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Oggi, 17 aprile, verranno scelti i 12 finalisti, entro cui sarà selezionata la cinquina che il 5 luglio, al ninfeo di Santa Giulia a Roma, concorrerà per la proclamazione del vincitore. Il podio del 2011 fu di Edoardo Nesi con “Storia della mia gente” (Bompiani).

Questi i libri candidati:

1. *La logica del desiderio (Giulio Perrone Editore) di Giuseppe Aloe. Presentato da Alessandro Masi e Walter Mauro.

2. Il silenzio dell’onda (Rizzoli) di Gianrico Carofiglio. Presentato da Rosellina Archinto e Ferruccio De Bortoli.

3. La fame delle donne (Manni) di Marosia Castaldi. Presentato da Cesare Milanese e Francesca Pansa.

4. Piccolo testamento (Laurana) di Gabriele Dadati. Presentato da Gherardo Colombo e Romano Montroni.

5. Così in terra (Dalai Editore) di Davide Enia. Presentato da Roberto Alajmo e Gianni Borgna.

6. Nel tempo di mezzo (Einaudi) di Marcello Fois. Presentato da Marino Sinibaldi e Domenico Starnone.

7. La colpa (Newton Compton) di Lorenza Ghinelli. Presentato da Giuseppe Leonelli e Sergio Santoro.

8. Malacrianza (Nutrimenti) di Giovanni Greco. Presentato da Paolo Di Stefano e Gabriele Pedullà.

9. L’ultima passeggiata (Mursia) di Gabriella Guidi Gambino. Presentato da Gianni Letta e Paolo Marconi.

10. Il corridoio di legno (Voland) di Giorgio Manacorda. Presentato da Enzo Golino e Claudio Strinati.

11. La rabbia (Transeuropa) di Marco Mantello. Presentato da Raffaella Morselli e Lorenzo Pavolini.

12. La scomparsa di Lauren Armstrong (Fandango) di Gaia Manzini. Presentato da Luca Canali e Giuseppe Patota.

13. Luna di notte (Gremese) di Amos Mattio. Presentato da Maurizio Cucchi e Stefano Giovanardi.

14. **La sesta stagione (Cavallo di ferro) di Carlo Pedini. Presentato da Arnaldo Colasanti e Renato Minore.

15. Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi (Mondadori) di Alessandro Piperno. Presentato da Giorgio Ficara e Raffaele Manica.

16. Amorino (Bompiani) di Isabella Santacroce. Presentato da Enrico Ghezzi e Angelo Guglielmi.

17. Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie) di Emanuele Trevi. Presentato da Raffaele La Capria e Francesco Piccolo.

18. Il vuoto intorno (Il foglio letterario) di Claudio Volpe. Presentato da Dacia Maraini e Paolo Ruffilli.

* Giuseppe Aloe, l’autore di LA LOGICA DEL DESIDERIO, è calabrese: originario di Cosenza, vive tra Milano e il Portogallo.

** Il libro LA SESTA STAGIONE di Carlo Pedini, sarà presentato prossimamente a Paola in un evento organizzato da SBIRCIAPAOLA  e dall’associazione SF(i)DA. Di seguito una recensione apparsa su LA STAMPA. 

Come Thomas Mann racconta la decadenza di una famiglia della borghesia tedesca, denunciando più in generale il fallimento dell’intera classe borghese europea, “La Sesta Stagione”, narrando del processo di decadimento della comunità di Civita Turrita, mostra la fine della Chiesa cattolica tradizionale e di tutto il suo sistema di valori, con una scrittura fluida, chiara, sensibile al ritmo degli eventi e legata a uno studio scrupoloso di fonti e documenti.

Un romanzo straordinario che racconta la storia del nostro paese dal 1934 al 1985, dai patti lateranensi agli anni di piombo. Un grande affresco sui caratteri, i pregi e i difetti degli italiani, attraverso la vita di un pese della provincia toscana. Un’opera prima presentata al Premio Strega dall’editore Cavallo di Ferro, che crede in questo autore, Carlo Pedini (Perugia 1956), musicista, compositore e direttore d’orchestra, che insegna al Conservatorio di Perugia, è stato per diversi anni direttore artistico della Sagra Musicale Umbra ed è autore di opere liriche, sinfoniche e da camera (è uno degli autori della Missa Solemnis Resurrectionis eseguita in Campidoglio per il Giubileo del 2000).

Il paese del romanzo è Civita Turrita , nel 1934, la gente si prepara a festeggiare solennemente, dopo dieci anni di lavori, l’inaugurazione del Santuario dell’Immacolata Concezione, voluto dal Vescovo per ringraziare la Vergine della fine della Grande Guerra con i suoi numerosi lutti. Un inizio di festa per il racconto della decadenza della comunità civile e religiosa di Civita Turrita, raccontata attraverso le esistenze di tre giovani seminaristi: il timido e ingenuo Piero Menardi (voce narrante del romanzo), vittima consacrata per espiare la colpa di uno zio ordinato sacerdote e poi divenuto ribelle; il serio e avido Ottavio Pettirossi, destinato a diventare uno dei più fervidi sostenitori dell’integralismo cattolico; l’allegro e scapestrato Oreste Riccoboni, che sogna una brillante carriera di cantore fino a quando un incidente non lo costringe a rinunciarvi.

Una parabola che si compie in uno spazio di quasi cinquant’anni, toccando gli eventi salienti della nostra storia recente (il fascismo e i crimini di guerra, i Patti Lateranensi, la nascita della società e dei partiti di massa, l’opposizione fra chiesa e democristiani da una parte contro socialisti e comunisti dall’altra, il Concilio Vaticano II, l’alluvione di Firenze, il sessantotto, gli anni di piombo). Assieme a questi grandi fatti, quelli minimi, locali, ancorati alla vita della piccola comunità, che hanno una corrispondenza puntuale con quel che avviene nel paese e ne rispecchiano i mutamenti, cui non ci si può sottrarre. Sotto i colpi della storia e l’incidere del tempo e della modernità, anche il microcosmo apparentemente perfetto della diocesi si sfalda, trascinando con sè i destini dei tre seminaristi, del Santuario e dell’intera collettività civitese. Attorno alle tre figure centrali si muove una vera folla di altri personaggi, a cominciare da rappresentanti del mondo ecclesiastico (come Papa Pio XII e Giovanni XXIII), sino a quelli della politica, della musica, sino alla realtà contadina, delle corporazioni artigianali e delle classi popolari. Non è però solo la prospettiva storica a distribuire e ordinare su successivi piani di profondità gli eventi. Carlo pedini ha scelto di ricalcare nella struttura del suo romanzo quella dei ‘Buddebrook’ di Thomas Mann, facendo corrispondere a ogni personaggio della saga dello scrittore tedesco un riconoscibile alter ego. È come se Pedini, da musicista, applicasse alla letteratura un metodo di scrittura musicale, seguendo I Buddenbrook come un canone, isolandone le varie unità distintive e riempiendole di variazioni, di nuovi contenuti.

Giacomo Galeazzi

SBIRCIATO su LA STAMPA del 6/04/2012

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