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ImageIn una città come Paola, suo malgrado, ancora intrappolata ne “La Tela del ragno” servono lezioni di legalità. Come quella che ha dato Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978. Nel corso dell’incontro organizzato da Federazione della Sinistra e Cambia Paola in piazza del Popolo si sono ripercorsi a tratti quegli anni. Senza dimenticarsi del presente. Paola rischia di perdere il suo presidio di giustizia. Il Tribunale potrebbe essere soppresso nonostante la gran mole di lavoro che sul territorio viene data al presidio dalla criminalità organizzata. Non per nulla il presidente dell’Ordine degli avvocati Vito Caldiero ha organizzato dal 13 al 21 giugno otto giorni di sciopero.

L’incontro con Giovanni Impastato al quale hanno preso parte gli esponenti della sinistra, Alessandro Pagliaro, Marta Perrotta, Lucio Cortese è stato moderato dal giornalista Alfonso Bombini.

Impastato ha ripercorso i momenti salienti e le idee principali del fratello sottolineando la sua convinta fede comunista. «la mafia è cambiata – ha spiegato – non è più il corpo separato di una volta, ma ormai è tutt’uno col potere politico ed economico (borghesia mafiosa). Le armi contro questo nuovo fenomeno sono la consapevolezza e l’informazione». L’esigenza è quella di «mantenere alti i livelli di attenzione e contrapporsi frontalmente ad ogni accenno di malaffare nepotistico o clientelare (sintomi della mentalità mafiosa)». E ha aggiunto: «In questo senso le parole servono poco, bisogna agire, essere dentro agli eventi con la propria faccia. I partiti devono uscire dalle stanze per parlare con la gente, capire i nuovi linguaggi della musica, di internet. Questo è stato il principale merito di Peppino Impastato, quello di aver capito come raggiungere davvero l’immaginario dei giovani, fondando Radio Aut, unendo la satira politica alla musica». Giuseppe Impastato ha insistito sulla bellezza e sull’ambiente, che erano due punti fermi dell’impegno del fratello. Ha quindi parlato «dell’importanza della memoria, che è l’arma principale contro chi, per motivi economici e criminali, ci vuole togliere dignità e identità per renderci inoffensivi e passivi». La parola “legalità” ha spiegato Giovanni Impastato «da sola non vuol dire niente. Si deve parlare di “legalità democratica”, cioè di regole che imperniate sull’uomo e la sua dignità. Leggi che non abbiano al centro l’uomo e la sua dignità, ma la difesa di interessi di bottega non meritano di essere rispettate».

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