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Le nostre spiagge sono spesso disseminate di lidi a forma di “baita”, senza alcuna grazie estetica, strutture vetuste riciclate da decenni con una mano di pittura e poco altro. Quando invece si rinnovano, il calcestruzzo armato affiora sulle nostre spiagge, come se non bastasse quello che ci invade in città e dintorni.

C’è crisi dovunque ma c’è chi resiste, c’è chi cerca di combatterla alla cieca, c’è chi vede oltre questo nero periodo con lungimiranza e idee “illuminate”.

Un’idea semplice ma allo stesso tempo pratica per sfruttare l’immensa energia che ci arriva ogni giorno dal sole, che fa già capolino in “altri lidi” è l’ombrellone fotovoltaico: l’evoluzione in chiave ecologica del trinomio ombrellone, energia solare e praticità d’uso.

L’ombrellone da spiaggia fotovoltaico, oltre all’illuminazione notturna per allietare una serata chic con lampade luminescenti, può essere dotato di un mini-frigo o di un piccolo ventilatore, ma potrebbe anche essere utilizzato per collegare un pc portatile o altri piccoli apparecchi elettronici.

SBIRCIANDO su jacktech.it:

Se lo compri costa 2.500 euro, se te lo costruisci solo 700.

Marco Ballini, giovane e ingegnoso marchigiano con il pallino del fotovoltaico, ha avuto un’idea semplice ma molto efficace per sfruttare l’abbondante sole estivo dell’Italia: l’ombrellone solare fotovoltaico. Ballini ci ha messo l’idea e due società del Belgio, Extremis e Umbrosa, hanno fatto il resto con “Kosmos” – l’ombrellone fotovoltaico – ed “Eclipse” – il parasole fotovoltaico – che sono due applicazioni della stessa idea.

Sia l’ombrellone che il parasole utilizzano un nuovo tipo di fotovoltaico, quello organico che sembra proprio il futuro in bioedilizia. In pratica, al posto del silicio, si usano dei pigmenti per catturare il sole e trasformarlo in energia elettrica. E neanche poca, visto che i modelli con apertura maggiore arrivano a una potenza di circa 60 Watt. Questo, unito alla capiente batteria inserita nel basamento dell’ombrellone o del parasole – da ben 4,6 Ampere – permette di usare l’invenzione di Ballini per ricaricare sia piccoli gadget elettronici che computer portatili. La batteria si carica completamente in 30-40 minuti di pieno sole estivo e poi, grazie a due prese USB da 5V o a una normalissima presa da 12V, puoi fare il pieno ad un notebook moderno o a dieci iPhone con una sola carica.

Vi chiederete quanto dovete spendere per farvi ombra e produrre energia  contemporaneamente. Il prezzo indicativo dell’ombrellone e del parasole è di circa 2500 euro, cioè circa una volta e mezza il prezzo di un buon ombrellone da giardino robusto in alluminio. Ma c’è da considerare che, oltre al fotovoltaico, si paga anche il design. Se proprio lo volete a breve, potrete scegliere la versione fai da te. Già, perché sta per essere messo in commercio anche un kit per costruirselo in casa in base alle proprie esigenze. Si va dal mini pannello organico da 1,2W e 27×34 centimetri di dimensioni fino ai pannelli più grandi con batteria da addirittura 7 Amper/ora. E si può scegliere anche la versione con lo stabilizzatore di voltaggio, per ricaricare lo smartphone in tempo reale anche quando la batteria non è ancora completamente carica.

Non solo in spiaggia.

E se Paola si dotasse anche di alberi fotovoltaici tuttofare?

Un solo elemento di arredo urbano può offrire mille servizi utili: oltre a produrre energia rinnovabile dai pannelli solari, l’ “albero FV” può ospitare l’illuminazione pubblica e altri servizi ai cittadini.

Un arredo urbano utile: se una faccia dell’albero è rivolta al sole per produrre energia, l’altra è orientata verso i marciapiedi e può ospitare luci a led per l’illuminazione pubblica, semafori, centraline meteo o hot spot wirless. Una sorta di lampione evoluto che, allo stesso tempo, produce un po’ di energia e offre servizi ai cittadini.

Un albero è fatto di foglie e anche loro possono essere fotovoltaiche: l’energia elettrica è prodotta dalle 77 celle fotovoltaiche che compongono le foglie dell’albero solare. Ogni giorno un “albero” del genere riesce a produrre quasi 14 chilowattora, cioè più o meno cinquemila chilowattora l’anno. Che non è moltissimo, ma neanche poco.

Se proprio siete incalliti sostenitori dell’energie rinnovabili, tra il serio e il faceto SBIRCIAPAOLA vi propone una lettura da spiaggia in merito alla “prova costume”.

Sa satollo.com abbiamo SBIRCIATO questo post.

C’era una volta il topless, ma poi è arrivato l’iPhone, l’iPod, l’iPad (siamo in attesa dell’iPet) e tutti gli Android. Dispositivi belli, potenti e che succhino la batteria in un attimo, basta navigare un po’ in 3G, leggere la posta, scrivere le solite stupidate su Facebook e si scaricano.

In spiaggia non c’è corrente elettrica per attaccare l’alimentatore e in genere non c’è quando si è in giro per turismo. Non parliamo poi delle scampagnate in mezzo a quella maledetta natura che non ha fatto le piante con la presa di corrente.

Non c’è problema, se siete una donna o se avete una ragazza disponibile a togliersi la maglietta (almeno quella). Basta infatti che vi spogliate e vi mettiate sotto il sole con il vostro bikini fotovoltaico. Considerato quello che costa, probabilmente si fa prima a comperarsi una serie di batterie (ah, che storia, l’iPhone non si può aprire… per fortuna che ho un Samsung…), ma è pur sempre una alternativa.

Diciamo pure che non è una novità, credo di averlo visto per la porima volta nel 2006… ma con i problemi ambientali che incalzano, mi piacerebbe finalmente vederne uno dal vivo.

La potenza? Tensione di 6 volt per 1,5 ampere… sono circa 10 watt. Ovviamente molto dipende dalla quantità di luce e da come vi esponete (sdraiate è meglio che in piedi). dipende molto anche dal fatto che abbiate una prima o una quarta come taglia di seno.

Per quanto riguarda lo slip, è chiaramente un controsenso il perizoma, quindi lo troverete in formato normale e come culotte: in questo modo anche se vi girate la carica non vi mancherà!

Adesso aspettiamo anche il boxer solare e, una cosa sensata, il capellino fotovoltaico… nel frattempo cambiano le nostre abitudini: con la vicina di ombrellone non cercate di attaccare bottone, ma USB!

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