Pare che la campagna elettorale appena conclusa (in parte), sia stata caratterizzata anche da tante promesse. Da marinaio o no, per carpire un voto si è fatto questo e altro. Se poi non saranno rispettate, per molti, poco importa. Fin qui nulla di nuovo.

Noi SBIRCIATORI pensavamo però alle promesse che qualcuno “rispetta”.

Facciamo un esempio.

La mia società di servizi, circa 15 famiglie per quasi 40 voti, col cambio d’aria politica in vista, comincia ad avere timore che non possa più mantenere i privilegi che per anni hanno fatto lavorare tanti ed arricchire pochi. Si avvicina quindi il candidato di turno, quello di riferimento che mi ha fatto lavorare, ma anche quello nuovo che promette continuità lavorativa se invece d’appoggiare il vecchio appoggio lui, e mi garantisce incarichi e gare blindate.

Così è nato il quesito: l’imposizione di una società di servizi per accordi simili intrapresi in campagna elettorale, senza citare i meandri della legge per voto di scambio, non scavalcherà qualche altra società similare , magari con le carte più in regola e con qualche esperienza in più? E che se scavalcata per clientelismo rischierà di licenziare i suoi dipendenti?

Sembra un cane che si morde la coda, la prima lavora per raccomandazioni, la seconda per professionalità acquisita. Tutt’e due in bilico e sotto scacco del politico che ad ogni tornata elettorale bussa alla porta alla ricerca di consensi “tutt’altro  che liberi”.

Questa è solo una sfumatura grigia del fare politica di alcuni. Il voto libero che abbiamo urlato da queste pagine sembra essere limitato a quei pochi che formano la coda della compagine politica locale.

Altro contenitore di voti, per la campagna appena conclusa ma anche per le passate tornate elettorali, è sempre stato l’ospedale.

E’ risaputo che molti incarichi nella sanità hanno lo stampo politico, molti altri sembrano invece più puliti perchè vestiti da concorsi, spesso pilotati.

Tra medici, infermieri, inservienti, primari, analisti, portantini … c’è naturalmente chi ricopre incarichi per proprie capacità professionali e chi invece dovrà ringraziare a vita il personaggio che tramite la politica l’ha piazzato in questo o quel nosocomio.

Stringe il cuore ascoltare certe storie ma se ce le hanno riferite, e in parallelo ci sono pervenute numerose, da diversi SBIRCIATORI, ci sentiamo costretti a riportarle.

Le frequentazioni delle strutture sanitarie locali da parte di politici in carica e loro parenti o amici, sono state numerose negli ultimi mesi. Pare che i reparti più ambiti dai procacciatori di voti di cui sopra siano stati Nefrologia e Oncologia. Reparti questi dove la permanenza dei pazienti è lunga e obbligata, spesso accompagnata dalla presenza di parenti e amici. Quale miglior posto per prendere due piccioni con una fava? Farsi aprire le porte da personale consenziente per accedere in reparto in giacca e cravatta, dimostrarsi disponibili, esortare il personale ad avere un occhio di riguardo nei confronti del dializzato di turno perchè amico o parente. Azioni ripugnanti che però pagano. Centinaia di voti si raggiungono anche così.

E che dire dei numerosi medici candidati o in prima linea nella bagarre elettorale che illudono i poco abbienti, loro assistiti, con promesse di vario genere? Come se non rientrasse nei loro doveri assistere il malato incondizionatamente.

Questa è la politica rasoterra che inquina quella nobile, quella fatta di impegni e non di promesse, quella che cerca e non chiede. Cerca il consenso attraverso il voto libero da condizionamenti, anche se questo raramente porterà a risultati a tre cifre ma rende liberi tutti, chi vota e chi è votato.

La libertà non ha prezzo.

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