ImageAnalizziamo un po’ i fatti raccolti con racconti di tanti testimoni e proviamo a dare una versione meno colorata.

Il candidato consigliere non si è calato affatto dal primo piano dell’ufficio elettorale per sfuggire a un controllo dei carabinieri o della polizia ma solo perché “invitato” da altri candidati al consiglio ad uscire da quell’ufficio perché non era consentito accesso ai candidati al consiglio comunale. La “diatriba” è stata solo dovuta da questa presenza nell’ufficio e non ad altro. Naturalmente l’ufficio elettorale non è posto al primo piano ma a pian terreno. Chi conosce il comune di Paola lo saprà meglio di noi.

Il candidato al consiglio “incriminato” per questo fatto dopo aver dialogato accesamente con gli altri candidati al consiglio della stessa lista dell’Udc (questo sì) è andato via per poi ritornare in un secondo momento col solo fine di spiegare i fatti a polizia e carabinieri. Nessuna fuga quindi.

Certo colorare un po’ a volte rende ricco un articolo. Ma basta che lo si faccia raccontando filo e per segno i fatti. Nessuna critica, solo un appunto.

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