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Se un progetto è valido e utile per il bene comune, sarebbe da stupidi respingerlo per partito preso. Se però il progetto è politico, cioè l’aver creato una squadra d’assessori o avere un consiglio di maggioranza votato dai cittadini, fare opposizione a prescindere su questi argomenti non sembra edificante.

A pochi giorni dall’insediamento già si leggono e sentono pareri sul non operato, sui curricula, sui nomi. Non è forse di serie b questa politica?

Dall’altra parte però, attenzione ad essere obiettivi, che l’etica sia insita nell’operato di tutti, non solo di alcuni, attenzione a riconoscere e scartare progettualità che nascondano interessi privati: in questo caso non siano i consiglieri di maggioranza ad approvarli “a prescindere”.

Speriamo che ci sia la volontà di fare opposizione costruttiva, non a prescindere, con l’obiettivo di ridare valore al consiglio e portare contenuti ribaltando modelli ormai vetusti ma subiti, che hanno portato Paola al collasso.

Per il bene di Paola l’opposizione dovrà essere intransigente e piena di sostanza, dovrà proporre un confronto politico basato sul dialogo. Se ciò riuscirà senza rischiare di cadere nel tranello dell’inciucio, il vantaggio per Paola potrà essere enorme.

A prescindere dal colore politico, il principio è dimostrare che l’opposizione avrebbe agito meglio, avrebbe speso meglio e avrebbe fatto meno debiti. Per fare ciò dovrà prima operare l’attuale maggioranza. Non si può fare un processo alle intenzioni, se lo si facesse bisognerebbe analizzare l’operato di chi ha governato Paola nell’ultimo decennio, e siede ancora in Consiglio, questa volta dall’altra parte.

La maggior parte delle amministrazioni pubbliche oggi è al collasso e il perché appare
abbastanza ovvio: le spese superano le entrate e non serve un genio contabile per capire questa semplice regola.
In passato quanti mutui si sono accesi scaricando nel futuro i debiti?
Opere spesso non necessarie, ma bisognava costruire per “rilanciare l’economia”.

Ora che quel futuro è arrivato e i debiti bisogna pagarli, la colpa non è di nessuno.
Per il bene dei propri amministrati basterebbe un bagno di umiltà in chi oggi sta all’opposizione. Anche da chi farà opposizione fuori dal Consiglio, da chi non ce l’ha fatta e dai cittadini tutti. Oltre a criticare, tutti noi siamo deputati a proporre. Facciamolo allora.

Bisogna dimostrare di voler voltare pagina. Lo dovranno dimostrare coloro che in minoranza, fino a ieri stavano dall’altra parte degli scranni, lo dovranno dimostrare i nuovi. Non saranno certo i nomi a decretare un fallimento della nuova amministrazione, sarà il loro operato.

Crediamo che solo questo spirito di lavoro ridarà centralità all’Amministrazione Comunale su questioni di pubblico interesse.

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