SBIRCIAPAOLA riceve e pubblica.

Lettere e mail sono state inviate e consegnate nei giorni 16-17 Aprile dal Comitato “Il mio voto va rispettato” ai quattro candidati a sindaco!!
Cosa e in che modo hanno risposto?
Basilio Ferrari: “ho ricevuto la vostra lettera presso la sede della mia segreteria. L’ho letta, condivido. Vi invito a leggere il mio programma proprio in merito alla gestione del servizio idrico integrato. Se i cittadini di paola mi daranno l’onore di essere sindaco di paola chiedo il vostro aiuto affinchè, subito, si affronti la questione servizio idrico integrato – ato. Troppe cose non chiare. affidamenti del servizio onerosi per i cittadini e speculazioni.”

Alessandro Pagliaro ha chiesto subito un incontro, che si è tenuto nella sua sede con il quale ha rassicurato che se sarà eletto a Sindaco provvederà subito alle modifiche statutarie e si farà promotore proprio nelle riunioni con le ATO alla ripubblicizzazione del servizio e all’abbattimento della tariffa (che a Paola tocca il 17% circa).

Giovanni Abruzzo e Carlo Gravina NON PERVENUTI…cioè non hanno dato risposta in merito, su un argomento di vitale importanza per la democrazia e per la scelta che è stata fatta lo scorso anno durante i referendum! Troppo impegnati per la campagna elettorale?

Di seguito il testo della missiva inviata.

 

Egregio Candidato a Sindaco per la Città di Paola,
con la presente la vogliamo informare che è stato costituito a Paola il Comitato
“Il mio voto va rispettato”.
La nascita di questo Comitato è dovuta al fatto che, nonostante a Giugno dello
scorso anno la maggioranza dei cittadini italiani ha espresso con il proprio voto
una volontà chiara e indiscutibile, a tutt’oggi non si è provveduto a dare pieno
corso ai due punti che erano oggetto dell’azione referendaria.
Il 12 e 13 giugno 2011 le cittadine ed i cittadini italiani sono stati chiamati a
pronunciarsi su quattro quesiti referendari, due dei quali attenevano alla gestione
del servizio idrico.
Il secondo di questi quesiti prevedeva l’abrogazione parziale dell’art. 154 del
Testo Unico Ambientale (Decreto Legislativo n. 152/06) nella parte in cui si
faceva riferimento “all’adeguata remunerazione del capitale investito”. Il responso
uscito dalle urne è stato pressoché plebiscitario con oltre il 95% di voti favorevoli
all’abrogazione. La nostra amata cittadina ha visto circa 8 mila elettori recarsi ai
seggi e scegliere, insieme a milioni di italiani, l’acqua come bene comune: i SI sono
stati circa il 98%.
Di questi dati, gentile Candidato, non si può non tenere conto poiché esprimono
una precisa volontà Popolare.
La cancellazione dalla tariffa della remunerazione del capitale investito (che
incide per almeno il 7%, ma in alcuni punti tocca la soglia del 25%) è stata al
centro sia della campagna di raccolta firme che della campagna referendaria,
poiché è stata da subito individuata come elemento chiave per far uscire un bene
come l’acqua dalle logiche del mercato e del profitto.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 26 del 2011, nel dichiarare la
costituzionalità di questo quesito referendario, ha già chiarito, in maniera
inequivocabile, che la normativa risultante dall’abrogazione del comma 1 dell’art.
154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 è immediatamente applicabile senza
bisogno di alcun ulteriore intervento legislativo.
Tale orientamento è stato recentemente ribadito dal Ministro dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini, che, nella sua lettera del 24
febbraio , inviata al Presidente dell’Authority Energia e Gas ed alle Regioni, ha
anche sottolineato come la cancellazione della remunerazione del capitale
investito debba trovare immediata esecuzione.
Ma fino ad oggi non c’è stato nessun segnale da parte dei Comuni, infatti tale
quota è ancora riscossa abusivamente; si tratta di un gravissimo attacco alla
democrazia che, al pari delle normative approvate dal precedente governo
Berlusconi e dall’attuale governo Monti in tema di liberalizzazioni dei servizi
pubblici locali, vuole affossare nei fatti la volontà popolare, che da sempre
afferma l’acqua come bene comune e diritto umano universale e reclama una
gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico integrato.
Per questo ci aspettiamo che Lei, in qualità di probabile futuro rappresentante
dello stato più vicino ai cittadini, si attivi per far rispettare l’esito dei referendum,
per quanto è nelle sue possibilità; speriamo che Lei faccia sentire la voce ed i
diritti dei cittadini, gli stessi che l’hanno votata e che hanno decretato l’esito dei
referendum.
Non c’è in ballo solo un problema economico, che ha tuttavia la sua importanza,
visto il periodo di crisi e gli sforzi necessari per non vessare i suoi cittadini con
spese non dovute, ma anche l’essenza stessa della democrazia. Di fronte alla
paralisi della classe politica, costretta ad un governo tecnico per uscire dalle
paludi in cui la nostra nazione sta sprofondando, non è possibile ignorare la
volontà popolare liberamente espressa nei referendum.
Riteniamo che sia opportuno introdurre nell’ordinamento comunale la
definizione di servizio idrico integrato come servizio pubblico essenziale di
interesse generale al fine di garantire l’accesso all’acqua per tutti; che è
necessario individuare e fare propri alcuni principi basilari in tema di concezione
dell’acqua come bene comune; che è opportuno prevedere, in tale percorso di
scelte, la consultazione delle organizzazioni della “cittadinanza attiva”, al fine di
realizzare il necessario processo partecipativo; che uno degli obiettivi è rendere la
società di gestione del servizio idrico un soggetto giuridico di diritto pubblico,
con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza,
trasparenza e partecipazione;l’acqua è un bene comune, un diritto umano
universale non assoggettabile a meccanismi di mercato; la proprietà e la gestione
del servizio idrico devono essere pubbliche e
improntate a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni
future) e rispetto degli equilibri ecologici.
Per questi motivi, il nostro Comitato Le chiede di avviare,se ovviamente sarà
eletto a Sindaco,il complesso cammino di ripubblicizzazione dell’acqua a Paola,
inserendo nello Statuto comunale i seguenti punti:
• riconoscimento del diritto di accesso all’acqua come diritto umano,
universale, indivisibile, inalienabile e dello status dell’acqua come
bene comune pubblico;
• principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico
integrato: tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non
estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da
utilizzare secondo criteri di solidarietà;
• riconoscimento della gestione del servizio idrico integrato quale
servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto
servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e
pari dignità umana
a tutti i cittadini.
• di procedere di concerto con il Forum dei movimenti per l’acqua e con
il Comitato Il mio voto va rispettato all’audizione di esperti nei settori
giuridico, economico, aziendale, al fine di acquisire ulteriori
conoscenze per l’elaborazione di un modello di gestione coerente con i
principi richiamati in precedenza
• di garantire l’attività di consultazione e di condivisione in condizioni
di massima trasparenza e partecipazione, anche mediante l’utilizzo del
web.
• di inserire come ordine del giorno del Primo Consiglio Comunale, la
discussione sull’applicazione dei risultati referendari e di proporre,
nelle opportune sedi, tale percorso ai comuni dell’Ato.
Le chiediamo di assumere una posizione chiara e inequivocabile circa il cambio di
indirizzo della gestione del servizio idrico.
Le chiediamo di seguire la volontà Popolare; quindi, per concludere,la invitiamo
a risponderci tramite mezzo mail al seguente indirizzo:
acquabenecomunepaola@gmail.com per farci conoscere la Vostra decisione.
Certi di tanto, porgiamo distinti saluti.

Comitato acqua bene comune Paola-Il mio voto va rispettato.

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