque erano di temperatura calda, e volle immergervisi. Nei giorni successivi ripeté i bagni e s’accorse che un profondo mutamento si era determinato nel suo organismo: erano i primi sintomi di una incipiente maternità. Gli augusti sposi, felici e contenti per il tanto inaspettato prodigio, attratti inoltre dalla bellezza del luogo, decisero di intrattenersi per qualche tempo nel rifugio che offriva loro il caratteristico grosso scoglio.
Da questa leggenda lo scoglio, già noto come “Petra Majura”, venne chiamato scoglio della Regina e si diffuse subito nelle vicine contrade la notizia delle virtù medicamentose, nelle malattie della sterilità femminile, di quelle acque calde sorgenti dalle sovrastanti colline rocciose delle Terme Luigiane.

Giuseppe Maria ALFANO, nel suo libro – “ISTORICA DESCRIZIONE DEL REGNO DI NAPOLI” – 1798 – riporta, tra le terre della Provincia di Calabria Citra o di Cosenza, tra le altre: INTAVOLATA – Casale sopra un colle, d’aria buona, Diocesi di Cosenza, 24 miglia distante da detta Città, feudo di Spinelli Foscaldo. Produce vettovaglie e gelsi. Fà di popolazione 314.

Intavolata m.60 s.l.m. Piccola entità arroccata su un promontorio, meglio conosciuta per i suoi murales, è sede del teatro comunale e della pro-loco “T. Russo”, nonché dell’ex palazzo De Seta costruito intorno al 1700 con il suo antico portale in pietra di tufo che, unitamente a quello di palazzo De Caro, furono decorati da maestri scalpellini di Fuscaldo nella prima metà del 1700. E’ sede, altresì, della chiesa di S. Teresarisalente al XVIII secolo, nel suo interno esistono: una scultura antica di S. Giuseppe, la statua di S.Teresa risalente al 1849, scolpita dallo scultore Giovambattista De Seta, ed una tela, staccatasi dalla volta, raffigurante la Madonna di Pompei, restaurata e conservata dalla Sovrintendenza ai Beni Artistici Storici e Monumentali di Cosenza.  

Dell’antico centro storico di Intavolata è rimasto ben poco, essendo andato in gran parte distrutto per il raddoppio della linea ferroviaria e, successivamente, per la costruzione della nuova statale 18.

Nelle carte nautiche del XVII secolo la località viene riportata con il nome di “l’Intavolata” per indicarne probabilmente la caratteristica di torre avvolta da baracche di tavola. Anche se i baraccamenti sono stati rimossi e sostituiti da graziose dimore in muratura e ormai della vecchia torre rimangono solo le fondamenta, la località suscita subito particolare interesse nell’automobilista che percorre la superstrada SS.18 costiera.


Dal promontorio di Intavolata fino allo Scoglio della Regina si trova un sentiero lungo circa 1 km da percorrere a piedi. Questo Scoglio appare maestoso alla vista del visitatore ed è circondato da acque cristalline (purtroppo, aggiungiamo noi, non è più “circondato”). Per gli appassionati dell’ambiente marino si può visitare la zona compresa tra lo scoglio della Regina e la scogliera sommersa di Intavolata. Qui, equipaggiati di maschere e pinne, è possibile praticare lo snorkelling, che permette di osservare i fondali marini tramite una progressione di mattonelle numerate che indicano la sequenza e la varietà dei pesci e la ricchezza della flora marina.

Nelle limpide acque marine antistanti, meta di numerosi subacquei, si possono ammirare le affascinanti scogliere, le quali rendono queste acque ricche di colori particolari, che spaziano dal blu più intenso ad un ammaliante verde smeraldo che, oltre ad invitare chiunque ad immergersi per fare il bagno in uno tra gli scenari turistici più belli della Calabria invoglia a praticare, attraverso il cosiddetto “sentiero blu” lungo circa 1200 metri, lo snorkeling sport che consiste nell’osservare, equipaggiati solo di pinne e maschere e con l’ausilio di un istruttore, il suggestivo habitat naturale e la diversità della flora e della fauna che vi prolifera.

Da non tralasciare, inoltre, il caratteristico costone lungo il quale vi nasce spontanea una varietà di macchia mediterranea fra le più rare. Per la sua particolare posizione, nel XVI secolo vi fu costruita una torre costiera, forse la più importante del sistema di avvistamento denominata “Torre della Donna Lombarda” non individuata nel posizionamento e a pianta circolare (secondo l’elenco delle torri del 1820), a pianta quadrangolare secondo la carta Rizzi Zannoni.

In località Palmentello, intorno ai 100 m s.l.m., durante i lavori di costruzione di un villaggio turistico, negli anni 1977-1978, vennero alla luce numerosi frammenti di embrici oltre a puntali, colli ed anse di anfore romane, frammenti di sigillata aretina e frammenti di vasi comuni, andati per lo più dispersi durante i suddetti lavori edili. La località (il pianoro di fronte allo Scoglio della Regina) in antico si doveva prestare, vista la presenza di molte insenature naturali, all’attracco di navi: ci troviamo dinanzi ad un piccolo approdo pertinente ad una villa marittima romana, collocata in splendida posizione sul mare.

Questa invece l’opera che nel 1993 un’illuminata Amministrazione Comunale di Acquappesa fece realizzare all’archistar (per alcuni) Massimiliano Fuksas: Piazza Regina Margherita.

Articolo pubblicato sulla rivista  MODULO n°195 del 1993 di Giuliano Simonelli

Le strutture principalmente per i motivi di conformazione del terreno, sono state previste in acciaio. Sono appunto in ferro i pilastri di sostegno della piazza e in lamiera gregata e calcestruzzo armato alleggerito il solaio di calpestio calcolato “a folla compatta” in zona sismica. Si tratta di una piazza che per un tratto sovrappassa a circa 6 m di altezza il corso Vittorio Emanuele; in media l’ampliamento è di circa 12 m. Va considerato che è stata immaginata una piena utilizzazione dell’area circostante, un vecchio ed interessante edificio pubblico in corso di restauro che affaccia sulla piazza: è stata prevista una rampa che collega un’area residuale, sul prospetto a valle di detto palazzo, con la piazza e da questo è possibile scendere a livello stradale e collegarsi ancora con il parco in fase di avanzata progettazione. Ad una quota intermedia tra la sede stradale e la piazza è stata individuata una zona coperta con prevalente funzione dì luogo per “stare” ed incontrarsi, con attenzione specifica al mondo degli anziani.
In futuro potrebbe anche essere in parte utilizzata come chiosco o un piccolo centro di ristoro. La piazza è stata completamente pensata pedonalizzata, con una piccola zona a margine per consentire i collegamenti veicolari oggi esistenti, a servizio delle abitazioni, ma anche di servizio per le possibili manifestazioni pubbliche che si svolgeranno in questo “luogo”. Per rendere ancora più netto e chiaro che la piazza è riservata ai pedoni, il progetto ha previsto la creazione di arredi fissi, come panchine, alberature, una fontana, un piccolo monumento, che creano in parte uno sbarramento alla penetrazione delle automobili nello spazio pedonale.

Edificio che si affaccia sulla piazza

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