foto Kikapress

Oggi sono venuti quelli di Striscia la Notizia. Ma non voglio parlare di questo. Oggi voglio dirvi quanto sono incazzato: abbiamo passato la notte sotto la pioggia. I teloni non hanno retto e abbiamo preso acqua. Tanta acqua. Ma non è la pioggia che ci fa paura. È, piuttosto, questo immobilismo dei sindacati che continua ad andare avanti: i segretari nazionali, i segretari regionali, non stanno muovendo un dito. Una parte sindacale ci ha detto: «L’unica soluzione è scendere, e basta». Un’altra parte ha sottoscritto un accordo fasullo e parziale con la Regione Lombardia che non ha tenuto conto degli altri 650 colleghi licenziati in altre parti d’Italia. Nessuno si è assunto le proprie responsabilità. Questi esponenti delle parti sociali si dovrebbero solo vergognare, perché non hanno alcuna visione di quanto sta accadendo nella realtà. Qualche sindacalista ha anche dichiarato a la Repubblica che la nostra è una semplice autogestione: e tutto perché lui non sa fare ciò per cui è pagato. Siamo arrivati a tre mesi di protesta, e questa gente pur di mantenere i propri privilegi sindacali, ci ha venduto con tutte le scarpe. Non sono riusciti, in tre mesi, a organizzare uno sciopero, una protesta; non sono riusciti a convocare un tavolo serio, nonostante ci siano in ballo il futuro di 800 famiglie e un servizio di cui gli italiani hanno bisogno. Ci hanno venduto in cambio della poltrona che il loro imperatore Mauro Moretti continua a garantirgli. Sono tutti ferrovieri che non hanno mai lavorato un giorno nella loro vita e che, siccome noi non facciamo parte della loro casta, hanno preferito lavarsi le mani di tutta la vertenza. La trattativa oggi sembra morta, e nessuno propone un’alternativa. Io e Rocco continuiamo a stare quassù, ma solo vedere i miei colleghi con le lacrime agli occhi, ormai da tre mesi, mi fa un male cane.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

SBIRCIATO su eilmensile.it

 

 

Leggere le parole di Stanislao fa male. Fa male specie se le leggi al caldo, seduto alla scrivania davanti ad un pc. 

Non possiamo fermarci alla raccolta di firme e testimonianze. C’è altro da fare.

La storia insegna che i gesti eclatanti attirano l’attenzione, vedi NO TAV, vedi il Pannella di anni fa con i suoi scioperi, … vedi i Forconi, …

Ok, se ne parlerà per poco, ma se ne parlerà di più.

Un FLASH MOB nazionale farebbe parlare di ciò anche i media esteri e chissà se qualche governante italiano si vergognerà di ciò. Lavoriamoci: un “minuto organizzato”, un’azione insolita che in contemporanea in tutt’Italia faccia parlare della vicenda di Stanislao e dei suoi colleghi, ma anche di noi, dei treni che hanno fatto l’Italia.

Potrebbe bastare un minuto d’attenzione da parte di milioni d’italiani.

Pensiamoci. Organizziamoci. 

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