Anche ieri giornata di determinazioni ad opera del Tribunale del Riesame di Catanzaro in merito alla inchiesta Tela del Ragno. Il Riesame, in particolare, ha negato la scarcerazione di Pietro Lo Faro, Antonio Buono, Ilario Pugliese, (sebbene per quest’ultimo è stato revocato il capo di imputazione 30). Antonio Esposito, invece, è stato scarcerato (tutti difesi dall’avvocato Massimo Zicarelli). Martedì 24, invece, si determinerà sulle richieste avanzate per Salvatore Serpa, Giuseppe Sirufo e Alessio Natale. Ieri, invece, a favore di Francesco Desiderato, difeso dall’avvocato Giacomo Middea, il Tdl ha revocato la misura della custodia cautelare in carcere per tre dei quattro capi che costituiscono l’imputazione.
In particolare, il Tribunale ha ritenuto totalmente insussistenti i gravi indizi di reato concernenti il danneggiamento a scopo ritorsivo di autovettura, il porto, la detenzione e l’occultamento di armi di cui ai capi di imputazione punti nn. 34, 37, 37.1 dell’ordinanza medesima. Nei
confronti di Desiderato, pertanto, rimane in piedi, a parere del Tribunale della Libertà di Catanzaro, esclusivamente l’imputazione di cui al capo n.
8 dell’ordinanza in oggetto, l’associazione per delinquere di stampo mafioso, sulla quale c’è piena fiducia che la Corte di Cassazione, presso cui ricorreremo non appena ci verranno comunicate le motivazioni che sottendono al provvedimento emesso dal Tdl, saprà fare piena luce e giustizia, certificando la completa estraneità ai fatti che gli vengono contestati e, conseguentemente, rimettendo in libertà il sig. Desiderato. ,
Intanto, nei giorni scorsi, lo ricordiamo, è stato scarcerato Mario Matera, difeso dall´avvocato Giuseppe Bruno, accusato in concorso ad altri soggetti d´aver preso parte all´omicidio di Pietro Serpa, mentre a carico dell´infermiere Livio Serpa (difeso dai penalisti Gino Perrotta e Giancarlo Pittelli), che comunque resta ancora associato in carcere per l´accusa di associazione per delinquere, è caduta la gravissima accusa di duplice omicidio a danno di Luciano Martello e Rolando Siciliano. Restano in carcere, inoltre, i coniugi
Mario Scofano e Sonia Mannarino (difesi dal penalista  Francesco Scrivano) nei cui confronti cade uno specifico capo d´imputazione. E, ancora, restano associati in carcere Mario Mazza e Francesco Desiderato, nei cui confronti il Tdl ha rigettato la richiesta di scarcerazione. Il Tribunale del riesame di Catanzaro, qualche giorno prima, aveva invece annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di due indagati nell’operazione “Tela del ragno”, Tommaso Gentile e Giacomino Guido, amanteani, accusati dell’omicidio di Luigi Sicoli, commesso nel corso della guerra di mafia che ha insanguinato il cosentino dal 1999 al 2004. Nel corso dell’operazione, condotta il 30 marzo scorso dai carabinieri, sono state arrestate 58   persone accusate di fare parte delle cosche di Cosenza e della fascia ionica e di una decina di delitti. In giudici del riesame hanno così accolto la richiesta dei difensori dei due indagati, gli avvocati Sergio Rotundo e Giuseppe Bruno. In seguito alla decisione, Guido sarà scarcerato, mentre Gentile resta in carcere perché detenuto per altro motivo. Il Tribunale ha annullato anche l’ordinanza emessa nei confronti di Luigi Bruni, di Paola, accusato di associazione mafiosa, figlio del neo pentito Gennaro.  Annullata, ancora, l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Giuseppe Curioso, difeso dagli avvocati Gino Perrotta e Francesco Scrivano. Il solo Romolo Cascardo, accusato di associazione per delinquere e già imputato nell´ambito del precedente processo sul delitto Maiorano, resterà in carcere. A suo carico, infatti, il Tribunale della Libertà ha confermato la misura. Sessantatrè le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nell´ambito di Tela del Ragno. Nell’operazione sono anche stati sequestrati beni per 15 milioni di euro. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa, omicidi, tentati omicidi, usura
ed estorsione. In particolare sono stati ricostruiti 12 omicidi e tre tentati omicidi. Con l’operazione antimafia sono state colpite le cosche Lanzino- Cicero di Cosenz, Muto di Cetraro, Scofano-Martello- Ditto-La Rosa e Serpa di Paola, Calvano e Carbone di San Lucido, e Gentile-Besaldo di Amantea.

SBIRCIATO su Calabria Ora del 21/04/2012

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