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L’Italia si è fermata sgomenta alle 7.45 di Sabaro 19 Maggio 2012. A Brindisi.

Colpire i giovani che vanno a scuola pare abbia pochi precedenti.

E’ recentissimo il monologo di Saviano che ci ricordava quello che sarebbe dovuto essere il primo giorno di scuola dei bambini di Beslan trucidati da 32 fondamentalisti islamici e separatisti ceceni. Fecero irruzione nella scuola più importante della cittadina russa uccidendo 331 persone, tra cui 186 bambini. Era il 2004 quando la strage di Beslan sconvolse il mondo intero. Saviano, con parole pacate che non vogliono provocare pathos, sceglie di raccontare a Quello che (non) ho proprio quanto accadde quel terribile giorno dal punto di vista delle mamme delle centinaia di bambini che a causa di quell’attacco pregno di vigliaccheria, persero la vita.

“Un atten­tato con­tro una scuola, con­tro degli stu­denti. Inermi, indifesi. Non esiste fero­cia parag­o­nabile. E di fronte a questi orrendi atti ogni momento di lucid­ità vac­illa”.

Così scriveva Saviano nel suo articolo di ieri apparso su La Repubblica.

Si, “ogni atto di lucidità vacilla”. E credo che sia un bene che vacilli, anche solo per qualche giorno. Quel giorno però dovrà restare indelebile nelle nostre menti perchè “sulle mafie, appena si abbassa l’attenzione tutto precipita”.  E se vacilla perchè anche i media non censurano più la parola merda, è bene che vacilli.

“Un idiota può produrre più merda di quanta tu non possa spalarne”.

“Chiunque voi siate, siete delle merde. Non siete uomini, non siete nemmeno bestie. Gli animali di queste atrocità non ne commettono. Spero soltanto che voi finiate dritti nella caldaia dell’inferno.”

“La mafia è ancora una montagna di merda”.

Non fa più ribrezzo ascoltare la parola merda, è ormai un naturale sfogo rabbioso. Lo strazio della morte di Melissa e la sofferenza degli altri studenti sembra l’abbiano sdoganata. Non è più un termine di basso loco, stragi simili fanno vacillare la lucidità di chiunque: la rabbia non è dovuta a ingenuità, ma a certezze. Chi la manifesta sembra investito da un dovere, liberamente assunto: e nell’esprimerlo ci sentiamo liberi d’investire tutta la volgarità necessaria.

Chiudo con le parole di Giampaolo Rossi, blogger di Wild Italy.

“Uccidete anche me! Si, proprio me. Non sono nessuno, ma mi prendo la colpa di volere una società civile. Mi dichiaro colpevole, perchè per me la mafia è una montagna di merda. Voglio essere punito perchè credo nell’operato della magistratura e nell’onesta delle persone perbene. Sono macchiato dell’infamia di credere nella lealtà intellettuale. Ho lo spregevole difetto di non credere in chi dice che “la mafia non esiste, o se esiste di certo non esiste qua.” Mi sfregio del peccato mortale di ritenere colpevoli i colletti bianchi che con la mafia ci giocano a scacchi. Ma quanto la mafia fa scacco matto, le bombe cominciano ad esplodere.”


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