Image“E’ caduta l’ultima “enclave medievale” nel centro storico di Paola”. Si apre così una nota di Italia Nostra in relazione alla soprelevata di congiungimento tra via Duomo e via Mulino. “Da oggi – afferma il coordinatore zonale Domenico Maio – nella città delle gradinate, che diede i natali al santo taumaturgo Francesco  di Paola  e che fu fonte d’ispirazione dei grandi viaggiatori e disegnatori stranieri in Calabria del settecento, la  zona dove sono concentrati  i più importanti manufatti chiesastici e palazzi monumentali risalenti al secolo XIII, è abilitata per la prima volta, nella sua millenaria storia, al transito automobilistico del traffico urbano ed extraurbano, in controtendenza con la politica di pedonalizzazione mirata a salvaguardare  la peculiarità dei centri storici”.

La campagna promossa da Italia Nostra, unitamente al comitato di protesta cittadino si ricorda che: “mirava a sensibilizzare gli amministratori affinché i  progetti ricadenti nell’area del centro storico  del  Piano di Sviluppo Urbano del comune di Paola,  avessero rispondenza alla specificità dei luoghi”, ma non ha sortito effetto e “cosicché la mutazione del paesaggio trasformerà l’ameno borgo in un quartiere “ansiogeno” che comprometterà  la qualità della vita dei cittadini residenti”.

Viene pertanto giudicato il tipo d’intervento “invasivo” e che dà al centro storico paolano: “una connotazione  di area periferica urbana che altera  il volto millenario di un paesaggio di alto pregio architettonico. Questo è del resto l’autorevole giudizio del presidente nazionale Losavio, manifestato durante i lavori del convegno, tenutosi nella cittadina tirrenica, organizzato da Italia Nostra in occasione della campagna nazionale sui paesaggi sensibili”.

È dura la disamina dell’associazione: “la rampa stradale sopraelevata su plinti in cemento armato collega, oggi, a lavori completati, via Duomo alla sottostante via Molino il cui collegamento pedonale era stato assicurato nei secoli scorsi  attraverso una irripetibile gradinata in pietra tufacea locale posata con maestria dagli scalpellini della fiorente scuola del posto della quale  rimangono ancora  tracce indelebili di un eccelso manierismo nei portali e nei capitelli”.

I progetti ricadenti nel cuore del centro storico  paolano, ad avviso di Italia Nostra: “derogano troppo dai profili funzionali dei nuovi piani paesistici e finiscono con assumere carattere speculativo, aspetto, questo, che mal si concilia con la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale”. L’intervento ha quindi “alterato l’aspetto e la forma percepita del centro storico cittadino, affatto integrandosi con gli elementi circostanti dove opera umana e cultura avevano modellato e configurato nei secoli un’armonia che si presentava come “unicum paesaggistico” di estremo valore”. In definitiva l’associazione chiude sottolineando che “si è rinunciato al progetto di restauro urbano, inteso nella sua accezione più ampia quale attenzione al linguaggio dell’architettura antica, cancellando dal “testo” del centro storico quei brani di storia stratificata che da sempre caratterizzano Paola e la sua comunità”.

SBIRCIAPAOLA, avendo più volte esposto ai propri utenti il parere riguardo l’eco-mostro, continua sulla linea della condivisione e della progettazione partecipata della “cosa pubblica”. Ad oggi un dialogo su tali argomenti con l’interlocutaore ufficiale, l’amministrazione, sarebbe stato solo una perdita di tempo in quanto non ha mai ascoltato i pareri dei suoi cittadini, alcuni anche autorevoli. Di una cosa siamo sicuri, fosse stato ancora in vita l’arch. Sorrentino, questo mostro non sarebbe stato neanche concepito, avrebbe fatto di tutto per sensibilizzare l’opinione pubblica al decoro e non allo scempio, e noi saremmo stati al suo fianco.

Sarebbe auspicabile, oggi, la demolizione. Se non fosse molto onerosa l’avremmo suggerita e, se non fosse bastato, l’avremmo sollecitata agli attuali candidati a sindaco per farla inserire nei loro programmi.

Per salvare il salvabile, SBIRCIAPAOLA, in collaborazione con l’associazione SF(i)DA, sta lavorando da tempo per intervenire sulle strutture in c.a. della “rampa” con l’ausilio di artisti locali e non. Un progetto fattibile che coinvolgerà l’intera cittadinanza. Aspettiamo tutti che l’interlocutore pubblico, dopo le prossime elezioni amministrative, sia più propenso all’ascolto: il nostro sarà un intervento a costo zero per il solo bene della città di Paola, del suo centro storico e di noi tutti cittadini.  

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