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Della serie SBIRCIALTROVE.

Paola e Amantea, una sana rivalità che da anni vede vincere la seconda in quanto a mentalità commerciale, la prima per ospitare sevizi e il Santuario di San Francesco.

Nuovo ambito di rivalità cercasi. Detto fatto.

Le due cittadine tirreniche si sono dotate, ad oggi, di due progetti portuali.

Del porto di Paola abbiamo già ampiamente dissertato in numerosi post (vedi 21/12/2011 e succ.), è la volta di SBIRCIARE altrove.

Proprio dietro l’angolo a poche decine di km a sud un altro porto dovrebbe erigersi.

Il progetto, come riporta la brochure di presentazione, nasce dalla volontà di rinnovare l’intera area portuale del Comune di Amantea per integrarla e renderla compatibile con il tessuto urbano, creando una nuova centralità, garante di nuove opportunità per il territorio, un microclima particolare, uno spazio raccolto ma aperto, disponibile a molte delle aspettative di aggregazione sociale. Un grande polo attivo vicino al centro di Amantea e, ancor più, vicino a quello di Campora San giovanni, cerniera di raccordo non solo a scala urbana, ma anche rispetto al resto del sistema territoriale. (SBIRCIATO su amanteanews.it)

Due sono gli aspetti poco chiari nella vicenda che stiamo raccontando.

Scheda estratta dal Masterplan della portulità calabrese: abbiamo evidenziato i porti esistenti più vicini a Paola (ed Amantea).

Il primo – L’estrema vicinanza tra le due infrastrutture progettate. Non ci soffermeremo su questo (per chi volesse approfondire consigliamo di dare un’occhiata al “Masterplan della portualità calabrese redatto dalla Regione Calabria che troverete cliccando qui), ma sembra assurdo che s’impegnino risorse, anche se private, per la progettazione di nuovi porti turistici in luoghi così tanto vicini. A ciò aggiungiamo l’esistenza di altri porti nelle vicinanze.

Il secondo – SBIRCIANDO il progetto del nuovo porto di Amantea è sorta una considerazione prettamente tecnica. Ad oggi il porticciolo esistente di Campora San Giovanni, luogo interessato dal progetto del nuovo porto, è famoso per il fenomeno dell’insabbiamento dovuto a gravi errori infrastrutturali. Non solo, negli anni successivi alla costruzione del porticciolo in questione si è verificata una forte erosione della costa a sud dello stesso, il mare infatti lambisce la ss 18.

Ebbene, il porto progettato per Amantea prevede l’ampliamento dell’esistente, oltre alla realizzazione di un canale interno, e altro ancora.

E’ evidente, sovrapponendo graficamente la geometria del porto progettato a quella dell’esistente, che la conformazione dei moli non è completamente diversa dall’attuale. Sembra strano che si sia pensato all’ampliamento e trasformazione dell’attuale porticciolo e non ad accorgimenti tecnici tali da impedire l’odierno problema dell’erosione costiera e dell’insabbiamento in atto.

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Speriamo di sbagliarci e ci auguriamo che approfonditi studi siano stati effettuati per scongiurare ciò.

Resta comunque il fatto che non reputiamo accettabile lo sfruttamento del demanio pubblico, per infrastrutture di importanza strategica come i porti, da parte di privati, senza un’approfondita pianificazione. Due “costruendi” porti a distanza di 40 km l’uno dall’altro, specie con la presenza di infrastrutture simili nelle vicinanze, non crediamo possa essere plausibile.

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