Accodo tra le coalizione per chiudere la campagna elettorale il 29 aprile

Psdi assente ma d’accordo: «si dia un segnale». Polemica da Fds:  «Pdl distante»

Francesco Storino

PAOLA – Passa la proposta del Pdl di chiudere in anticipo i comizi elettorali in segno di rispetto verso San Francesco. I partiti e i candidati nei giorni dei festeggiamenti patronali si dovranno limitare a utilizzare per la propaganda le aree periferiche e non “sfruttare” i palchi religiosi per iniziative diverse da quelle istituzionali.

Ieri in comune si sono incontrate le delegazioni delle coalizioni che parteciperanno alla competizione elettorale ed è maturato l’accordo di chiudere i comizi il 29 aprile. Quindi cinque giorni prima di quanto previsto dalla normativa. Unico assente il Psdi del candidato a sindaco Giovanni Abruzzo che comunque ha riferito di essere d’accordo con lo stop prima di quanto previsto. «Ci aspettiamo però – spiega il Psdi – un segnale maturo e sobrio da parte di tutti. Staremo a vedere. Il nostro impegno c’è».

All’incontro hanno preso parte Emilio Perfetti per il centrodestra, Carlo Gravina e Roberto Perrotta per la coalizione di centrosinistra e Edoardo Stefano e Lucio Cortese per Cambia Paola e Fds.

“Cambia Paola” era d’accordo alla moratoria a partire da giorno 1, lasciando disponibile il 30, ma Perfetti e Gravina hanno insistito per il 29 ed il sindaco si è “adeguato”. Si è comunque ottenuto la possibilità di fare comizi il 1 maggio fino alle 14 e la chiusura di palchi e palchetti per le zone interessate dalle festività. Vale a dire, quindi, che in zone esterne ai festeggiamenti (ad esempio nei quartieri come San Miceli, Fosse, Piano Torre) i comizi si potranno comunque fare fino al 4 maggio.

In sintesi, lo stop ai comizi riguarderà solo le aree in cui si svolgono i festeggiamenti e i giorni interdetti saranno il 30 aprile, 1 maggio (dopo le 14) 2, 3 e 4 maggio. Quanto al rischio che il sindaco possa avvantaggiarsi della sua partecipazione istituzionale, Roberto Perrotta ha accettato di essere affiancato, durante le cerimonie civili, da tutti e quattro i candidati a sindaco.

Nei tiotoli di coda la critica di Fds per il Pdl che pretendeva di impedire qualunque festeggiamento politico il primo maggio. «Voleva che si impedissero – ci spiegano dal partito – l’esposizione di simboli e bandiere di partito. Ovviamente ci siamo opposti e la proposta non è passata. Questo la dice lunga su due cose: innanzitutto sulla distanza fra la destra e il mondo del lavoro. In secondo luogo la reale intenzione del centrodestra, che con la scusa del rispetto religioso (che noi siamo i primi a condividere) voleva semplicemente togliere spazi alla sinistra e sterilizzare una campagna elettorale in cui ha evidentemente poco da dire».

SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 13/03/2012

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