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Il faccia a faccia tra il giornalista Guido Scarpino e il candidato a sindaco Carlo Gravina,  che molti avranno letto stamane sulle pagine di Calabria Ora, ci ha sollecitati a dare ulteriori risposte ad alcune risposte pubblicate (il gioco di parole chiede scusa).

Saremo sicuramente etichettati come cinici osservatori ma il “politically correct a prescindere” non ci appartiene: la nostra linea di opinione vuole essere un atteggiamento di estrema attenzione al rispetto generale, rifugge l’offesa ma non si esime nel dire la sua, apertamente, a chi si espone pubblicamente e opera, o vorrebbe operare, per la città.

G. S. -Cosa ha rappresentato per lei la candidatura a sindaco?
«E’ un’esperienza esaltante. Ho avuto modo di conoscere e frequentare tanta gente della quale ho apprezzato le qualità umane e culturali. Ho scoperto, cioè, una città ricca di valori morali e di fermenti culturali che merita di essere ascoltata ed amata. È quello che intendo fare da consigliere comunale e dirigente di “Paola al centro”. Dalla campagna elettorale, quindi, esco ancor più motivato e sereno, avendo coscienza di essere stato leale verso i cittadini-elettori: perché ho chiesto il loro voto su un programma originale nella forma e nella sostanza e perché non ho firmato cambiali in bianco. Però, c’è qualcosa che non va…».

SBCPL – “Ho scoperto una città ricca di valori morali e di fermenti culturali che merita di essere ascoltata ed amata”. Crediamo, dal basso del nostro profilo di cittadini, che non si debba per forza affrontare una campagna elettorale per scoprire il motore pulsante di Paola. Oltre tutto il dott. Gravina non ha vissuto al chiuso del suo studio professionale ma è ed è stato esponente politico di spicco in città, doveva quindi già conoscerne i fermenti culturali”.

Ci permettiamo d’esordire con una battuta che tanto battuta non è, la campagna elettorale è finita (per alcuni), non necessitano quindi proclami atti a sensibilizzare gli elettori.
G. S. – Che cosa è che non va?
«Al momento, è una sensazione alquanto spiacevole. Mi auguro di sbagliare. Osservo che, nella maggioranza, persiste un eccesso di demagogia e disinformazione che produce proclami trionfalistici, caccia alle streghe ed imperativi categorici. Eppure la campagna elettorale è finita. È un modello che non apprezzo. Forse perché, nella mia vita, ho preso a riferimento morale quelle persone che lavorano in silenzio, sottraendosi alla tentazione delle tribune mediatiche e delle casse di risonanza. Qui avviene il contrario. Questo incomincia a preoccuparmi».
G. S. – Può fare un esempio?
«Certo. Esistono procedure rigorose per fare il punto della situazione finanziaria di un’azienda, di un ente o di una famiglia. Bisogna censire i debiti ed i crediti e, quindi, sommarli algebricamente. È la differenza tra questi due dati, infatti, l’indicatore che consente di esprimere giudizi tecnicamente ineccepibili e veritieri. Altrimenti si corre il rischio di “dare i numeri” in relazione alla propria convenienza politica. Va da sé che, nel caso in cui i debiti dovessero superare i crediti, non è un buon rimedio gridare “al lupo, al lupo”. Al contrario, bisogna rimboccarsi le maniche per programmare interventi correttivi».
G. S. – Entriamo nei dettagli…
«Mi riferisco, innanzitutto, alla questione Smeco. Sento parlare quasi esclusivamente dei debiti che, negli anni, il Comune avrebbe accumulato nei confronti della società. Non si hanno notizie, invece, delle somme che l’ente locale deve riscuotere a fronte dei servizi
erogati ai cittadini-utenti. Presumo che sia questa visione parziale del problema che consente, sia pure ufficiosamente, di “far correre la voce” sull’esistenza di una presunta esposizione di due milioni di euro».

SBCPL – Ci chiediamo perchè le “somme che l’ente locale deve riscuotere a fronte dei servizi erogati ai cittadini-utenti” non siano state chieste prima, nei tempi utili per evitare contenziosi e ulteriori interessi per morosità, dai componenti della coalizione di Gravina sindaco, che hanno amministrato Paola negli ultimi decenni.

G. S. – Tutto qui?
«No. Penso anche alla raccolta differenziata. Sospenderla è un pericoloso passo indietro.
E’ una modalità innovativa di gestione dei rifiuti. Nel frattempo, si poteva migliorarlo attraverso un capitolato d’appalto che prevedesse il completamento del cicli e la stabilizzazione del personale addetto. La differenziata, poi, consentiva risparmi importanti ai cittadini. La decisione solleva tante perplessità».

SBCPL – Parole che sanno di slogan, che vorrebbero incantare gli sprovveduti. Ben studiate. Crediamo e speriamo che il consigliere Gravina non pensi che i paolani siano sprovveduti e credano alle favole. Restando “sul pezzo”: è stata sospesa la raccolta differenziata porta a porta. Non la raccolta differenziata! Queste le parole del sindaco che SBIRCAPAOLA ha riportato in un post del 22/06.

G. S. – C’è dell’altro?
«Condivido quanto detto dall’on. Sandro Principe per definire il governatore Scopelliti:
un “mago della comunicazione”. A me pare che il sindaco, Basilio Ferrari, voglia superare
il maestro, proponendosi come il “mago dei finanziamenti”.
Ogni volta che si reca alla Regione Calabria, annuncia di aver portato a casa centinaia di migliaia di euro.
Fino ad oggi avrebbe ottenuto:
330 mila per le aree demaniali,
700 mila per il Santuario,
500 mila per la depurazione e, da ultimo, 500 mila per il restyling della città. Siamo seri.
La finanza creativa e la pubblicità ingannevole hanno rovinato l’Italia. Non vorrei che fosse così anche per Paola».
G. S. – In che senso?
«La Regione non fa regali. Finanzia progetti depositati presso i dipartimenti. Se lo ha fatto, vuol dire che questi progetti esistevano, che erano stati visionati dai tecnici regionali e considerati meritevoli.
L’iniziativa, quindi, se non altro per una questione di tempi tecnici, non può che averla
presa la precedente amministrazione comunale. Altrimenti si aprirebbe un caso d’interesse nazionale dai risvolti imprevedibili. Verrebbe fuori, cioè, che la Regione non paga le imprese, ma si trasforma una specie di bancomat per i sindaci-amici».
G. S. – Lei invece cosa pensa stia accadendo a Paola?
«Penso che il sindaco e la giunta abbiano difficoltà ad accendere i motori. Alzano polveroni per supplire alla mancanza di progettualità. D’altra parte, non poteva essere diversamente.
Non avevano un programma pensato sui problemi del territorio, visto che hanno affrontato la campagna elettorale proponendo per Paola le soluzioni copia-incolla della Lega Nord per la Padania».

SBCPL – Lungi da noi voler difendere chi non ha bisogno di difensori, le “soluzioni copia-incolla” non sono riscontrabili solo nel programma della coalizione a sostegno di Ferrari. Basterebbe una semplice ricerca sul web per verificare che il programma di Pisapia per Milano (e di altri candidati del centro sinistra in Italia) era stato redatto pensando anche alla coalizione di centro sinistra per Paola. Di seguito riportiamo alcune immagini che confermano ciò e che durante la campagna elettorale un solerte SBIRCIATORE ci ha fornito: interi periodi copiati (virgole e punti) dal programma di Pisapia.

Il programma della coalizione di Ferrari invece, se una pecca aveva e quindi una critica gli andrebbe mossa (e gliela facciamo), è lo stesso (con le dovute implementazioni) che il candidato a sindaco aveva redatto nel 2007. Da allora il web ha fatto mambassa di copia-incolla. Con ciò non possiamo dichiarare che fosse originale, i riscontri datati 2007 ci mancano, ma almeno un’attenuante l’ha.  

G. S. – Se avesse vinto la sua coalizione non avrebbe avuto gli stessi problemi?
«Al massimo avremmo pagato lo scotto dell’inesperienza. Non avremmo avuto, invece,
lo stallo che deriva dalla mancanza di idee. Le nostre proposte erano chiare anche nei dettagli. Quindi, potevamo renderle subito esecutive».

SBCPL – «Al massimo avremmo pagato lo scotto dell’inesperienza». Una frase questa che è stata scelta per il titolo del post. Inesperienza? Non è forse da decenni che molti esponenti della squadra di Gravina amministrano Paola (e dintorni)? Se l’ex sindaco Perrotta, gli ex consiglieri e assessori Di Natale, Grupillo, Crocicchio, Ollio, Sorace, Cataldo, D’Andrea, Condino, … non hanno acquisito esperienza amministrativa, che si sono ri-candidati a fare?

G. S. – Passiamo ai tre grandi temi in discussione. Incominciamo dall’ospedale…
«Conosce bene il mio pensiero critico sull’ospedale “salvato” da Scopelliti su intercessione del centrodestra locale. La invito, pertanto, a girare la domanda ai diretti interessati, ai cittadini che, oggi, usufruiscono dei servizi sanitari del “San Francesco di Paola”. Avrà le risposte che cerca. Alcune descriveranno un pesante stato di precarietà e disorganizzazione, nonostante l’impegno del personale. Altre parleranno di una sanità allo sfascio. In entrambi i casi, io la penso come la pensano i cittadini».
G. S. – Il tribunale?
Facciano chiarezza. L’antipolitica oggi prevale, perché la nostra classe dirigente ritiene
di poter dire tutto ed il contrario di tutto. Un deputato del Pdl, Sante Versace, nel 2010,
ha proposto la soppressione dei piccoli tribunali, compreso Paola. L’ex-ministro della
Giustizia, Nitto Palma, eletto in Calabria, l’ha trasformata in proposta di legge, approvata
con il voto di Pdl e Lega. Oggi, per dare una mano al nostro sindaco, Jole Santelli, che ha
votato a favore della ristrutturazione delle sedi giudiziarie, si erge a difensore del Tribunale di Paola. Mi auguro che non si tratti di propaganda. Allo stato, però, non esistono atti ufficiali che garantiscono la sopravvivenza del Tribunale».
G. S. – E il porto?
Sono assolutamente favorevole alla sua realizzazione, considerandolo strategico per il futuro della città. Non a caso, infatti, insieme all’ex-sindaco ho formulato una proposta recepita dal sindaco di Cosenza. Far sì che il porto diventi l’approdo naturale dell’area urbana cosentina. Sono stati quindi pensati, elaborati e presentati i Pisl. Invito il sindaco a
continuare su questa strada, perché offre concrete opportunità di sviluppo e perché facilita l’accesso ai finanziamenti. La prima cosa da fare è quella di sottoscrivere un’intesa con il Comune di Cosenza, coinvolgendo i sindaci del Tirreno».

Abbiamo detto la nostra su alcune questioni sollevate dal faccia a faccia e speriamo d’aver ampliato le argomentazioni anche ai meno sprovveduti. Restiamo comunque in attesa di eventuali repliche e/o commenti.

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