Sono in tutto 58 le persone arrestate questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Cosenza in collaborazione con il Ros e il nucleo Cacciatori di Vibo Valentia. Tre destinatari sono risultati irreperibili, altri due sono morti recentemente. L’accusa per tutti è di associazione mafiosa, omicidio, tentato omicidio, porto abusivo di armi da fuoco, materiale esplodente, estorsioni e usura. Nell’indagine oltre agli arrestati ci sono anche altre 190 persone che risultano indagate a piede libero. Alcuni amministratori locali saranno sentiti, già nelle prossime ore, dai magistrati della Dda di Catanzaro. Con questa indagine i carabinieri sono riusciti a ricostruire una serie di delitti in una arco temporale di oltre trent’anni, che hanno disegnato le nuove mappature delle ‘ndrine della provincia di Cosenza. Al centro dell’attività investigativa, anche una pax mafiosa dei clan coinvolti che avrebbe consentito le infiltrazioni delle cosche più potenti negli appalti pubblici nei territori di competenza.

Diciannove immobili, nove società, sedici automobili, quattro moto: sono questi i beni sequestrati, per un ammontare di 15 milioni di euro, ai sette clan coinvolti nell’operazione “la tela del ragno” dei carabinieri del comando provinciale di Cosenza. Nel mirino della Dda di Catanzaro, capi e gregari di clan operanti nel capoluogo e sul tirreno cosentino. Cinquantotto le ordinanze eseguite su 63 emesse.

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