ImageTra il Marsili e il Pollino. Paola tra due fuochi? Pare proprio così. Non è nostro scopo creare allarmismo ma prevenire è necessario. Vediamo perché.

Il Marsili, uno dei vulcani sommersi nel mar Tirreno, s’è risvegliato: è alto il rischio di tsunami in tutto il Tirreno meridionale a causa di possibili eventi franosi lungo i versanti dello stesso vulcano. L’allarme è lanciato dal prof. Franco Ortolani (a fine marzo), ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II. Ma non bisogna lasciarsi prendere dal panico, anzi, “bisogna al più presto organizzare sistemi di difesa dei litorali” come spiega lo stesso geologo in uno studio approfondito pubblicato sul MeteoPortale del Mediterraneo, http://www.meteoweb.it, con cui collabora. La chiave di tutto sta nelle isole Eolie che potrebbero svolgere il ruolo di “sentinelle” e annunciare con netto anticipo l’arrivo dell’onda di maremoto: “Uno studio che ho avviato spiega Ortolani – dopo il maremoto del 30 dicembre 2002 che interessò Stromboli, le isole vicine e la costa compresa tra Milazzo (Sicilia) e Marina di Camerota (Campania), ha evidenziato che, in base ai dati pubblicati (Tsunamis Research Team, Physics Dept – University of Bologna and National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV) – Rome) negli ultimi 2000 anni vi sono stati 72 movimenti anomali del mare che hanno interessato le coste italiane.

ImageE intanto continua a tremare la terra nella zona del Pollino. Dopo quelle di ieri, altre due scosse sono state registrate nella notte, una alle 00.51 ed una alle 6.04, entrambe di magnitudo 2.8. Salgono così ad otto le scosse registrate negli ultimi due giorni, la prima e più forte delle quali di magnitudo 4.3 alle 3.06 di ieri. Le scosse di oggi hanno avuto l’epicentro in prossimità  dei comuni di Morano Calabro e San Basile. Non sono stati segnalati danni a persone o cose.

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