di Francesco Storino

PAOLA – Si parte dal basso per puntare in alto. Alessandro Pagliaro e la “sua” Cambia Paola” si presentano così, in piazza del popolo. Introduzione affidata a quello che in città è diventato un simbolo della lotta per i diritti del lavoro e dei senza voce. Stanislao Focarelli parla in diretta telefonica dalla Torre del binario 21 di Milano. Testimonianza importante che ha un preciso significato. Oggi di torri ce ne dovrebbero essere mille. Un impegno senza risparmiarsi, senza avere paura. Focarelli parla al cuore ed apre la campagna ufficiale del candidato a sindaco. Un appoggio simbolico «sono con voi dice – anche se da lontano il mio sostegno è per il vostro progetto».

Pagliaro sta ad ascoltare raccogliendo le parole di Stany e di Concettina Condino per lanciare poi la sua sfida verso i listoni di Gravina e Ferrari. Sul palco accanto a lui oltre alla Condino del comitato “M.Bonavita” vi è Marta Perrotta, storica dirigente del Prc prima e della Fds adesso. La Perrotta ha largheggiato parlando di politica nazionale per poi mettere in risalto i parallelismi con quella locale. Dai cambi di casacca ai giochi di potere. La dirigente di Fds che è tra i candidati al consiglio comunale è partita sparata: «la classe politica locale ha provocato un buco neo nel cuore della democrazia. I diritti dei cittadini non stanno più a cuore ai professionisti della politica che hanno creato una casta indifferente ai nostri bisogni e ai nostri diritti. Tutto quello che sta capitando – ha aggiunto – non è il frutto di un triste destino ma il risultato di anni di incuria  da parte di una casta indifferente e pasticciona. La città deve riprendere in mano le proprie sorti senza delegare il proprio futuro a nessuno». Quindi l’attacco al sindaco: «A nessuno di quelli che hanno gestito sino ad oggi, dimostrando di non essere in grado di programmare, gestire, programmare. Paola è ferma. È come una macchina col motore guasto. Ma tutti insieme possiamo ripartire. Con energia, coraggio e passione».

Parole che vengono sottolineate anche da Alessandro Pagliaro il candidato a sindaco di quello che si sta delineando come un progetto nuovo per una città da sempre ancorata ai poteri forti e che poco “cambia” a dirla con lo slogan delle liste della sinistra. Crescita e sviluppo per Pagliaro mancano da troppi anni: «Paola è una città frenata. E la politica ha le sue colpe». Frecciate a Carlo Gravina: «chi ha un lungo passato a destra non può rappresentare il centrosinistra».

E sul programma «La nostra è una proposta a maglie larghe, appositamente concepita per arricchirsi del contributo di ciascuno. Insieme alla gente di Paola, ai quartieri  che «conoscono meglio di chiunque altro i problemi veri ed è in grado di indicare le soluzioni più efficaci».

Alessandro Pagliaro è consapevole di trovarsi a combattere contro i cosiddetti “politicanti di mestiere” ma nonostante tutto una prima battaglia l’ha vinta. Un sondaggio su un blog locale lo dà tra i candidati al ballottaggio. E per i navigatori è lui l’uomo della sinistra.

SBIRCIATO su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA dell’11/04/2012

Sul post dell’11/04/2012 il video del comizio.

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