di ROBERTO LOSSO
È PROPRIO bella la patria di Frate Francesco. Amorevolmente devota. Orgogliosamente povera. Disperatamente assetata di giustizia. La incontri sorridente e convinta durante i festeggiamenti del 4 maggio. Al Santuario oppure al Cancello. Sulla spiaggia in attesa del Mantello o nella festante processione che accompagna la statua dal Duomo fino alla Basilica. Spesso, immergendoti in questa magica atmosfera, neanche ti accorgi che è presente anche l’”altra” Calabria. Quella della politica. Che segue, così come vuole il cerimoniale, compunta ed ossequiosa, i grandi eventi della liturgia. Guardandosi intorno per vedere chi c’è. E per farsi vedere.
Sa bene, la politica, che quelli sono momenti di visibilità. Perché è tanta la gente che vi partecipa. Quindi, non vuole restarne esclusa. Specialmente oggi che si respira aria di elezioni amministrative. Così spinge, perché i festeggiamenti siano “regolamentati”. Non solo nei suoi aspetti doverosamente irreprensibili. Per esempio, la chiusura anticipata della campagna elettorale. Chiede di più. Pretende una inverosimile “par condicio”in salsa
paesana rispetto agli attuali amministratori comunali. E, cioè, che i suoi candidati siano anch’essi al posto giusto nel momento giusto. Quasi che gli appuntamenti della devozione popolare fossero tribune televisive da manuale Cancelli..
A quanto sembra, però, si tratta di una ricostruzione fantasiosa.
Anche il sindaco Roberto Perrotta, garante dell’accordo sottoscritto tra i partiti, infatti, riferendosi all’interpretazione estensiva che ne viene data, parla di forzature e approssimazioni. E dice chiaramente che non esiste un problema di “par condicio”, perché sarà lui, nella pienezza delle sue prerogative istituzionali, a rappresentare la città nelle giornate del 4 maggio. Al massimo, nello spirito di condivisione che anima la tradizionale cerimonia della consegna delle chiavi, avrebbe espresso la sua disponibilità a chiamare accanto a sé tutti i candidati a sindaco. Vorrebbe farne un momento d’unità spirituale e morale.
Quasi un simbolico passaggio delle consegne al cospetto di Frate Francesco.

SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 15/03/2012

 

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