di Francesco Storino

Cara e amata vecchia sfera di cuoio. Quanto hai da raccontare. Storie di gente del dopoguerra alla ricerca di un sogno nei campi di periferia. Paola era un paese ancora ferito. Ma le attività tornavano a rifiorire. Il calcio a quei tempi era seguitissimo e i ragazzi erano accomunati da questa passione. Tra il 1955 e il 1962 a Paola cavalcava l’onda del calcio una squadra giovanile, la Pio XII, che diventava in cinque anni uno dei  migliori e più fertili vivai della provincia. Si “sfornavano” quelli che diventarono negli anni 60’-70’ dei fuoriclasse. Questi piccoli campioncini dai 14 ai 17 anni con la Pio XII partecipavano ai tornei juniores facendo incetta di titoli. Oltre a tantissimi tornei a carattere comprensoriale la Pio XII nel suo albo ha ascritto un torneo nazionale primavera (con nove elementi della rappresentativa regionale provenienti dalla squadra paolana), i campionati provinciali e regionali juniores ed un secondo posto nel torneo nazionale di Sorrento alle spalle della Juventina Lecce che annoverava tra le sue fila Franco Causio. Molti di quei ragazzi hanno scritto pagine bellissime di calcio. La Pio XII lanciò giocatori come Alfredo Ciannameo, Tonino Vita e Gianni Mecca. Ma dove finirono terminata la trafila in questa squadra di giovanissimi? Molti a 17-18 anni passarono alla Paolana (prima in Promozione poi in quarta serie) e da qui il volo: Mecca con la Casertana in B, Ciannameno con la Spal e il Catanzaro in A, Vita con il Cosenza in C. Tantissimi inoltre i ragazzi che la Pio XII “cedette” a titolo gratuito alla Paolana e ad altre squadre della provincia. “Lo squadrone”, così lo ricordano in tanti, ha visto nella sua rosa anche Franco Pasquino, Pasquale Ramunno, Pierino e Aldo Marino, Ugo Valeriano, Antonio Perrotta, Giorgio Sganga, Marcello Gallo, Salvatore Minervino, Nuzzo Calvano, Mario Pastore, Nicola Politano, Michele Focetola, Antonio Brogna, Giovanni Cassetti, Franco Fedele, Nicola Gentile, Matteo; Nicola e Mimmo Romagno, Brunino Estati, Raffaele Siciliano, Giovanni Presta e Becchimanzi.

La Pio XII si allenava e giocava al campo dei Minimi del Santuario.  Il pallone era fatto con pezzi di cuoio cuciti a mano con al suo interno una camera d’aria gonfiabile.  Gli aneddoti di quei tempi ce li raccontano Tonino Storino e Alfredo Ciannameo. Il presidente e quello che è stato uno dei suoi calciatori più rappresentativi. Ciannameo oltre che con la Spal giocò in A con il Catanzaro e a 17 anni venne convocato dalla rappresentativa nazionale juniores. «Indimenticabili rimangono però – ci dice Ciannameo – quei successi a livello giovanile. In prevalenza in quella squadra giocavano figli di ferrovieri perché non pagavano il biglietto e poi perché racimolavano nelle stazioni quanto occorreva per far proseguire il campionato. E sì. Perché a  quei tempi di soldi non ne correvano molti e ognuno doveva badare da sé». Il bomber di Ceravolo sfoglia l’album. «In una partita a Filadelfia scoprimmo il giorno dopo che disputammo la gara contro la compagine vibonese su un terreno dove era sotterrata un ordigno risalente alla seconda guerra mondiale». E chi non ricorda Enzo Miseferi? Il vero e proprio giullare della squadra che promuoveva spettacoli imitando Ida Campagnoli. O quella partita con il San Lucido quando la Pio XII apprendendo via radio che aveva segnato il primo gol in serie A il suo ex campioncino Ciannameo abbandonò il campo. Tempi di vacche magre con questi piccoli campioncini che salivano sugli alberi per portare a casa la frutta. Dove si finiva le partite abbracciati con gli avversari e si giocava con le scarpe rotte per non farsi mettere fuori squadra. Storie nella storia di un’epoca gloriosa.

Annunci