Questa la prima pagina de IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA del 6/09/2011 (giorno del consiglio comunale straordinario sul mare sporco): il giornalista, presente in aula consiliare, si è sentito dire dall'assise che la foto non riguardava il mare paolano. N.B.: foto scattata il giorno prima della sua pubblicazione.

E Paola?

Pare che molti, cittadini e turisti, siano convinti che la melma marrone che puntualmente inquina l’estate paolana, e non solo, abbia una direzione predominante: da nord verso sud.

Alla luce di ciò e SBIRCIANDO tra le pagine della cronaca locale odierna, ci si chiede come mai l’ispezione di cui parla il primo cittadino di San Pietro in Amantea, da parte degli agenti inviati dal procuratore capo Bruno Giordano in merito all’inchiesta sulla depurazione, non abbracci più km di costa ma si limiti al tratto tra san Lucido e Amantea.

Sarà per le deboli (se ci sono state) pressioni dell’Amministrazione Comunale di Paola rispetto a quelle più veementi di altre amministrazioni di comuni limitrofi?

Ricordiamo alcuni post che SBIRCIAPAOLA ha pubblicato al riguardo, uno in particolare: “POVERO MARE, POVERI NOI. POVERI LORO.” in cui abbiamo analizzato la delibera relativa al Consiglio Comunale del 6 settembre 2011 indetto ad hoc per la problematica “mare sporco”. L’analisi di tale delibera, scarna nelle parole scritte (rispetto alla realtà che si viveva in aula), in quanto per ovvie ragioni sarebbe stato difficile riportare lo stato d’animo alterato e incredulo dell’uditorio, mentre tranquillo e per niente sottomesso appariva quello dell’assise, rileva però l’ipocrisia delle parole di chi sembrava amministrasse un altro Comune. Vi invitiamo a dargli una ripassata.

La comunità di San Pietro in Amantea “esige risposte”, il suo primo cittadino smuove le acque.

 

 

La comunità di Paola avrebbe le stesse esigenze, il suo primo cittadino pensa alle elezioni.

Tramite queste due immagini SBIRCIAPAOLA vi invita a notare le differenze (geografiche) tra i due Comuni.

 

Segue l’articolo SBIRCIATO su GAZZETTA DEL SUD del 14/04/2012 che, come tanti altri articoli passati, ci ha dato il “la” per approfondire una tematica volta al tentativo di aprire gli occhi dei paolani e degli amministratori per tentare il salvataggio della stagione balneare alle porte.

«Mare sporco, la comunità esige risposte» Chiesto un incontro con il presidente della quarta Commissione regionale sull’assetto del territorio.

Ernesto Pastore
Amantea
Il sindaco di San Pietro in Amantea, Gioacchino Lorelli, ha chiesto un incontro al presidente Alfonso Dattilo, che coordina i lavori della quarta Commissione regionale, competente in materia di assetto e utilizzazione del territorio.
Il primo cittadino vuole essere ascoltato «in merito alla grave situazione che vede coinvolti i cittadini non allacciati alla pubblica fognatura, oggetto di accertamenti di carattere giudiziario ed amministrativo». La vicenda è strettamente legata all’inchiesta sulla depurazione portata avanti dalla Procura della Repubblica di Paola. Il procuratore capo Bruno Giordano, allo scopo di restituire al Tirreno la dignità che merita, ha avviato un controllo a tappeto nelle case di campagna situate nel raggio di alcuni chilometri dalla costa. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti ci sono soprattutto i pozzi neri che scaricano nei torrenti (e di conseguenza a mare.) senza alcun tipo di controllo o filtro. Le ispezioni in questione vengono svolte dagli uomini della Polizia provinciale che hanno già notificato agli avventori multe per migliaia di euro.
Il sindaco di San Pietro, pur ammettendo la validità dell’inchiesta portata avanti dai magistrati paolani e confidando nell’operato dei giudici, ha accolto le preoccupazioni dei propri cittadini avviando un confronto con gli enti municipali compresi lungo la litorale tirrenica tra San Lucido ed Amantea. Tutti questi Comuni, infatti, verranno ispezionati dagli agenti. A questo proposito lo scorso 29 marzo si è tenuta una prima assemblea dei sindaci che hanno concordato sulla necessità di coinvolgere l’ente regionale.
«La questione relativa agli scarichi fognari – spiega Lorelli – ha destato l’allarme dei cittadini, cui vengono notificati verbali di quasi seicento euro ciascuno. Partendo da questo presupposto, insieme ai referenti degli altri centri interessati, è stata convocata una nuova assemblea, nella sala consiliare di San Pietro, dove è stato discusso dei possibili provvedimenti da intraprendere per andare incontro alle esigenze dei residenti.
«La nostre rispettive comunità – conclude Lorelli – chiedono legittimamente risposte concrete in merito a problematiche che non possono essere risolte dai singoli amministratori locali, ma devono trovare la giusta soluzione nell’ambito di un rapporto di collaborazione di tutti i soggetti pubblici interessati. La richiesta di essere ascoltati dagli organi regionali competenti s’inserisce nell’ambito delle sinergie necessarie alla risoluzione della problematica».
L’inchiesta della magistratura cominciò allorché, puntuale ad ogni estate, nei comuni della fascia del Tirreno esplodeva la polemica sulla balneabilità. Le lamentele e le proteste, con denunce e telefonate alle forze dell’ordine e ai municipi, giungeva quasi quotidianamente da turisti, albergatori e bagnanti. A questo punto, la Procura concesse decine di decine di deleghe ai fini delle indagini, così da capire quali sono i motivi che provocano l’inquinamento del litorale tirrenico.
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