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Viaggio nella città dei cantieri aperti. Dal Santuario al Lungomare ci sono mega opere iniziate ma ancora ferme al palo. Per vederne la luce dovremmo attendere ancora. Di queste opere pubbliche che proliferano in città grazie a grossi finanziamenti si conosce la data di inizio ma non quella di fine lavori. Diamo un occhiata a un territorio dalle potenzialità inespresse che avrebbe tanto da offrire ma che non riesce a decollare a causa di lungaggini burocratiche e politiche.

Bivio della statale 18 con il Santuario di San Francesco. Sono in corso i lavori per la creazione di un sottopasso di collegamento tra la città e il santuario. Il progetto risale al 2000. Ma per il finanziamento (Anas) si dovrà attendere anni. Si sblocca grazie a un interessamento dell’ex sottosegretario Jole Santelli. I lavori iniziano in grande spolvero ma poi sorgono i primi problemi. Si fermano e ripartono. Sul cantiere c’è poco personale, si fa quel che può ma la consegna si fa attendere.

Dai luoghi del Santo scendiamo in città. Piano di recupero urbano, opere per la realizzazione di un Parco Connettivo. Ai margini della Fiumarella si ripuliscono gli argini, si ingabbia il torrente, si predispone un ascensore, si sta realizzando un anfiteatro e sovrastante (accanto la Villa comunale) una strada di congiungimento tra viale delle Libertà e corso Roma (già inaugurata nonostante non sia completata). Il vallone dovrà diventare area pedonale, luogo culturale e  ricreativo. I problemi sorgono subito. E i lavori rallentano, si fermano e ripartono. Si prosegue nonostante ricorsi e denunce. Il comune espropria diversi privati ma non tutti di loro sono d’accordo con gli indennizzi. Ci sono difformità e alcuni proprietari si affidano a legali. Ci sono espropri a metà su uniche particelle. Oggi nonostante tutti gli intoppi si va avanti. Ma ci sarà da definire alcune cose se non si vorrà vedere nuovamente bloccati i lavori. Innanzitutto c’è la questione di un rudere accanto all’anfiteatro che va abbattuto o quanto meno rimesso in sesto. Poi ci sono da risolvere gli intoppi sorti con altri proprietari che continuano a carte bollate ad opporsi al proseguo.

Centro storico. C’è il vecchio palazzo di città completo ancora solo al piano terra. Ci sono gli altri piani ancora da rifinire. Eppure ci sono stati diversi finanziamenti. Non sono però bastati per riconsegnare il municipio al comune e far sì che il Sant’Agostino (oggi occupato dai dipendenti comunali) assumesse quella destinazione per la quale era stato realizzato.

Casa di riposo per gli anziani di Piano Torre. Dopo tanti ritardi è stata completata. Ma solo al suo esterno perché manca ancora l’arredamento interno e l’affidamento della stessa per la gestione. Per quest’opera c’è stato un lascito del professor Tarsitano e due distinti finanziamenti. Ma i soldi sono terminati e adesso ne sono necessari altri. Arriveranno?

Sul lungomare insistono invece i lavori per la realizzazione di un centro polifunzionale con annesso parcheggio interrato. Il sindaco su quest’opera è stato chiaro “è un obbrobrio”. Si cercano fondi o per abbatterla o per cambiare la destinazione.

Attorno a tutti questi lavori pubblici ci sono anche altre situazioni da risolvere. Ci sono da risistemare palazzi nel centro storico, transennati e puntellati per evitarne il cedimento. Case abbandonate con cornicioni che si staccano e finiscono nelle strade sottostanti. Ci sono arterie realizzate da meno di un anno che già cedono ai loro bordi. E c’è soprattutto da dare una chiara visione architettonica e ingegneristica a una città che vorrebbe sentirsi antica e moderna allo stesso tempo ma che non riusce a coniugare affatto le due cose.

Francesco Maria Storino

SBIRCIATO su GAZZETTA DEL SUD del 2/07/2012

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