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SBIRCIATO  e senza esitazione alcuna proposto a voi SBIRCIATORI incalliti.

Ho visto qualche sera fa un bel film intitolato “Un giorno senza messicani “ del regista Sergio Arau. Il film  immaginava la California e la società americana, che si risvegliava un bel mattino, dopo una notte di nebbia, senza messicani. Nel film, i messicani, sparivano di colpo dalla sera alla mattina lasciando uomini soli nel loro letto, fabbriche senza operai, ristoranti senza lavapiatti, distributori di benzina senza addetti alle pompe e meccanici, poliziotti senza lavoro al confine messicano. Nel giro di qualche giorno l’intero sistema economico americano andava in tilt con gravi conseguenze anche dal punto di vista sociale.

La mia immaginazione è subito partita ed ho pensato  cosa succederebbe se in Calabria sparisse di colpo la ‘ndrangheta ? La nostra fragile economia reggerebbe il colpo ? Oggi la nostra regione si mantiene sul nulla, il quadro che viene tracciato da esperti del settore è impietoso.  Le imprese per esempio diminuiscono: nel primo trimestre del 2012 si registra un saldo negativo tra  iscrizioni e cessazioni (+133 unità).  In crisi i settori portanti dell’economia calabrese: artigianato e agricoltura. In Calabria, il prodotto lordo segna un decremento dell’1,8. Scarse sono le esportazioni che rappresentano solo 1% del pil. Le famiglie calabresi dispongono di un reddito pro capite inferiore alla media nazionale del 25,4% e, a causa del minor potere di acquisto, i loro consumi diminuiscono (-2,1%). Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 12,7%, percentuale che, per quanto riguarda i giovani raggiunge il 28,8%. Dieci laureati su cento sono disoccupati (il doppio della media italiana) e l’occupazione irregolare riguarda un terzo delle unità lavorative.  Impietoso anche il quadro che riguarda i sequestri avvenuti da parte della Guardia di Finanza . Nel corso del 2011 la Guardia di finanza ha denunciato in Calabria 4.383 persone responsabili di truffe ai danni dell’Unione europea, dello Stato e della Regione Calabria, recuperando risorse per oltre 83 milioni di euro. Nel contrasto alle truffe perpetrate in materia di finanziamenti comunitari, sono stati denunciate 231 persone che avevano illecitamente richiesto aiuti comunitari per oltre 68 milioni di euro, 20 dei quali sono stati bloccati prima della loro erogazione. Ai responsabili sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di oltre 64 milioni di euro. Nel settore delle truffe in materia di finanziamenti nazionali sono state denunciate 4.152 persone che avevano richiesto finanziamenti per circa 24 milioni di euro. Di questi, circa tre milioni sono stati bloccati prima della loro erogazione. Ai responsabili sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di oltre 19 milioni di euro. Un’indagine eseguita in provincia di Crotone ha portato all’arresto di otto persone, imprenditori e professionisti, ed al sequestro di beni per oltre quattro milioni. La mancata realizzazione del progetto ha provocato un danno per il bilancio dello Stato e della Regione pari a quattro milioni di euro, incassati dagli indagati e finiti in conti esteri nella loro disponibilità. Sono stati effettuati 60 interventi, d’iniziativa o su delega della Procura regionale della Corte dei conti, che hanno consentito di accertare danni erariali per oltre 195 milioni di euro. Significativa, fra le altre, l’indagine sulle stabilizzazioni in provincia di Cosenza di 439 unità di personale precario privo dei requisiti necessari all’assunzione definitiva, che ha determinato un danno erariale di circa 14 milioni di euro. Un economia quindi molto fittizia e basata su finanziamenti illeciti mentre i settori cardini dell’economia calabrese quali l’artigianato e l’agricoltura sono in via di scomparsa totale.

Fantastichiamo quindi  cosa succederebbe giorno per giorno se la ‘ndrangheta , vera economia portante della Calabria sparisse di colpo così come i messicani nel film.

LUNEDì

Le banche calabresi  non incassano agli sportelli , alla loro apertura nemmeno un’euro. Così i conti di molti loro clienti non ricevono alcuna copertura. La loro liquidità scende subito a zero. Ai cittadini che vi si recano per cambiare assegni, o ritirare danaro proprio  gli viene detto di ripassare. Gli stipendi e le scadenze delle banche stesse non possono essere onorate. Si attende il giorno dopo.

MARTEDI’

Anche oggi le banche sono prive di liquidità. Le rispettive direzioni generali con sedi a Roma, Milano, Verona, Firenze decidono di chiudere momentaneamente le sedi in Calabria. I cittadini si affollano davanti i bancomat per cercare di ritirare danaro, ma questi sono stati tutti bloccati dalle sedi centrali. La Carime di Cosenza viene presa d’assalto da dipendenti comunali e operai che si sono visti negare il pagamento degli stipendi.

MERCOLEDI’

Centinaia di aziende municipalizzate, aziende del servizio raccolta rifiuti e di gestione delle discariche, ditte che avevano in appalto grandi opere come l’A3, il Ponte sullo Stretto, lavori di ripascimento a mare,ditte di estrazione cave, impianti di prelievo nei fiumi, imprese costruttrici di strade, porti non ricevono più danaro per i rifornimenti dei mezzi di trasporto, pagamenti del personale, gestione mense aziendali, per cui chiudono tutto e fermano tutti i lavori che hanno in corso. Centinaia di operai e dipendenti restano a casa senza lavoro. Molti sindaci non sanno che fare, i pochi rimasti si appellano al Capo dello stato per far fronte all’emergenza e chiedono la proclamazione dello stato di calamità naturale.

GIOVEDI’

I sindacati chiedono conto alla Regione di quanto sta succedendo, ma diversi consiglieri regionali, funzionari, portaborse, segretari ,evidentemente ‘ndranghetisti appartenenti a cosche, sono introvabili e non si sa con chi parlare. I centralini squillano a vuoto. Da Roma giungono inviti alla calma. Diversi deputati eletti in Calabria sono scomparsi e nessuno riesce a far da tramite con la regione. Le città calabresi senza punti di riferimento e controllo dove prima vi erano piccoli boss locali ,che svolgevano questa funzione,  finiscono nell’essere devastate da vandali e sciacalli giunti da tutto il meridione. I Tribunali,le sedi di partito, i municipi, quasi tutti vuoti, vengono assaltati dalla popolazione e tutti gli archivi vengono bruciati.

VENERDI

La popolazione è oramai alla fame. Quasi tutte le grosse catene di supermercati  e centri commerciali sono chiusi, i piccoli negozi hanno esaurito tutte le scorte i panificatori non ricevono più farina, i trasportatori hanno i loro camion fermi nei depositi privi di carburante. I turisti impauriti sono scappati, molti alberghi sono stati improvvisamente chiusi. Il governo è riunito in emergenza per prendere una decisione.

SABATO

Dopo una notte di discussione, il governo centrale decide l’invio dell’esercito. Nella stessa mattinata 5000 paracadutisti vengono paracadutati su tutta la regione mentre la marina prende possesso dei porti di Gioia Tauro, Villa San Giovanni, Corigliano, Crotone. Migliaia di camion partono dalla Sicilia ,dalla Puglia, dalla Basilicata e dalla Campania per portare provviste  e generi di prima necessità. Tutti gli stipendi ed i pagamenti vari vengono trasferiti negli uffici postali sotto controllo dello stato centrale.

DOMENICA

Nella settimana di libertà dalla ‘ndrangheta molti comuni sono stati autogestiti dalle popolazioni. Associazioni dell’antimafia sociale, volontari si sono sostituiti a sindaci,parlamentari,funzionari,consiglieri regionali, giudici, poliziotti, rimettendo in moto la macchina sociale e della convivenza  civile. Ma vengono subito esautorati tutti e sostituiti a loro volta dall’esercito stesso. La regione è allo stremo senza liquidità e senza alcuna circolazione di moneta.

FINE DELL’IMMAGINARIO

Pensandoci bene però succederebbe più o meno questo. La ‘ndrangheta oggi nella nostra regione controlla tutto, determina tutto. Dall’enorme traffico di droga favorito dal proibizionismo, al controllo dei grossi flussi finanziari tramite i fondi dell’unione Europea, fino agli appalti tutti nelle loro mani tramite loro imprese o imprese compiacenti, al controllo delle città con il pagamento del pizzo, della prostituzione, delle armi, delle discariche e dei rifiuti tossici. Nelle casse dell’ndrangheta entra quindi un enorme flusso di danaro che loro oggi riescono a reinvestire in Calabria ed in tutta Europa. Una decina di giorni fa sono venuti a farmi visita due giornalisti tedeschi che si occupano di antropologia, e li ho accompagnati a Guardia Piemontese, dove si svolgeva la commemorazione dell’eccidio dei valdesi avvenuto il 5 giugno del 1561. Gli amici tedeschi sono rimasti davvero stupiti sia dalla bellezza del luogo che dalla gente che a distanza di tanti secoli ancora ricorda quell’eccidio. Ancora si sono stupiti quando hanno conosciuto un pastore valdese tedesco che vive in Calabria per continuare la sua missione evangelica.  Al ritorno ci fermiamo ad un supermercato per acquistare delle bibite. All’uscita proprio di fronte al supermercato ecco un capannello di persone con al centro un signore anziano. Questo signore lo conosco bene. Ho visto la sua foto sui giornali regionali almeno un centinaio di volte. Coinvolto in omicidi, attentati,imposizioni varie. E’ considerato un boss vero e proprio, che ancora oggi riesce a controllare attraverso le  sue attività commerciali tutta la costa tirrenica. Ha trascorso decine di anni in carcere. Molte sue attività illecite sono state sequestrate recentemente dalla Guardia di Finanza. Risalgono a lui attraverso società fantasma e prestanomi. Si tratta di attività edilizie, strutture alberghiere, villaggi turistici. Attività sparse in tutta Italia. Ed ora eccolo lì tranquillo davanti a noi. Spiego queste cose ai due giornalisti tedeschi che restano allibiti, anche se aggiungono che dopo la strage di Duinsburg ben poco è cambiato anche in Germania. Tutte quelle attività in mano alla ‘ndrangheta mi dicono che sono ancora lì, come prima. Oggi questi personaggi sono così sicuri di essere protetti ed  impuniti che se leggono i propri nomi sui giornali si prendono la briga di querelare per diffamazione il giornalista, sicuri di trovare un giudice che manda avanti la querela senza archiviarla come si dovrebbe fare trattandosi di pluri pregiudicati. Ma lo stato di diritto funziona così, protegge i forti contro i deboli.  La realtà oggi è proprio questa . L’economia calabrese è nelle mani di gente come questa, gente malavitosa,’ndranghetisti,massoni,politici corrotti, che fanno cose per trarne guadagni. Un cane che si morde la coda. Negli anni i ‘ndranghetisti, pieni di danaro liquido sono riusciti a corrompere qualsiasi cosa. Dalla politica, alle istituzioni, ai funzionari, al semplice geometra comunale. Qualsiasi problema lo risolvono loro con i loro mezzi. Se vedi un mega albergo su una scogliera pensi che sia abusivo, perché viene normale pensare che una bruttura non avrebbe potuto ottenere tutti i permessi necessari. Pensi che il tuo vicino di casa, che voleva aprire una finestrella che da sul mare, non è riuscita a farla perché aveva avuto il no della soprintendenza ai beni ambientali, e quindi come si poteva concedere un’ autorizzazione a costruire su una scogliera ?  Non funziona così, non funziona la razionalità nella nostra regione. Funziona il danaro, l’interesse, il favore, il clientelismo. E’ così che piano piano si sono impossessati di tutto. Ed ecco perché se sparissero improvvisamente tutta la nostra regione cadrebbe nel caos.

FRANCESCO CIRILLO

SBIRCIATO su mezzoeuro del 23/06/2012

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