di Francesco Storino

I giovani di Cambia Paola sono dell’idea ormai condivisa che in una società della precarietà e della negligenza dello stato nei confronti dei nuovi talenti, dei lavoratori volenterosi, degli operai e degli studenti sia necessario saper inventare soluzioni di impiego fai da te. Pertanto hanno elaborato un programma costituito da diversi punti tematici, ovviamente suscettibili di ampliamento in base alle proposte e ai suggerimenti di ogni giovane o altro cittadino interessato a prenderne parte. Si parte dalla riqualificazione del territorio, sia lungo la costa che nelle aree periferiche, attraverso la messa a punto di sistemi di ingegneria naturalistica e pianificazione ambientale e di impianti conformi allo sviluppo ecosostenibile quali pannelli solari, pale eoliche; la realizzazione di giardini botanici e percorsi naturalistici che permettano di valorizzare il territorio secondo un approccio genuino e a impatto zero con il territorio e una più  coerente soluzione ai fini della puntualità e della celerità nello smaltimento ecologico dei rifiuti. Si pensa alla realizzazione di un centro polifunzionale dotato di ufficio stampa, sala congressi, laboratori d’arte (pittura, arte, disegno, fotografia, scrittura, scultura), sale adibita per caffè letterari e incontri culturali, jam session e concerti musicali, osservatorio astronomico, centro sportivo e ricreativo, pubblico spazio per associazioni di volontariato e libera informazione.
Tra i progetti dei giovani di Cambia Paola c’è anche la rivalorizzazione di enti culturali pubblici quali la biblioteca comunale e l’Auser, attraverso una serie di iniziative di lettura, cinematografia e musica rivolte a vari tipi di pubblico.
Altri punti del programma giovanile la ricerca di una soluzione per l’endemica questione dei parcheggi e della viabilità pubblica. Spazio anche alla promozione di attività di volontariato e supporto nei confronti dei cittadini con difficoltà economiche e contemporaneamente di un programma di sviluppo territoriale e animalista rivolto al non abbandono dei randagi. Tra le idee sviluppate figurano l’organizzazione di iniziative ludiche e culturali non economicamente dispendiose; il restauro e rivalutazione architettonica del centro storico e un recupero edilizio e abitativo dei palazzi più antichi; l’incremento del turismo religioso presso il santuario di San Francesco, stavolta però mirando a una riconsiderazione non più soltanto degli aspetti miracolistici e folkloristici, ma anche di quelli scientifici e culturali ignoti della sua vita. E infine, ma non ultima, la creazione di cooperative sociali e agricole sul modello di quelle realizzate a Locri da monsignor Bregantini, per il recupero e l’integrazione sociale delle persone coinvolte in problemi di droga e malavita, fornendo loro un lavoro e la possibilità di una svolta.

Sbirciato su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 30 marzo 2012

Annunci