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Alla luce di un’interessante discussione nata su FB riguardo il porto di Paola, SBIRCIAPAOLA ha ritenuto che potesse coinvolgere più utenti possibili spostando tali considerazioni sul blog.

Ciò permetterà a chiunque di commentare e dire la sua.

Anche questa è PROGETTAZIONE PARTECIPATA e farà parte delle pagine relative a SPP: SBIRCIAPAOLA PARTECIPATA.

Ricordiamo i post che si sono occupati dell’argomento:

02/01/2012, 28/12/2011, 26/12/201121/12/2011.

Riportiamo di seguito l’idea di porto per Paola di uno SBIRCIATORE, e le considerazioni che ha scaturito.


Matteo Delle Due Sicilie Un progetto per il Porto di Paola (riveduto e corretto dal precedente) più realistico, concreto ed ecosostenibile di quello attualmente approvato, con un minor impatto visivo sul paesaggio, più utile e soprattutto meno costoso e di più facile manutenzione.

In ogni caso è ancora da valutare l’effettiva necessità d’un porto (turistico o meno) e dovrebbe essere chiamata in causa in merito la cittadinanza, permettendole di esprimersi se necessario anche col voto.

(Il progetto comunque è puramente indicativo e vuole esclusivamente mostrare la potenzialità della zona, pertanto non si pone come alternativa a quello attuale ma come esempio).

Sbircia Paola Credo che alla base debbano esserci conoscenze molto più approfondite d’ingegneria idraulica, urbanistica e aspetti similari. Plaudo comunque all’iniziativa. Un porto, se realizzabile, se realizzabile in tempi brevi, porta sempre sviluppo. Sono a favore della condivisione pubblica d’interventi strategici come questo, il blog SBIRCIAPAOLA si è fatto promotore di una sezione dedicata alla progettazione partecipata nella speranza che possa essere un imput a che diventi prassi nelle decisioni del Comune di Paola. Avanti così, le proposte, le idee, i progetti non sono mai abbastanza, produrne sempre di più non fa che arricchire tutti. Complimenti.

Matteo Delle Due Sicilie Ribadisco nuovamente che questo “progetto” (che è più nello specifico meramente un’immagine) è puramente indicativo e vuole solo evidenziare le potenzialità della zona (bracci) e mostrare graficamente un’alternativa portuale plausibile. Non sono stati compiuti in merito a questa realizzazione grafica studi approfonditi relativi alla realizzazione poiché di progetto non trattasi, ma d’esempio. Le suddette competenze sono comunque state tenute di conto per creare qualcosa di plausibile seppur non accurato al punto da poter essere traducibile, così com’è rappresentato, in progetto concreto.

Auguro una buona giornata.

Sbircia Paola Ok, l’ho capito. In merito alla zona la reputo troppo decentrata rispetto a quella prevista dalla Marina di San Francesco. Un porto oggi molte funzioni in più rispetto alla sua principale di rimessa e ricovero natanti. Dev’essere parte integrante del tessuto urbano, dovrà aprirsi alla città e la città aprirsi al mare per il tramite del porto. E’ comunque un’idea, come tutte le idee vanno condivise, limate, criticate, implementate. Ciao

Matteo Delle Due Sicilie Io reputo invece che un porto moderno, specie in una città che non può sperare di aprire la sua economia al mare dato che non ha merci da esportare, non ha motivo per attrarre gente a se (non ad oggi) e non è mai stata motivo o oggetto di turismo nautico data la storica assenza d’un porto, ASSOLUTAMENTE non debba trovarsi in posizione centrale proprio perché la sua funzione sarebbe meramente quella di porto, ovvero ricovero per le barche e punto di partenza ed attracco per chi voglia fare un giro, pescare, immersioni, ecc.

Un porto centrale a Paola non avrebbe senso:
– primo perché essendo la linea costiera breve ed essendo quel tratto parte della zona centrale (vicina alla stazione ed all’accesso al lungomare dei tre ponti della ferrovia), che logicamente è quella più affollata dai natanti-turisti, si aggiungerebbe un elemento di disturbo che scoraggerebbe il turismo balneare estivo, unica vera fonte d’economia attualmente sviluppatasi a Paola (non perché l’unica possibile ma è un altro discorso) per via dell’inquinamento acustico e delle acque che comporta, il traffico che genera e l’antiesteticità e compromissione della linea paesaggistica (la bruttezza di un porto moderno è disarmante) che creerebbe;
– secondo perché Paola è una località sul mare, non una città di mare, difatti col mare ha sempre avuto un rapporto particolare (Paola ha molti meno pescatori di Fuscaldo che ha meno della metà della popolazione di Paola), cosa dimostrata dal fatto che storicamente, fatto salvo il tentativo del pontile nel ‘900, ed anche logisticamente (per via dell’assenza di rientranze della costa) non vi è mai stato un porto a Paola, ma solo un punto d’attracco, un molo. Cosa che non ha fatto sviluppare certe tendenze e condizioni nel tessuto sociale tali da garantire il successo dell’immissione odierna dell’elemento porto all’interno del sistema paolano.
– terzo ed ultimo, Paola non ha bisogno di un porto più grande di questo, dato che è utopia auspicare un traffico navale tale da giustificare l’entità dell’opera attualmente progettata (gestita da privati e che potrebbe chiudere i battenti lasciando un rudere quando le pare, specie in tempo di crisi) ed una soluzione del genere, più economica, non si presterebbe per le ragioni già espresse nel punto uno (nonostante le sue più contenute dimensioni) e per ragioni logistiche (lo si ricaverebbe sfruttando i bracci, partendo da una condizione di golfo artificiale) ad essere spostata in una zona più centrale. Si potrebbe piuttosto, facilmente, creare una via di collegamento al lungomare retrostante alla ferrovia che all’altezza del fiume che taglia le baracche della zona laghetto si immetta in quella già esistente.

Sbircia Paola Se permetti, sposto la discussione sul blog per aprirla a più utenti possibili.

Matteo Delle Due Sicilie prego, fai pure.

Sbircia Paola Il nuovo porto di Paola non sarà un mero “ricovero per le barche e punto di partenza ed attracco per chi voglia fare un giro, pescare, immersioni, ecc.”. Meno male.

Nessun privato avrebbe investito su un’infrastruttura con tali funzioni.

Con le debite proporzioni cito l’esempio di Barcellona che da quando ha realizzato un porto “moderno” aperto alla città, ha cambiato volto ed è diventata la Barcellona che tutti conoscono. Prima di questo grande intervento la metropoli catalana voltava le spalle al porto ed era dedita alla sola industria. Oggi è la capitale turistica del Mediterraneo.

Proprio perchè paola non ha tradizioni pescherecce dovrà dotarsi d’un porto che funga da volano per lanciarla come capoluogo di un distretto turistico dell’intero Tirreno cosentino.

Abbiamo la fortuna d’essere lo sbocco al mare della ormai conurbata triade Cosenza-Rende-Montalto, potremmo essere la Cosenza Marittima.

I numeri ci sono tutti perchè Paola si trasformi in meglio.

Nessuno auspica un traffico navale, neanche i progettisti, di seguito alcune delle loro intenzioni.

“Il porto sarà operativo per i diportisti 365 giorni l’anno 24 ore su 24. All’interno sarà possibile praticare i principali sport acquatici la cui organizzazione sarà di competenza del nascente yacht club (vela, canottaggio e diving club). L’opera sarà realizzata su uno specchio acqueo di circa 150mila mq ed ospiterà oltre 650 posti per barche e natanti da diporto: sono previsti parcheggi riservati ed un efficiente centro di manutenzione…”.

Direi che tutte le critiche e le analisi sull’opera sono ben accette se costruttive. L’opinione e l’idea di Matteo ha generato una discussione che speriamo continui con chiunque voglia dire la sua al riguardo. Anche i diretti interessati: Comune di Paola e Marina di San Francesco.

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