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Quadro sanzionatorio per il mancato rispetto del Patto di stabilità interno dopo le modifiche del decreto.
Ecco cosa si potrebbe prospettare per il comune di Paola, all’indomani della delibera di giunta lasciata in eredità a tutta la cittadinanza dall’ex sindaco Perrotta (vedi la parte 1):

1) Taglio del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo pari alla differenza tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico e comunque per un importo non superiore al 5 % delle entrate correnti registrate nell’ultimo consuntivo.
2) Gli enti che hanno sforato il Patto sono assoggettati al limite alle spese correnti, che non potranno superare il valore minimo dei corrispondenti impegni assunti nell’ultimo triennio.
3) Il divieto di assunzioni abbraccia il personale di ruolo e a tempo determinato, i co.co.co. e i contratti di somministrazione di lavoro temporaneo. Sono inoltre vietati i contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi del blocco.
4) Divieto di ricorrere a mutui e prestiti per il finanziamento degli investimenti.
5) Taglio del 30%, rispetto al valore risultante alla data del 30 giugno 2010, delle indennità di funzione di sindaci (o presidenti di provincia) e assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali (o provinciali).

Nel 2010 in Calabria hanno sforato il patto solo quattro comuni. Siamo in attesa dei dati del 2011.

Torneremo sicuramente sull’argomento in quanto pare concreto il rischio che il Comune di Paola corre.

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