L’ex sindaco vede troppe promesse difficili da mantenere

PAOLA – Clima politico incandescente. A esaminarlo da attento osservatore è l’ex sindaco Antonio Eboli. Il già esponente del partito socialista si sofferma dapprima sui venditori di fumo.  «Fiumi di parole, di buoni propositi e intenzioni pregevoli. Vi si promette di tutto quanto è possibile e quanto è un puro sogno ad occhi aperti. I programmi che saranno presentati dalle diverse coalizioni e candidati a dirigere la nuova amministrazione comunale saranno caratterizzati da questo nutrito bagaglio programmatico ed elettoralistico. Abbiamo ancora chi ci promette dopo un secolo di attesa la costruzione di un porto; chi ancora si ostina dopo mezzo secolo di promesse la sistemazione e l’utilizzazione della Fiumarella; chi ancora ci viene a parlare di percorso turistico religioso dalla stazione Fs al Santuario. E tante altre cose. Apprezziamo le buone intenzioni,  sappiamo però che resteranno tali e che saranno nel tempo messe in un sassetto e dimenticate come è avvenuto fino ad oggi. C’è chi si propone di ricalcare la via dell’uscente amministrazione percorrendola fino in fondo cioè restando fermi». Per Eboli farebbero bene i candidati ed i partiti che li presentano «a promettere meno per mantenere di più. Il nostro Comune al momento non ha bisogno di megaprogetti  o programmi vistosi. Non ne abbiamo le possibilità finanziarie che stanno alla base d’ogni realizzazione. Paola ha bisogno di poche cose che rimettano in sesto la sua situazione. Risanamento finanziario, sviluppo economico e produttivo, funzionalità dei servizi, in particolare quelli igienico-sanitari, ordinamento nei servizi degli uffici comunali con adeguate competenze, difesa del territorio ed assetto urbanistico. Basterebbero questi compiti prioritariamente da avviare a soluzione per dare un aspetto nuovo e più gradevole alla nostra Città». Un altro impegno utile sarebbe a dire di Eboli quello di pretendere maggiore funzionalità da parte di tutti i presidi che vi si trovano: sanitari, giudiziari, scolastici, provinciali e regionali. «Cioè un coordinamento nel rispetto delle competenze reciproche. Lo sviluppo inteso come potenziamento e funzionalità crescente al servizio dei cittadini. E per quel poco che è rimasto, rispetto del territorio ed osservanza delle norme urbanistiche in atto e da perfezionare. Inoltre c’è da salvaguardare tutto il patrimonio comunale che è un bene comune e nessuno ne può disporre in termini personali».

FRANCESCO STORINO

SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 6/03/2012

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