ImageLa data di oggi, per me, non è solo un punto della mia biografia letteraria, ma è qualcosa di più perché costituisce un altro atto di amore verso la mia Città e una manifestazione di affetto e di stima verso i miei concittadini e, in particolare, nei confronti di coloro che vivono ormai per il mondo e nei riguardi di quanti pur non essendo nati qui hanno scelto di vivere nella Città di san Francesco, dove, peraltro, sono nati i propri figli che sono i nuovi Paolani. Penso anche agli oriundi. Sono stato invitato a scrivere questo Inno a Paola dal sindaco Roberto Perrotta, il quale, in piena sintonia con me, ne ha condiviso l’impianto e l’amore che lo sostiene. Quello stesso amore che ha coinvolto i due musicisti, Alessandro e Albino Presta, che hanno composto le musiche e che meritano anch’essi l’ammirazione e la stima di tutti i Paolani. L’Inno è nato con un linguaggio semplice e popolare come popolare è la sua musicalità. Non si tratta, quindi, di un ritmo marziale o di riscossa patriottica o religiosa, ma di un canto d’amore, di una melodia moderna. Un canto che tutti possono intonare, dai giovanissimi agli anziani. Ho cercato di ripercorrere i punti più significativi della Città, lasciando il ritornello come un intercalare nelquale resta vivo e presente il nostro Santo. Emerge senza volerlo, il senso antropologicodell’identità di un popolo. Sono lieto che l’Inno sia stato presentato in occasione della ricorrenza del Cinquantenario della proclamazione di san Francesco da Paola a Patrono della Calabria. Paola è la Città che ha il nome di donna e comeuna bella donna va amata di amore virile.Voglio ringraziare per questo giorno di gioia, che sto vivendo insieme con la Città, il sindaco RobertoPerrotta, l’assessore Ettore Ferrigno, i musicisti compositori, i componenti l’ensemble orchestrale unitamente alla giovanissimacantante flautista Roberta Presta, il soprano Cesira Frangella (ospite d’onore) che ha incluso nel suo vasto e variegato repertorio portato intournèe per il mondo con passione e grande professionalità, alcuni dei miei canti sul nostro Santo ed altre mie canzoni. Un grazie particolare a Paolo Alampi che ha supportato la presentazione dell’Inno caratterizzandola con un’impronta culturale come sa fare in ogni circostanza in cui è protagonista. Grazie a tutti voi con l’affetto di sempre.

Attilio Romano
SBIRCIATO su Calabria ora,  23.04.2012

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