Oggi, 27 Marzo 2012, centinaia di bambini hanno aiutato San Francesco a spegnere 596 candeline.

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ll Santo di Paola ambasciatore e pellegrino per volere di Dio
DIFENSORE DEI DIRITTI DELLA PERSONA
S. Francesco di Paola è stato proclamato il 24 aprile 1990 ambasciatore Unicef per la difesa dei diritti dell’infanzia, nella prospettiva di una rinascita della Calabria (approfondimento in ultima pagina). Ecco perché dal 1990, anche se non di continuo, si è voluto riunire ogni anno, in occasione dell’anniversario della nascita di San Francesco (27 marzo 1416) tutti i bambini della Calabria (possibilmente con le loro famiglie) «affinché i bambini implorino il Santo che ha accolto la preghiera di essere nominato ambasciatore del mondo di far cambiare il volto della Calabria».
I motivi che hanno spinto i dirigenti nazionali dell’Unicef a questa decisione sono evidenti. San Francesco è patrono della Calabria ed è il Calabrese più importante e più famoso della storia della nostra Regione, quello che più di ogni altro ha incarnato e difeso i valori della nostra terra, facendoli apprezzare anche all’estero. Ma ci sono altri due motivi, più importanti e forse non troppo conosciuti, che si desumono dal titolo con il quale S. Francesco è stato insignito: Ambasciatore Unicef per i diritti dell’infanzia:
S. FRANCESCO “AMBASCIATORE”
S. Francesco nonostante sia stato un eremita, ha peregrinato moltissimo durante la sua vita, spinto dalla volontà di portare dappertutto il vangelo della conversione. Ha peregrinato per la Calabria e si è spinto fino in Sicilia. Poi per volere di Dio ha raggiunto Napoli, Roma e poi finalmente la Francia. È stato un apostolo del Regno di Dio. È stato anche un ambasciatore degli uomini per i gravi problemi del tempo; missione, che egli ha espletato con una grande fede in Dio e con una grande passione per l’uomo, dimostrando sempre il perfetto equilibrio degli uomini di Dio. La gente lo cercava e si confidava con lui; lo invitava nei propri paesi, lo delegava per svolgere una missione mediatrice con i potenti del tempo, tra famiglie rivali, tra i membri d’una stessa famiglia. E S. Francesco non si tirava indietro. Sapeva di doversi impegnare per l’uomo. Era cosciente che il suo rapporto profondo con Dio esigeva un rapporto intenso anche con i fratelli. Il suo rifugiarsi in una “grotta” doveva essere per lui espressione di un immergersi nel cuore dei problemi della sua terra. Ha meritato perciò di essere chiamato da tutti con il titolo di “Padre”. Nobili e genti semplici, ricchi o poveri, re o sudditi amano chiamarlo in tal modo. Indicarlo oggi come ambasciatore per una nobile missione, qual è quella della rinascita della Calabria, che vuole partire proprio dai piccoli perché i più semplici e perciò portatori di speranza, è una decisione più che opportuna. Significa richiamare tutti su questa dimensione del Santo di Paola, che è la più espressiva della sua personalità, della sua figura, della sua missione.

santa, lieta e coraggiosa

S. FRANCESCO DIFENSORE DEI DIRITTI DELLA PERSONA
Nei suoi continui viaggi, negli incontri che S. Francesco ha avuto, l’obiettivo costante dei suoi discorsi e delle sue azioni è stato sempre la persona umana. Ha accolto a Paola moltitudini infinite di persone, che si recavano da lui spinti da tanti problemi. Spinto dal suo zelo apostolico, è andato verso tanti afflitti soprattutto nello spirito spingendoli a conversione. Ha trattato con re e con principi, nobili e ricchi, semplici e umili: a tutti ha manifestato il profondo amore che Gesù porta per l’uomo. Considerando le umiliazioni e le oppressioni patite dai più poveri e umili ha avuto il coraggio di alzare la sua voce di profeta ispirato da Dio per chiedere rispetto e giustizia. Ha preso così le difese dei più piccoli, nei quali ha trovato rispecchiato il volto di Dio. Certi principi basilari di rispetto della persona lo hanno ispirato nella sua azione e costituiscono oggi una importante eredità umana, culturale e spirituale, che molto opportunamente può essere offerta alla considerazione di tutti. Il principio della inviolabilità della persona: «A nessuno costituito in autorità è lecito umiliare o opprimere il fratello» (2a Regola dei Minimi, c. V). Il principio della riabilitazione di chi ha sbagliato: «si deve cercare l’emendazione non l’afflizione del colpevole” (Correttorio dei Minimi, n. 35). Il principio della compartecipazione e della compassione con chi è nella difficoltà: chi è in autorità «si rattristi per i difetti dei suoi fratelli e cerchi insistentemente piuttosto la loro emendazione che la punizione» (la regola dei Minimi, c. X). Il principio della distinzione tra colpa e colpevole: correggete «le manchevolezze con tale senso di giustizia da non separare da questa la misericordia, anzi userete tanta misericordia da non dividere da essa la giustizia» (la Regola dei Minimi, c. IX).

La manifestazione indetta dall’Unicef per tutta la Regione, che ha come momento importante l’incontro tra i bambini e S. Francesco, serve certamente a far riguardare il Santo di Paola con una attenzione nuova, per scoprire in lui non solo il Santo dei Miracoli, ma l’autentico Maestro di valori umani e cristiani.

 

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